Deliri di uno psicopatico #6: Drunk football e altri metodi per rendere il calcio (più) interessante

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.
George Best (Belfast, 22 maggio 1946 – Londra, 25 novembre 2005)

George Best (Belfast, 22 maggio 1946 – Londra, 25 novembre 2005)

Mi è capitato di leggere alcuni articoli sul cosiddetto “Drunk football”, uno sport estremo che corrisponde a giocare a calcio completamente strafatti di alcolici, cioè quello che George Best faceva regolarmente negli anni 70 e che Balotelli dovrebbe fare oggi per riuscire a segnare ancora.

Ma cosa differenzia questa versione dal calcio tradizionale oltre al fatto che ad ogni fallo si rischia di scatenare più risse in campo che fra tifosi? I gol valgono solo se chi segna dimostra di avere un tasso alcolico da rischiare il ritiro della patente, del veicolo e del diritto di voto. In pratica per partecipare bisogna dimostrarsi totalmente incapaci d’intendere e volere quindi se siete stati ospiti di “Dalla vostra parte” di Maurizio Belpietro partite avvantaggiati.

Dopo ogni gol bisognerà quindi soffiare dentro il palloncino e, in casi di parata, il portiere dovrà dimostrare di essersi buttato vedendo doppio, bevendo il triplo, vomitando il quadruplo ed eventualmente cadendo in coma. Il trucco di morire non intenerirà i tifosi della squadra avversaria che continueranno in ogni caso ad accusarlo di simulazione. Prima che inizi la partita invece degli inni sono previsti cori di canzoni di Guccini e Vasco Rossi ed ogni coppa avrà la forma del cadavere di Amy Winehouse. Abusare di alcolici però può essere pericoloso. L’ultima volta un calciatore si è svegliato ferito, insanguinato, gravemente ustionato  e iscritto al Pd.

1468058629-catturaMa un’idea per rendere il calcio più interessante è sicuramente l’eliminazione definitiva di qualunque controllo antidoping. Lasciamo che siano liberi di massacrarsi di qualsiasi stupefacente e che abbiano l’opportunità di farsi le righe direttamente sul campo! Perché rovinare il calcio con queste regole insulse? Con quello che si paga per andare a vederli giocare dovrebbe esserci il consumo libero di qualsiasi sostanza da parte sia dei calciatori che dei tifosi! Ve l’immaginate un’intervista a Mourinho sotto anfetamine? Se già da sobrio era una mina vagante se lo drogate inizia a invadere la Polonia! Materazzi e Zidane si sarebbero regolati direttamente sul campo prima a colpi di testate e poi con i carri armati. Per non parlare di Balotelli che sotto exctasy diventerebbe calmo,  allegro, simpatico e amichevole.

Perché non lasciare agli sportivi la libertà di sfondarsi come cani? Il calcio diventerebbe decisamente più interessante e potrei quasi ricominciare a tifare Italia dopo che per anni mi son augurato che gli alieni ci invadessero e distruggessero l’umanità al primo fischio di inizio dei mondiali! In questa maniera la mafia del calcio scommesse avrebbe filo da torcere perché l’unica scommessa possibile sarebbe su chi fra le due squadre in gioco rimane in vita! L’incremento sulla mortalità negli stadi diminuirebbe drasticamente la popolazione con conseguente diminuzione della disoccupazione, senza contare il continuo ricambio di “personale” nel campo da calcio.

Un’altra idea che secondo me rivoluzionerebbe tantissimo questo sport ormai già datato è quella di eliminare totalmente il concetto di “fallo”. Vuoi mandare la palla in rete? Perfetto. Utilizza qualsiasi mezzo. Se l’obiettivo è segnare quanti più gol possibili tanto vale riempirsi di sprangate con una mazza da baseball fino a quando sul campo non ci sono più barelle che calciatori! Perché fare sempre i politicamente corretti con queste regole democristiane? In campo dovrebbe esserci l’anarchia assoluta! Se uno per segnare siporta dietro una sega elettrica il gol vale doppio!!

birraCi lamentiamo tanto che il wrestling è finto ma non vedo tutto questo accalcarsi per creare uno sport vero come si deve! Il sistema utilizza queste forme di intrattenimento di massa al fine di fornirci delle valvole di sfogo in modo da continuare la vita da schiavi senza poter raggiungere un culmine di stress da portarci a sovvertirlo. Finché l’italiano medio avrà il suo piccolo angolino di svago privato non scoppierà una guerra civile, ma se dovete darmi una valvola di sfogo per mantenermi in gabbia fatela scegliere a me!

Basta con ‘sto Grande Fratello, ‘sto Festival di Sanremo, Miss Italia e tutte ste esibizioni del nulla su una confezione coloratissima.  Iniziamo a mettere un po’ di piccante nel menu? Avanti iniziamo che non ci fa male.

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita. Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e una corda commentate qui sotto.

 

 

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Chi lo ha scritto

Simone Toffoli

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Nato in Friuli nell'84 iniziò fin dall'infanzia il suo percorso verso la malattia mentale. Le sue ambizioni più forti sono scrivere, raccontare storie e venirvi a rubare in casa causando inutili disagi. Ama la satira, la musica dirompente, la lettura, la radio e qualunque forma di arte atta a stravolgere gli schemi e a mettere in discussione la morale comune. Dicono di lui: “Del tutto incapace ma capace di tutto” (I suoi professori delle medie), “Braccia rubate all’agricoltura” (I suoi professori delle superiori), “L'apostrofo rosa fra le parole ti e fucilo.” (Il suo migliore amico), "Ehi, stavo scherzando metti via quel coltello!" (Il suo migliore amico qualche minuto dopo.) Odia la razza umana e vive in una zona molto degradata di camera sua che gli fornisce abbondanti emozioni e voglia di armi di distruzione di massa. È una persona disturbata e fuori controllo. Denunciatelo.   Contatti: toffoli_simone@yahoo.it

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