Un ricordo di Pier Vittorio Tondelli: intervista a Enos Rota

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“Si tenta, si soffre, si lotta, ma le persone non sono di nessuno, nel bene o nel male”

Scriveva così in “Altri libertini” Pier Vittorio Tondelli, in una prosa chiara, lucida, intensa, in grado di restituire sempre al lettore un’umanità ed un’esattezza emotiva non comuni. A pochi giorni dal 25° anniversario della sua morte, Correggio in primis e in seguito molte altre città italiane, si preparano a ricordare lo scrittore emiliano, anche e soprattutto grazie all’interessamento e al lavoro di chi continua a ricordare la sua opera. Sono molto grata per questo a Enos Rota, grande amico di Tondelli, per avermi concesso questa intervista su L’Undici. Enos è nato a Correggio come Pier Vittorio ed è stato legato allo scrittore da profonda amicizia. Dopo la morte di Tondelli, Enos ne ha diffuso, non solo in Italia, l’eredità letteraria partecipando a incontri, conferenze, convegni in molte città italiane e all’estero, in particolare in Brasile, Spagna, Francia, Ungheria e altri Stati. Viaggiatore e volontario internazionale in Paesi del terzo mondo, di recente si è occupato di problemi giovanili, incontrando gli studenti nelle Scuole e pubblicando 2 libri “Come e perché ho abbandonato la fede” (Elledici) e “La felicità è un mondo diverso” (Dissensi). Ha curato varie Antologie su Tondelli: “Caro Pier”, “Un viaggio lento” ,”Cronache dagli anni zero” e ha appena curato la pubblicazione di “Biglietti a un amico”, una raccolta di “biglietti” per Tondelli scritti da amici, conoscenti e soprattutto lettori ed edito da Magellano Fine Books.

 

- “Biglietti a un amico” è un libro edito da Magellano Fine Books e raccoglie decine di “biglietti” per celebrare Pier Vittorio Tondelli, a 25 anni dalla sua morte, avvenuta nel dicembre del 1991. Il titolo richiama volutamente i 24 biglietti che Tondelli pubblicò nel Natale dell’86 in edizione numerata e limitata, ognuno dedicato ad un amico. Nel 2016 per ricordarlo, sono stati gli “amici lettori” a dedicare allo scrittore un biglietto. Raccontaci il percorso di preparazione del libro, la ricognizione tra i tanti contributi arrivati e il contatto con i lettori e gli estimatori di Tondelli

Nella ricorrenza del 30° dalla pubblicazione di “Biglietti agli Amici” di Pier Vittorio Tondelli, di cui mi sono sempre onorato di essere uno dei destinatari, libro intimo, prezioso, particolarissimo, edito solo in 24 copie con dedica autografa e poi solo in altre 500 (con firma autografa), volendo restituire a Pier il grande dono che mi fece, ho chiesto a tanti semplici lettori, ad appassionati della Sua opera, a Scrittori, Giornalisti, Critici ecc. di scrivere una pagina, una frase, un frammento ecc. su come Tondelli ha inciso nella vita di ciascuno in tutti questi anni dall’uscita del volume, anche attingendo dal Gruppo PVT che amministro da anni su FB con circa diecimila iscritti. Ho raccolto 75 testimonianza scritte, 5/6 disegni e tavole artistiche, una prefazione di Mauro Rubino che spiega in modo dettagliato la genesi e la storia dei Biglietti (frutto del suo studio per la tesi di laurea). Devo dire che se pure non si non tratta di capolavori letterari, molti interventi sono emotivi e coinvolgenti, spontaneamente nati dalla conoscenza profonda dell’Autore e dall’affetto e appassionato apprezzamento per lui. Proprio quest’anno 2016, in cui ricordiamo sia il 25°  dalla morte che il 30° anniversario appunto da quella data del 24 Dicembre 1986, in cui Tondelli ci fece quel regalo inestimabile di quel suo libro di incomparabile valore, ho inteso rendere un omaggio all’Amico che da 25 anni sto portando in giro per l’Italia e per il mondo.

 

- Il rapporto di Tondelli con “gli addetti ai lavori”, la ricezione della sua opera, i pregiudizi, la fortuna dello scrittore: esemplare il caso di “Altri libertini”, un libro inizialmente passato inosservato, a cui le penne più autorevoli non avevano dato molto spazio, ricredendosi successivamente a causa del grande successo di pubblico, a sua volta scatenato dall’accusa di oscenità delle pagine tondelliane. Critica e pubblico si dicono tanto lontani eppure non possono prescindere l’una dall’altro e lo scrittore ( in questo caso Tondelli) rischia di essere frainteso. Quale posizione aveva lo scrittore?

Beh veramente la critica non fu molto favorevole agli inizi, ma dico sempre che il successo e la validità di un Autore li creano i lettori. E così è stato per Tondelli. Lui stesso aveva contestato certe prese di posizioni dei critici. Ad esempio Angelo Guglielmi, che scriveva le recensioni sull’Espresso, aveva stroncato Camere Separate. Non molto tempo fa ha scritto di essere pentito di quel giudizio perché “Tondelli è la figura più significativa della nostra letteratura degli ultimi 30 anni”.
Quindi a sancire la vera fortuna di uno Scrittore sono i lettori, gli estimatori, gli appassionati…

 

- Scrittore introspettivo e intimista, Tondelli ha scritto pagine di rara dolcezza, impregnate di umanità e tenerezza, ma molti associano la sua produzione alla letteratura dello “scandalo” e della “gioventù”. Qual è il volto più autentico di Tondelli?

Tondelli con la sua letteratura calda, emotiva e coinvolgente entra nella vita di chi lo legge, suscita echi, risonanze, affinità, consola soprattutto chi è emarginato, escluso, rifiutato, condannato; sono le categorie che rientrano negli episodi di “Altri Libertini”, tutta una umanità smarrita che Tondelli ama e comprende senza giudizi di sorta. Ecco perché Pier è così amato, come fratello, amico, compagno di viaggio “sui sentieri paurosi che spesso non conosciamo”.

 

- Quanto il dato biografico e, nel caso specifico, l’omosessualità di Tondelli hanno danneggiato o portato vantaggi alla ricezione della sua opera?

Il discorso sarebbe lunghissimo. Giovanni dall’Orto ha criticato Tondelli di non essersi messo a Capo di un Movimento Omosessuale, di non aver guidato battaglie e crociate: ma io rispondo che ha fatto molto di più. Con la scrittura ha raggiunto migliaia di giovani (molti omosessuali) dando loro una dignità e il coraggio di affrontare le difficoltà e le ferite di quella condizione, come Lui stesso aveva scritto alla Maestra: “Ho dato a molti giovani e omosessuali la possibilità di un riscatto umano di sentirsi finalmente liberi dai pregiudizi della gente, trovando una valida ragione per continuare a vivere”. Ma Camere Separate è il romanzo dei sentimenti universali, dell’amore, la perdita, la sofferenza, gli amici, la famiglia, il dolore, la morte, ecc. valido per tutti, omosessuali e non.

 

- “Scrivete non di ogni cosa che volete, ma di quello che fate. Astenetevi dai giudizi sul mondo in generale (ci sono già i filosofi, i politologi, gli scienziati ecc.), piuttosto raccontate storie che si possano oralmente riassumere in cinque minuti. ” Diceva così Tondelli agli aspiranti scrittori del Progetto Under 25, promosso sulle pagine di Linus, invitandoli a perfezionare modi e linguaggio e soprattutto a scrivere il vero. In un’epoca che pullula di laboratori di scrittura che fanno moda, quanto la lezione di Tondelli farebbe bene?

Non è stata ancora indagata a fondo l’intelligente e meravigliosa iniziativa del progetto “Under 25″, nato per valorizzare la giovane scrittura creativa più ancora che scoprire talenti (che poi dalle 3 Antologie uscirono 10/12 scrittori che divennero famosi e non sempre riconoscenti a colui che li aveva scoperti,come Silvia Balestra, Andrea Demarchi, Romolo Bugaro, Giuseppe Culicchia, Guido Conti ecc.). Dicevo in un incontro a Torino su Tondelli, davanti ad alcuni Insegnanti della Holden, che loro non fanno gratuitamente e generosamente come aveva fatto lui, la Scuola di scrittura. Anzi credo che costi un tot e non sempre sortisce l’obiettivo che si prefigge, perché vanno bene le tecniche, ma fondamentale è l’ispirazione. Così arrivarono a Correggio e ad Ancona alla Transeuropa 400 manoscritti che lo avevano visto impegnato giorno e notte a leggerli senza alcun ritorno economico, solo per il desiderio di trasmettere quella pratica strana della scrittura che anche lui aveva seguito dall’esordio di Altri Libertini.

 

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