La terza stagione di “Black Mirror” su Netflix: (don’t) binge it!

Share on Facebook10Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Nel 2015, Netflix ha dato luce verde per la produzione di più episodi della serie British di fantascienza “Black Mirror”. Il 21 ottobre, dopo una pausa di tre anni, i fans di questa serie antologica sono stati, infine, graziati con una terza stagione composta da ben sei episodi, di cui l’ultimo di 90 minuti.

Charlie Brooker, scrittore satirico e creatore di “Black Mirror”, ci ha regalato un’altra stagione che dipinge ancora una volta l’impatto spaventoso che la tecnologia ha sulla società. Si tratta di thriller fatascientifici molto cupi, i quali raccontano vite in un futuro alternativo a cinque minuti dal nostro presente, molte volte sconvolgenti e sorprendenti. Basta pensare al film “Ex Machina”, ma in un formato episodico breve, con idee innovative sempre nuove.black mirror ku-xlarge

La terza stagione si apre con “Nosedive”, co-scritto da Rashida Jones e Michael Schur e interpretato da Bryce Dallas Howard. L’episodio è di grande impatto visivo con i suoi colori pastello e l’uso prevalente del colore bianco. Un filtro da MacBook che incanta ma che, a lungo andare, ingabbia. Nosedive” mostra gli effetti dei social media sulla gente comune, dipendente dai “likes”. Ogni individuo ha un ranking. Ogni incontro sociale viene classificato, e la classifica determina lo stato generale di ogni persona e contribuisce alla loro simpatia nella comunità, dai rapporti personali tra persone fino ai mutui bancari. Meno “likes” una persona riceve, meno persone vogliono impegnarsi con lui o lei, e viceversa. Tutto sommato, questo episodio accende la scintilla dello scetticismo nella credibilità dei vari influencer su Facebook, Twitter e Instagram.

black mirror ascensorePlaytest” è, senza dubbio, l’episodio più spaventoso ad un livello più immediato ed esterno. Cooper, interpretato da Wyatt Russell ( si, il figlio di Kurt), è un turista americano che decide di fare da betatester ad un nuovo concetto videoludico in modo da guadagnare qualche spicciolo, trovandosi all’estero. Cooper, dopo una “poco” invasiva operazione, si ritrova dentro una realtà semi-virtuale che dovrebbe sfruttare le paure più profonde del giocatore, in sostanza, aumentando la realtà del gioco. “Playtest” ci mostra che i videogiochi potrebbero assorbire così tanto la nostra vita e le nostre sensazioni rendendo difficile il decriptaggio di ciò che è reale e di cosa non lo è. Il potenziale terrificante e imminente che la realtà virtuale potrà avere in futuro sui videogiocatori, vittime inconsapevoli.

Terzo capitolo della stagione “Shut Up and dance” è sicuramente l’episodio più dark della stagione per quanto riguarda il potere dei segreti dietro la tecnologia e che cosa possono far fare alla gente. Un adolescente apparentemente innocente, che partecipa a quello che doveva essere un atto sessuale privato, viene segretamente registrato attraverso la sua webcam e, di conseguenza, ricattato e costretto a fare cose illegali solo per mantenere il suo segreto nascosto. Ma chi sono i ricattatari? La risposta non è importante, in quanto rappresentano l’utente medio di internet senza volto, sempre online per trollare o assaporare la sofferenza altrui. Una faccia conosciuta è quella di Jerome Flynn, Bronn di Game of Thrones.

Nonostante il fatto che i personaggi di “San Junipero” sviluppino una relazione romantica in una realtà virtuale, l’episodio dipinge il più profondo senso d’amore derivato dalla tecnologia. Una puntata di Catfish nel futuro. Questo episodio empatizza con gli spettatori,  i quali probabilmente hanno sperimentato un dolore dal punto di vista relazionare: chi non è mai stato friendzonato? Chi non ha mai sofferto per amore? Le macchine permettono di sognare un universo finale in cui le fantasie possono diventare vere e dove fuggire dal dolore è in qualche modo possibile. “San Junipero” è molto simile all’episodio heartbreaking della seconda stagione “Be right back”: la perdita può essere a volte insopportabile. Cosa si può fare per liberarsene?

Girato tutto su una scala agghiacciante di grigi, il messaggio dietro “Men against fire” è semplice: l’ossessivo controllo militare e i media possono influenzare in modo netto la reazione che vi è tra esseri umani. Un soldato uccide nelle sue missioni gli “scarafaggi” ma inizia a mettere in discussione chi sono i “buoni” e i “cattivi”. Questo fa sì che aumenti l’attrito tra ciò in cui l’hanno addestrato a credere e ciò che è effettivamente reale.black mirror smartphones

L’ultimo episodio della stagione, “Hated in the Nation”, orologi alla mano, dura un’ora e 30 minuti, quasi voglia rubare il titolo di episodio più lungo di Black Mirror allo speciale natalizio “White Christmas”. Il potere pericolosamente colossale e l’influenza dei social media e gli hacker hanno somiglianze inquietanti al giorno d’oggi. Alla fine della puntata, chi sono quelli da biasimare per la creazione di paura e violenza?

La nuova stagione non ha episodi quasi impeccabili ed eccelsi come “The entire history of you” o la puntata speciale “White Christmas”, ma Brooker presenta ancora nuove idee familiari che di nuovo minacciano le relazioni e l’esistenza umana. Lo showrunner costringe i suoi spettatori a mettere in discussione il vero significato della vita e le scelte delle nostre azioni.

Dopo tre stagioni e 13 episodi “Black Mirror” è ancora una serie TV inestimabile, la quale porta consapevolezza al lato oscuro della tecnologia, che è molto vicino alla nostra vita di oggi. Questa serie affascina coloro i quali sono più sospettosi riguardo gli effetti della tecnologia. Dopotutto ognuno è nel mirino, schiavo ogni giorno di un’e-mail lavorativa che non arriva mai o da un “buongiornissimo” di Facebook.

I progressi tecnologici nel fantascientifico mondo di “Black Mirror” sono attualmente in fase di sviluppo o sono idee coltivate nella società di oggi. Anche se può essere esagerata e cinica come analisi (in fondo stiamo pur sempre parlando di una serie sci-fi), l’onestà brutale è che il mondo tecnologicamente avanzato di “Black Mirror” non è così lontano dal mondo in cui viviamo. Un duro colpo. Un pugno dritto nello stomaco alla fine di ogni puntata. Una realtà scoraggiante da comprendere e giustificare.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook10Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?