Un anno col rigoroso Capricorno

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William Holman Hunt, Il capro espiatorio, City Art Gallery, Manchester

William Holman Hunt, Il capro espiatorio, City Art Gallery, Manchester

Il decimo e ultimo segno dell’anno solare inizia il 22 dicembre e termina il 20 gennaio; la prima data coincide col solstizio d’inverno, astronomicamente il giorno più corto dell’anno in cui il sole sembra precipitare nell’oscurità per riemergere di nuovo lentamente qualche giorno dopo. Il 25 dicembre i romani del tardo impero celebravano il “Natalis solis invictus”, la nascita del sole vittorioso, una grande festa di origine orientale per glorificare la vittoria della luce sulle tenebre, ricorrenza poi recuperata dai cristiani che la identificarono come giorno di nascita del Salvatore.

Al Sufi, Llibro delle stelle fisse, Bibliothèque Nationale de France, Parigi

Al Sufi, Llibro delle stelle fisse, Bibliothèque Nationale de France, Parigi

La figura del Capricorno che rappresenta un “mostro” composito metà capra e metà pesce, era nota fin dall’antichità: secondo leggende babilonesi ed egizie riprese poi dalla mitologia greca, un dio cornuto (non ben identificabile) che cercava di sfuggire al mostro Tifone scivolò nel Nilo con la parte inferiore del corpo che si trasformò in coda di pesce. Nella nuova creatura si riassumono due animali e la loro complessa simbologia che definisce anche gli aspetti caratteriali dei nativi. La capra si accontenta di poco e si sa adattare sfruttando anche terreni molto poveri, così che la troviamo a pascolare in pianura o ad arrampicarsi su per i monti mentre in passato era la compagnia di solitari eremiti. Gli antichi ebrei scaricavano i peccati dell’intera comunità su un “capro espiatorio” che veniva poi condotto a morire nel deserto, simbologia che si è in seguito trasferita su Cristo, sacrificato per le colpe dell’umanità. Per i greci il caprone era sacro a Dioniso, dio orgiastico dell’ebbrezza e dell’ispirazione poetica, al cui corteo partecipava anche Pan, il lascivo satiro cacciatore di Ninfe che secondo alcuni sarebbe stato all’origine dell’immagine del Demonio. Il pesce è collegato alla fecondità, per via delle moltissime uova che depone, una fecondità anche spirituale dal momento che nel cristianesimo è in relazione con Gesù e le profondità sconosciute dell’anima, simili a quelle altrettanto ignote del mare. Il Capricorno è anche la seconda porta dello zodiaco (la prima, quella relativa alla materia, è il Cancro) che un essere umano dovrà aprire quando – raggiunta la maturità – ne varcherà la soglia per conquistare spiritualità e saggezza.

Louis A. Ruprecht, Chronos, Georgia State University

Louis A. Ruprecht, Chronos, Georgia State University

Governato da Saturno, il decimo segno è collegato alla terza età della vita, la vecchiaia. Era conosciuto dai greci come Crono, sposo di Rea, a cui era stato predetto che uno dei suoi figli l’avrebbe detronizzato, cosa che lo spinse a risolvere il problema a modo suo divorandoli tutti; per questo motivo la sua iconografia lo rappresenta anche come un vecchio con la falce, il Tempo che divora ogni cosa. L’unico che si salvò dal pasto paterno fu Zeus che una volta cresciuto, riuscì a fargli risputare i fratelli spedendolo in esilio nel Tartaro; da qui, dopo molte peregrinazioni, arrivò nel Lazio trasformandosi in un re buono che governò la terra con saggezza ed equilibrio, instaurandovi l’età dell’oro. Per i filosofi ermetici invece Saturno era associato al piombo e alla “nigredo” – l’opera al nero degli alchimisti in cui occorreva portare alla decomposizione tutti gli elementi – una sorta di prova dolorosa e la parte più difficile del percorso per arrivare a condensare l’oro. Secondo l’astrologia infine il pianeta è un severo simbolo di distacco e sofferenza, mentre il suo lato positivo è la capacità di penetrazione intellettuale e spirituale della vita ottenuta dopo lunghi sforzi meditativi. Gli organi del corpo governati dal Capricorno sono le ossa, le articolazioni, la dentatura, l’epidermide, da cui deriverebbero malattie come i reumatismi, l’artrosi, la gotta o – in età giovanile – la foruncolosi.

Virtual Manuscript Library of Switzerland

Virtual Manuscript Library of Switzerland

Gli individui del Capricorno, un po’ come la capra di montagna o il pianeta che li rappresenta, sono portati alla solitudine o meglio, al ripiegamento su sé stessi, cosa che durante l’infanzia può causare inibizioni che saranno superate soprattutto in tarda età. Sotto la loro iniziale scorza di timidezza sono però degli ambiziosi le cui aspirazioni possono portarli ad conquistare vette importanti che raggiungeranno attraverso la tenacia, la disciplina interiore, il senso di responsabilità. Tipico è il caso di Humprey Bogart, che raggiungerà il successo dopo una quarantina di film spesso scadenti, diventando una star internazionale nel 1942 con l’indimenticabile “Casablanca”. Quando invece gli scopi dei nativi non sono solo di ordine materiale, essi risalgono la corrente votandosi a qualche grande opera il cui successo arriverà a volte quando cominceranno ad avere i capelli bianchi. Sono lavoratori indefessi e metodici che si dimenticano anche di mangiare se devono terminare qualcosa; preferiscono una vita semplice e frugale e può capitare che siano talmente economi da diventare tirchi. Noti per la loro freddezza e l’apparente distacco, in realtà temono i sentimenti e applicano una sorta di pessimismo cautelativo che li porta a diffidare del prossimo e delle circostanze. Questo non vuol dire che siano dei pezzi di legno anzi, prima o poi l’istinto del fauno salta fuori perché i nativi amano il sesso anche se tendono a separarlo dal mondo degli affettio. Non si innamorano con facilità ma quando accade – soprattutto per le donne del segno – è una questione molto seria che spesso li impegna per tutta la vita: in fondo sono tipi all’antica che affrontano le scelte importanti con molta responsabilità e visto che, nonostante l’aria da duri sono fragili, rifuggono dalle rotture con le poche persone a cui sono affezionati.

Rilievi dello zodiaco, Cattedrale di Amiens

Rilievi dello zodiaco, Cattedrale di Amiens

I transiti planetari per il 2016 e 2017 hanno visto e vedranno i Capricorno nati tra il 5 e il 10 gennaio impegnati a confrontarsi col passaggio di Plutone sul loro Sole. Il dio degli Inferi è il pianeta più lento dello zodiaco e i suoi effetti non sono facili da interpretare: simboleggia sia il bene che il male, le ricchezze nascoste nella profondità dell’anima e quelle materiali, la trasformazione e la rinascita, ma anche l’oscurità, la crudeltà, l’aggressività e la menzogna. Tutto dipende dalla sua posizione nel tema natale: mentre quando è positivo può aumentare la fiducia in sé stessi e aiutare a risorgere da situazioni difficili, se negativo reca crisi interiori o esteriori e indebolisce a volte fino alla depressione. Plutone non è eclatante e dirompente come Urano ma, dal momento che opera nel sottosuolo può portare l’individuo a un cambiamento della personalità quasi senza che questo se ne accorga. Da almeno sei anni Urano nel segno dell’Ariete ha disturbato il Sole dei nativi , e continuerà a farlo nel 2017 con i Capricorno dell’ultima decade, cosa che implicherà possibili seccature o grane materiali, necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico o, sul piano psicologico, momenti di scoramento e di inerzia, eventi che sono stati in parte alleggeriti dal trigono di Giove in Vergine. Nettuno è benefico dai Pesci e, pur essendo anch’esso un pianeta che agisce sul profondo, potrà aumentare la curiosità creativa o – se il tema lo permette – spingere il pedale della fantasia e dello spirito di avventura.

Marlene Dietrich in "Marocco"

Marlene Dietrich in “Marocco”

Marlene Dietrich, un Capricorno anticonformista.  Ascendente in Vergine, con Saturno e Marte in ottima posizione, l’attrice era una professionista determinata e con piedi ben piantati per terra, dotata anche di una straordinaria resistenza fisica alla fatica. Avendo uno Stellium di pianeti in V Casa (il settore dell’amore e dell’eros, dei giochi e delle speculazioni) accompagnati da una disinibita Venere in Acquario in buon aspetto con Plutone e Urano, non meraviglia che la sua vita sia stata costellata di moltissime relazioni con entrambi i sessi esibite con audace spavalderia. Fu lanciata nel 1930 da Joseph von Sternber nel film “L’angelo azzurro” dove interpretava Lola Lola, una “sciantosa” crudele che finirà per distruggere la vita di un povero professore di ginnasio. Figlia di un ufficiale prussiano, doveva averne ereditato la disciplina, perché per costruire la sua immagine di diva, accettò non solo la dieta impostale dal regista, ma su suo consiglio si fece togliere anche quattro molari per assumere un aspetto più drammatico. Sbarcò ad Hollywood dalla Germania assunta dalla Paramount – che intendeva imporla come rivale di Greta Garbo – e fu subito successo. La sua bellezza algida e sensuale si nutriva di atteggiamenti scandalosi come nel film “Marocco” in cui, ancora nella parte di cantante di cabaret vestita con un frac maschile, posa le sue labbra su quelle di una signora del pubblico, esibendosi nel primo bacio omosessuale nella storia del cinema. Si vestiva spesso da uomo per sottolineare il suo erotismo ambiguo e proclamare il suo spirito anticonformista, ma non disdegnava nemmeno le sottane mettendo in mostra due gambe mozzafiato. Terminata la relazione con von Sternber, si diede alla commedia sofisticata e brillante diventando negli anni Trenta una star internazionale e una donna ricchissima che – nonostante il ministro della propaganda nazista Goebbels cercasse insistentemente di richiamare in patria – si rifiutò di abbracciare l’antisemitismo hitleriano che la disgustava. Amava gli Stati Uniti e la democrazia, e quando scoppiò la seconda guerra mondiale si impegnò con le sue canzoni all’appoggio morale delle truppe alleate, mettendosi in prima linea e meritandosi i gradi di colonnello. Quando il suo mito cominciò ad appannarsi si dedicò solo al canto: continuerà a farlo anche in vecchiaia, scendendo dal palcoscenico a settantacinque anni. Da tempo in casa sua non spolverava gli specchi per non dover contemplare l’immagine del suo viso sfiorito. 

Paolo Conte

Paolo Conte

Personaggi famosi del Capricorno: Martin Luter King, Mao Tse Tung, Giulio Andreotti, Isaac Newton, Edgard Alla Poe, Jack London, Giovanni Pascoli, Leonardo Sciascia, Simone de Beauvoir, Umberto Eco, John R. R. Tolkien, Louis Pasteur, Paul Cézanne, Henri Matisse, Giacomo Puccini, Anthony Hopkins, Gérard Depardieu, Denzel Washington, Jude Law, Margherita Buy, Paolo Villaggio, Elvis Presley, Paolo Conte, Adriano Celentano, Syd Barrett (Pink Floyd), David Bowie, Annie Lennox, Ricky Martin, Cassius Clay, Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella, Alex Schwazer.

 

Fonti: Lisa Morpurgo, Introduzione all’astrologia e decifrazione dello zodiaco, Tea; Lisa Morpurgo, Lezioni di astrologia. La natura dei transiti, Longanesi; André Barbault, Trattato pratico di astrologia, Astrolabio

http://bressan.weebly.com/

 

 

 

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7 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Anna

    Da quel che è scritto sembrerebbe quasi che questi individui debbano tenacemente lavorare tutta la vita per dimostrare che “non è come sembra”.
    …ah, è così? Auguri, perciò! :)

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    • Viviana Alessia

      Scrivo per la riflessione di Anna. Non riesco a comprendere da cosa, nel testo del post, Anna inferisca che gli ” individui”, come li definisce lei, del segno del Capricorno, LAVORINO sodo per dimostrare ” che non è come sembra”. Cosa sarebbe questo sconosciuto universo del Capricorno?Cosa sarebbe questa oscura materia che si nasconde dietro questo fiol d’ un can del Capricorno? Mi pare che l’ autore abbia scritto di diffidenza e di scarsa fiducia nel prossimo ( e mi dimostri che il povero Capricorno sbaglia, anche a fronte di commenti come il suo che suggeriscono un discreto discredito di molta gente che lavora onestamente in ‘sto mondo), scrive ancora di timidezza che viene superata con la tenacia, la forza interiore, la maturità e l’ impegno serio alle attività a al lavoro: gli esempi dei divi citati mi sembrano oltremodo calzanti.
      Vede, iI Capricorno può tacere, cara Anna, ma , a differenza di molti altri “individui”, non rinuncia al conclamato giudizio verso persone e situazioni: parlerà, ma soprattutto agirà, nel momento opportuno. Per tutti, basti la citata figura di Martin Luter King.
      Non si sorprenda, Anna, se un Capricorno lavora indefessamente accanto a lei, non parla del suo lavoro, non parla di sé. Non sta nascondendo proprio nulla, si sta semplicemente facendo i fatti suoi come sappiamo che raramente accade nel mondo, ma stia pur certa che tiene d’ occhio lei e chissà quanti e quant’ altro. Dirà la sua su di lei ed eventualmente su altri/o quando meno lei se l’ aspetterà, per il semplice motivo che quello sarà il momento del maturato giudizio su lei e altri/o. Di solito non fa sconti proprio perché sa tacere a lungo, senza dilettarsi in stupide, inutili chiacchiere con mezzo pianeta, come solitamente la gente stolta fa, sfrontata e falsa. Non si aspetti poi che venga a dichiararle il suo giudizio in privato, sussurrando sommessamente. No, cara Anna, deve aspettarsi il redde rationem coram populo e lei, o altri/o, non potrete dimostrare che sta dicendo cavolate, frottole, baggianate nemmeno chiedendo aiuto al ridicolo e risibile, consueto, bugiardello e nanerottolo avvocato del diavolo che i soliti noti fanno accorrere presso la di loro non certamente trasparente personcina.Non ci crede, Anna? Provare per credere!
      Il Capricorno andrà dritto e instancabile verso la meta e magari a sua insaputa, Anna, forse soprattutto perché a un certo punto si satura la proverbiale sua sopportazione che lo rende un facile bersaglio per gli stolti e, pertanto, un comodo capro espiatorio per i disonesti stolti.
      Il Capricorno non mollerà più, ne stia pur certa Anna, proprio per la proverbiale tenacia che caratterizza questo ” individuo”, come chiama lei le persone del Capricorno.
      Non è saggio inimicarsi un ” individuo” che ti tampona a lunghe falcate e lingua sferzante, che ha superato dure timidezze che molti ” individui” non hanno mai provato nella loro sboccata e traboccante vita fatta solitamente di sguaiate o false apparenze. Ti stara’ alle costole fino all’ ultimo respiro. Pensandoci bene, questo e’ probabilmente l’ aspetto “oscuro” del rigoroso Capricorno: si sa, il rigore da’ un fracco di fastidio ai farisei.
      Se non vado errato, pure Dante Alighieri era un Capricorno. Non mi sembra abbia tribolato per oscurare niente di sé. Mi pare che abbia poi inseguito per ben tre lunghe Cantiche chi ha trovato lungo il cammino, nel bene, nel male. Meglio meditare!
      Auguri a lei, piuttosto, mia cara Anna. Le risparmio la faccina, ovviamente.

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      • Viviana Alessia

        Corretto il refuso : ” Non è saggio inimicarsi un ” individuo ” che ti TAMPINA…”

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    • Ciccio, Miccio, Riccio & C.

      Ma ca’ ce tocca trova’ e’ tre e’ notte su nuje poveracci capricorni ! A nuje capricorni napoletan nun se puje parla” a cussí : nuje siamo persone, no ” individui”; lavoriamo e nun sembriamo ca’ a nuje, nun a’ altr. Se deve sta’ educati, luntan co’ e ‘offese. Tu Anna vir si aje ppe’ caso le scheletr appesi a’ soffitt e soffia via a’ polvere. Sembrerebbe proficuo se te vai a nasconde tu.

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      • Biancamaria Rizzoli

        Cari Ciccio, Miccio, Riccio che parlate in partenopeo stretto a me che sono emiliana verace e capisco poco la vostra lingua (una vera lingua, non un dialetto). Bisognerebbe chiarire meglio la parola “individuo”. Io non le do un significato dispregiativo, ma voi evidentemente si. Vediamo cosa dice Treccani: “indivìduo [dal latino individuus «indiviso, indivisibile», composto di in- e dividuus «diviso», che traduce il greco ἄτομος: v. atomo]. – 1. agg., letter. a. Indiviso, che non si può dividere. Individuale, particolare: l’esistenza i.; le opinioni idividuali; i privilegi individuali 2. Ogni singolo ente in quanto distinto da altri della stessa specie. In biologia, ogni organismo animale o vegetale, uni- o pluricellulare, che non può essere suddiviso senza perdere le sue caratteristiche strutturali e funzionali (il complesso di tutti gli individui che hanno le stesse caratteristiche costituisce la specie, cioè il più piccolo gruppo della sistematica). b. In particolare, l’uomo considerato genericamente, in quanto oggetto di rilevazioni statistiche: il numero dei nati in un anno su mille individui; o in quanto singolo elemento di una collettività: non si può recare offesa all’individuo senza offendere la società stessa; difendere, garantire in seno alla società i diritti dell’individuo. Nell’uso comune, anche per indicare un uomo determinato, per lo più con tono spregiativo: c’è un individuo che ti cerca; chi è quell’individuo?; un individuo sospetto, pericoloso; un losco individuo. c. Per estensione, di cose che abbiano composizione costante o sviluppo unitario: ogni lingua costituisce un individuo storico.”
        Vi consiglio di esplorare altri possibili significati positivi della parola, ad esempio “personalità che si distingue”, “che emerge dalla massa”. Sarà perchè sono un’individualista considero la personalità qualcosa di prezioso e insostituibile, che crea il carattere unico di ognuno di noi. In psicanalisi colui che è indivisibile è sano e non è preda dei mostri della nevrosi. Per me un individuo non è una pecora e tutto lo Zodiaco è affascinante. Poi ognuno la pensi come vuole. Briz

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  2. Viviana Alessia

    Sono in buona compagnia…zodiacale. Mi piacciono quasi tutti i personaggi citati appartenenti al segno del Capricorno. C’è del vero nella descrizione dei tratti caratteriali, soprattutto la tenacia. E trovo congruente la caratteristica dell’ instancabilita’ quando si tratta di svolgere il proprio dovere. Suona corretto il riferimento che fa del Capricorno un soggetto legato ai suoi affetti, anche con modalità ” antiquate”. Corrisponde pure una costante diffidenza verso circostanze e persone, ma è una caratteristica che non guasta, credetemi. In fondo anche Andreotti, capricorno, soleva dire che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. L’ anno vecchio va a morire al transitare del sole in questo segno. Ma è col medesimo segno che arriva, carico di novità e speranze, l’ anno nuovo. Sì a questo punto condivido appieno la celebre frase di Shakespeare citata da Briz. Corrisponde in fondo alla frase della sposa di Ben Hur quando va a prendere la suocera e la cognata nel lebbrosario per portarle al Cristo morente, nonostante la ritrosia delle due donne e i timori per la sua sposa di Ben Hur. La sposa coraggiosa, afferrando con determinazione la suocera, dice appunto che nel mondo esistono molte più cose di quante noi conosciamo. La pioggia che poco dopo dilava rapida e argentina il sangue ai piedi della crce del Cristo, lava le due malate che si ritrovano immediatamente guarite.
    L’ anno vecchio si diparte con le sue stranezze e i suoi malanni; l’ anno nuovo sta arrivando, speriamo col suo carico di piogge lievi che sciolgano le infinite nubi grevi intorno a noi e dentro di noi.

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    • Biancamaria Rizzoli

      Rispondo a tutte e due. Facendo l’astrologa non do solitamente giudizi sul carattere di un individuo, attenendomi semplicemente alla regola che ognuno ha il suo e così va rispettato. Cara Anna, credo che più o meno tutti noi (segni zodiacali a prescindere) abbiamo qualche difettuccio da nascondere; è normale umano. Il Capricorno è un po’ chiuso e selettivo, ma non per questo freddo e antipatico, semplicemente difende la sua privacy e non la dà in pasto al mondo intero. Cara Viviana, non trovo nemmeno “antiquato” il suo modo di amare, solitamente diretto a poche persone della sua cerchia. Ama in modo non dispersivo ma costante e da questo punto di vista può costituire una certezza su cui appoggiarsi. Chi disperde troppo i suoi affetti finisce per creare gelosia e insicurezza. In quanto al “redde rationem” è più caratteristico dello Scorpione, ma non generalizziamo; ho conosciuto una signora dei Pesci che non faceva sconti a nessuno. Covava la “tremenda vendetta” sott’acqua e al momento giusto colpiva in modo cattivo e pesante. Ripeto ancora (l’ho già detto fin troppe volte) che un tema va giudicato nell’insieme dei suoi pianeti e dei loro aspetti. Quello che leggete sull’Undici è una sintesi, un abbozzo a grandi linee basato sulla posizione del Sole natale. Per finire: la data di nascita di Dante è incerta, sembra tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265. Forse era un Gemelli. Buone feste a entrambe.

      Rispondi

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