Stupri in Italia. Il ruolo delle donne

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Anche se molti di questi reati si distinguono per le modalità di esecuzione, emerge tuttavia un tratto trasversale: la distorta visione del sesso.
Ma se nei confronti di coloro che hanno commesso uno stupro è possibile intervenire attraverso un approccio mirato, magari con l’aiuto di esperti, cosa si può fare, invece, per tutti gli altri che si muovono nell’ombra?

I potenziali stupratori – similmente ad altri criminali – non recano segni distintivi, né nell’abbigliamento né nel sembiante. Alcuni tra questi, inoltre, provengono da quelle che nell’immaginario collettivo sono considerate “buone famiglie”, le quali in realtà celano il maggior disinteresse per l’educazione dei figli, piuttosto cresciuti nel mito dell’onnipotenza e quindi abituati ad ottenere qualunque “cosa” al minimo accenno di capriccio.
È in questo preciso e radicale punto che si profila determinante il ruolo delle donne – eventualmente supportate da uomini degni di questo nome –, chiamate ad insegnare ai figli, propri e/o altrui, una regola su tutte: il rispetto della persona e, nella fattispecie, che un rapporto sessuale deve essere consensuale e non ottenuto con la forza.

violenza-donne-2Il contesto sociale

Due casi recenti, oltre a confermare – stando alle ricostruzioni – quanto testé esposto, evidenziano altri drammatici aspetti sui quali diviene fondamentale riflettere, onde evitare che altre vittime indifese subiscano le stesse violenze.
A San Valentino Torio, nel salernitano, un branco di cinque ragazzini sequestra una quattordicenne rinchiudendola nel garage di un condominio. I piccoli stupratori abuserrano a turno della povera ragazza.
A Melito di Porto San Salvo, in Calabria, una tredicenne è costretta a rapporti sessuali con adulti per un periodo che va dal 2013 al 2015.

Per il caso campano, il gip Maria Rosaria Minutolo giunge alla conclusione che i delinquenti potrebbero ripetere il reato.
Per il secondo caso, il procuratore capo Federico Cafiero De Raho dichiara che la popolazione è in uno stato di soggezione nei confronti della ‘ndrangheta, coinvolta pesantemente nella vicenda.

In entrambi i contesti – con le dovute differenziazioni legate a dinamiche malavitose – la società è quantomeno impegnata a proteggere la facciata, a non immischiarsi o ad evitare ripercussioni, dimentica sempre di alimentare il medesimo terreno su cui da secoli avvengono i peggiori delitti.

Un dettaglio, però, nella brutta storia di Melito, rimarca il ruolo che ogni donna ha il dovere di ricoprire, soprattutto quando è accertata la gravissima manchevolezza di una mamma nei confronti della figlia. È ciò che purtroppo è accaduto in Calabria, dove a tacere c’era anche la madre, venuta al corrente delle violenze attraverso la lettura di un tema in classe della bambina.

Dov’è la politica?

In questi luoghi, dove regna l’omertà e il modello di riferimento è evidentemente maschilista, la politica o è assente oppure s’impegna ad innalzare in qualche modo il benessere generale ma risulta incapace, per caso o di proposito, di salvaguardare i più deboli e i più piccoli in particolare, costretti a capire a proprie spese che il mondo dei grandi è sempre distante, occupato a districarsi in mille problemi solo materiali… o in chissà cosa.

Fonti

Nota scientifica dell’Istituto Demoskopica http://media.wix.com/ugd/779c1f_8651ac7e2a01433c8a539b3c22ea883c.pdf

[…] Nel quinquennio 2014-2010 sono state commesse ben 23 mila violenze sessuali ma soltanto per 17 mila reati sono stati scoperti gli autori. In altri termini, per oltre 6 mila episodi, il violentatore è riuscito a dileguarsi dopo aver compiuto il reato, a sfuggire alle forze dell’ordine e, conseguentemente a “farla franca”. Le vittime della violenza sono principalmente le donne di nazionalità italiana nel 70% dei casi. Sono quasi 6 mila, inoltre, i minori vittime di violenze sessuali nel nostro paese. Prevale la linea dura: il 24,1% degli italiani pretende misure più severe per chi commette il reato spingendosi, nel 12% dei casi, a richiedere addirittura la castrazione chimica per gli stupratori. […]

 

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