Incursioni nel mondo dell’arte: 11 romanzi che parlano di pittori famosi

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Sono una grande appassionata di storia dell’arte, così come di lettura. E quando ho la possibilità di conciliare questi due interessi, mi sento pienamente appagata. A tal proposito, vorrei consigliare undici romanzi che parlano dei più celebri pittori di tutti i tempi. Alcuni ne declamano la vita e i tratti salienti dell’attività artistica; altri accennano ai luoghi in cui essi hanno vissuto e dove protagonista assoluta è adesso la loro assenza. Altri ancora inneggiano a monologhi pronunciati in fin di vita, come fossero trasposizioni teatrali.
Il tempo passato a leggere una storia basata su una buona biografia, romanzata al punto giusto, è sempre ben speso. E poi, non sono forse proprio i particolari fantasiosi quelli che finiamo col ricordare?
Dopo questa premessa, mi accingo ad elencare le letture che, più di altre, mi hanno arricchito.

Ragazza_orecchino1 – La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier (Neri Pozza, 2013)
Capolavoro assoluto della scrittrice americana, lasciatemelo dire. Mi riferisco all’edizione in mio possesso, poiché l’enorme successo di pubblico e di critica ha fatto sì che, dal 2000 al 2013, ben 54 edizioni andassero in stampa. Il film con Scarlett Johansson e Colin Firth è bello, ma il libro lo è di più. La vita del pittore olandese Jan Vermeer (1632-1675) viene scandagliata attraverso gli occhi della sedicenne Griet, ragazza di umili origini mandata dalla propria famiglia a fare da serva al numeroso clan dell’artista. Appassionata inconsapevole d’arte, ella finirà per diventare la sua assistente e modella personale nel celebre quadro omonimo, scatenando le gelosie della prolifica moglie. Prima di questo romanzo, sulla storia del pittore si sapeva poco. L’autrice apre un varco sulla società del Seicento, resa attraverso gli usi ed i costumi, senza tuttavia risparmiarne le miserie. Si ripercorre la peste descritta dal Manzoni; ci si fa un’idea dei rapporti che potevano intercorrere fra un padrone, per quanto magnanimo, e una giovane serva costretta a sottomettersi per amore della sua fedeltà, ma soprattutto per una sorta di “turbamento”, inconfessabile, nei suoi confronti.

 

2 – La ragazza delle fragole di Lisa Strømme (Giunti Editore, 2016)La-ragazza-delle-fragole
Romanzo che parla di Johanne, una sedicenne che abita in un paese vicino ad Oslo, Åsgårdstrand. Per aiutare la sua famiglia, durante l’estate raccoglie fragole da vendere al mercato. La località è meta turistica di numerosi artisti, per via di un particolare tipo di luce che ben si adatta alla pittura. Fra questi vi è Edward Munch (1863-1944), il pittore norvegese dell’Urlo, noto per i suoi quadri angoscianti. Un tipo molto solitario ed incompreso, chiamato addirittura il Peccatore. L’opinione comune che serpeggia in paese è che sia meglio stargli alla larga, ma ovviamente Johanne non è di questo avviso, anche perché le fragole più rosse e succose si trovano proprio in quel bosco che costeggia il suo giardino. Sarà così portata ad interagire col pittore, divenendo testimone inconsapevole di un amore osteggiato.

3 – Schiava di Picasso di Osvaldo Guerrieri (Neri Pozza, 2016)
Critico teatrale de La Stampa, l’autore narra la tormentata e complessa relazione fra la fotografa, poetessa e pittrice francese, di origini croate, Dora Maar (1907-1997) ed il famoso pittore surrealista spagnolo Pablo Picasso (1881-1973). Un genio nel suo campo, sicuramente, ma uomo dalla personalità istrionica anche nel privato; autocelebrativo persino in amore; egocentrico, capriccioso e desideroso di primeggiare. Come disse la madre: “Picasso ama solo la sua arte”, sebbene egli avesse formato ben due famiglie con prole, e, non pago, fosse divenuto l’amante di Dora. L’autore mette in luce un rapporto malato, dove la donna, completamente succube, a lungo non trova la forza di ribellarsi. Troppo fragile, Dora, anche se a lei si devono gli scatti più belli di Picasso, quelli “rubati” mentre lui dipingeva, magari indossando quella camicia bianca di lino che tutti ricordano.

Nifee_nere4 – Ninfee nere di Michel Bussi (Edizioni E/O, 2016)
Questo romanzo crea un ottimo connubio fra il giallo “vecchio stile” e un’ambientazione suggestiva. Il lettore infatti viene catapultato nel maggio 2010 a Giverny, cittadina della Normandia famosa per essere stata ultima dimora di Claude Monet (1840-1926); nonché luogo in cui egli ha dipinto le sue famose ninfee.
Un cadavere infatti viene ritrovato, con la testa fracassata, proprio in quel laghetto di cui tutti conoscono il piccolo ponte. L’indagine che ne consegue trova sfondo nel suggestivo paesaggio che ancora trasuda della presenza del pittore impressionista. La vicenda in sé, poi, è veramente coinvolgente, perché l’autore crea un nuovo modo di fare narrativa, quasi fosse un gioco di specchi. Davvero un’innovazione originale e assolutamente non la solita storia.

5 – L’uomo che veniva da Messina di Silvana La Spina (Giunti Editore, 2015)
Si tratta di un sorprendente ritratto del pittore siciliano Antonello da Messina (1430-1479), nipote di un uomo di mare che, a sua volta, amava guardare le barche al porto e nella vita ha molto viaggiato. L’autrice, di madre veneta e padre siciliano, è riuscita ad interpretare con maestria il giusto pathos che si respirava all’epoca in queste due città, Messina e Venezia, in cui il pittore ha in prevalenza interagito; là dove è nato e ha concluso i suoi giorni – anche se, molto malato, è riuscito a fare ritorno in patria per esalare l’ultimo respiro.
Lo stile meticoloso, nel ripercorrere sia lo scenario dell’epoca che il suo linguaggio, ha permesso di tracciare un quadro nitido di un pittore mai particolarmente amato in patria e dalla vita “scellerata”.
In grado però di mescolare la resa della luce, tipica della pittura fiamminga, alla monumentalità della pittura italiana.

Viva la vida di Pino Cacucci (Feltrinelli, 2010)6 – Viva la vida di Pino Cacucci (Feltrinelli, 2010)
Chi ama la pittrice messicana Frida Kahlo (1907-1954), icona dell’arte contemporanea, non può fare a meno di leggere questo breve monologo che il giornalista Pino Cacucci immagina che lei pronunci sul suo letto di morte. L’opera avrebbe dovuto divenire una trasposizione teatrale, affare che poi non è andato in porto. L’appassionante esistenza di Frida Kahlo è qui concepita tornando con la memoria ai momenti della sua reclusione forzata, in seguito a quell’incidente in autobus che l’ha menomata in giovane età, costringendola a letto per anni. Il suo corpo martoriato – mai più guarito completamente –, è divenuto così il simbolo della resistenza da esibire, in autoritratti che l’autrice ha imparato a dipingere applicando uno specchio al suo letto d’ospedale. I suoi deliri artistici di pittrice “affamata” di colore, sono riportati con garbo, insieme alla sua travolgente relazione con Diego Rivera, muralista che ne ha accompagnato l’esistenza. Ovvero la storia dell’“elefante e la colomba”, così come i coniugi venivano soprannominati. “Viva la vita” era una delle frasi preferite da Frida, che l’autore ipotizza lei abbia pronunciato anche prima di uscire definitivamente dalla scena.

7 – La vedova Van Gogh di Camilo Sánchez (Marcos y Marcos, 2016)
Lo scrittore argentino rivaluta una figura femminile fino ad ora rimasta nell’ombra, ovvero colei che ha salvato dall’oblio il grande pittore impressionista Vincent Van Gogh (1853-1890). La vedova in questione è Johanna Van Gogh-Bonger, moglie dell’amato fratello Theo, col quale l’artista ha tenuto un serrato rapporto epistolare. Lo stesso Theo che, al suicidio del fratello, avvenuto nel luglio del 1890 ad Auvers – Van Gogh si è sparato un colpo di rivoltella in pieno petto che lo ha fatto agonizzare per due giorni – non ha saputo reggere al senso di colpa, cadendo a sua volta in uno stato di depressione che di lì a poco lo avrebbe portato alla morte.

La-vedova-Van-Gogh_webL’autore è stato colpito da questa figura di donna che, rimasta vedova in giovane età e con un bimbo piccolo da sfamare, ha saputo rimboccarsi le maniche aprendo una locanda in Olanda, e allestire delle mostre coi quadri del cognato, entrando in contatto coi maggiori mercanti d’arte dell’epoca. Johanna viene spesso citata come depositaria del patrimonio dell’artista, apprezzato solo dopo la morte, e custode delle preziose epistole. Esplorando musei e biblioteche, Camilo Sánchez ha riscoperto il suo ruolo fondamentale nel divulgare l’arte del pittore dei girasoli, dando alle stampe un romanzo sottoforma di diario, in cui la donna delinea una cronistoria della vita tormentata di Van Gogh. Eppure, lei lo aveva conosciuto soltanto in occasione di una fugace visita, quando lui, poco prima di morire, era andato a trovarli a Parigi.

8 - Donne di Caravaggio di Francesca Santucci (Kimerik, 2015)
Il sottotitolo di questo romanzo è esaustivo: Sante e peccatrici, nobili e plebee, donne e cortigiane, donne dell’immaginario realisticamente rappresentate. L’autrice è una grande appassionata di Caravaggio (1571-1610), e i suoi contenuti sono frutto di studi approfonditi sul pittore lombardo. Le figure allegate, intere o riprese nel particolare – rigorosamente a colori –, permettono di seguirne i ragionamenti. La presenza femminile, che da sempre è fondamentale per l’ispirazione degli artisti, ha portato la scrittrice a chiedersi chi fossero le sue muse. Caravaggio ritraeva sempre dal vivo, senza accontentarsi di disegni preparatori. Chi sono state, quindi, le donne della sua vita? Lo scoprirete leggendo questo libro. Anticipo solo che sono donne dall’esistenza grama e disagiata, oppure semplicemente infelici o sfortunate; accomunate dal fatto di essere quasi tutte morte in giovane età. Persone comuni, talvolta prostitute, scelte per dare il volto a delle madonne. Blasfemo, questo pittore, ma mai così vicino al volgo.

artemisia9 – La passione di Artemisia di Susan Vreeland (Beat Editore, 2010)
L’autrice statunitense, attraverso una documentazione accurata, traccia il profilo di quella che è considerata la prima vera pittrice italiana, Artemisia Gentileschi (1593-1653). La sua arte è carica di effetti teatrali, avendo privilegiato una resa delle carni sode e dorate, attraverso lo studio naturalistico delle ombre e delle luci. In efferatezza, le sue opere superano quelle del maestro: Caravaggio. Figlia del pittore Orazio Gentileschi, studiò per anni alla bottega del padre, e giovanissima subì una violenza carnale da parte di Agostino Tassi, collega e amico proprio del suddetto genitore. Divenne così protagonista di un pubblico processo, fra i più seguiti dell’epoca, umiliante e doloroso per un periodo impreparato ad accettare donne che decidevano, in maniera coraggiosa, di denunciare. Oltre alla reputazione di ragazza “licenziosa” che l’avrebbe accompagnata per il resto della vita, il “fattaccio” procurava ad Artemisia un indesiderato marito, Pierantonio Stiattesi, col quale dovette trasferirsi da Roma a Firenze. L’aver vissuto questa terribile vicenda è alla base delle sue preferenze in fatto di soggetti pittorici, tradotti in atti efferati e violenti; sentimenti che ha trasposto sulle tante Maddalene, eroine nelle quali sicuramente Artemisia s’identificava.

10 – I delitti della Primavera di Stella Stollo (Graphofeel Edizioni, 2014)Delitti della Primavera
È un romanzo definito dalla critica “colto e raffinato”, frutto di anni di studio e di ricerche, dove la vera protagonista è l’arte. Le vittime dello spietato omicida che si aggira per le vie del capoluogo fiorentino – come un mostro di Firenze anzitempo – sono tutte donne appartenenti alla ricca borghesia; mentre l’ispirazione al killer sembra giungere dall’Allegoria della Primavera, il capolavoro dipinto da Sandro Botticelli (1445-1510), uno dei protagonisti, e dal suo assistente Filippino Lippi (1457-1504) che l’autrice ha scelto come io narrante. Un’opera che trasuda di storia, dove si possono incontrare molte altre importanti figure storiche ed artistiche del periodo.

11 – La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle (Feltrinelli, 2014)
Un romanzo la cui trama è strutturata quasi fosse una caccia al tesoro nel mondo degli impressionisti francesi, primo fra tutti un quadro di Monet, La gazza, che farà da filo conduttore all’intera storia. Si tratta di un libro “molto francese”, nelle atmosfere e nei toni, cui fa da contraltare un inno alle piccole cose che scaldano il cuore, da ricercare nei luoghi più impensati. Una Parigi sotto la neve ed il fascino della Normandia impressionista; il gusto dei bignè e la magia di un Natale in una città sfavillante.

Scegliete dunque con cura, anche in base al vostro pittore preferito. Auguro a tutti una buona lettura.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Stellanigra

    Mi accodo ai complimenti, un articolo in pieno “stile undici” che si fa leggere e richiede di essere “conservato”.

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  2. COSTANZA

    Brava Cristina! Bellissimo il tuo articolo, interessanti i libri proposti e affascinante il modo in cui riesci a solleticare noi lettori

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