Dicembre

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Io ci provo. Mi dicevano “Vedrai, con il bambino piccolo il Natale ti piacerà”.

Io ci provo e non è una questione di piacere. Io ci provo, eppure tutto quello che sta sotto la pelle, le viscere, affiora nel mese di dicembre. Pulsa. Cerco di non ascoltarlo. Ci provo ma non ci riesco.

Dicembre è come una di quelle immagini che ti mostrano dall’oculista, quelle all’interno delle quali c’è qualcosa da vedere e se lo vedi tutto bene altrimenti…

Dicembre va bene se vedi solo gli addobbi, le lucine, i biglietti di auguri, le carte per impacchettare i regali, i fiocchi.

Dicembre è come quando ti sta per venire l’influenza e passi dal sentir caldo al sentir freddo, tanto freddo.

Dicembre è il caldo delle sicurezze e il freddo che le porta via.

E’ una casa con le luci dentro e allo stesso tempo le macerie di una casa che qualcuno ha buttato giù.

Dicembre profuma di cibi e di elemosina.

Io ci provo.

Dicembre non è un mese come gli altri.

E’ un po’ come il giorno che ti consegnano la pagella, quello in cui ricevi l’esito di una risonanza dopo mesi di mal di testa.

Dicembre è il bilancio della vita. La stessa ogni anno a cui si aggiungono dei pezzi. Dicembre è il bilancio delle vite del mondo.

Dicembre è la fortuna di certe vite e la sfortuna di altre.

E’ la bilancia che pende dalla parte sbagliata.

I sogni di chi non li può realizzare.

Dicembre è Natale.

Una gioia infinita. La nascita. La rinascita.

Io ci provo, eppure riesco a vedere distintamente quello che muore. Quello che soffre. Quello che è solo. Immagini chiare nel vedo e non vedo della vita.

Dicembre è lo stare insieme. In tanti, per alcuni. Ed è la solitudine amplificata per altri.

Dicembre sono tutte le emozioni insieme. Mischiate, è la confusione.

E’ l’abbandono ai desideri.

Dicembre è una lettera mai scritta, una parola mai detta, un abbraccio mancato.

Dicembre è anche per chi non c’è più, per chi portiamo con noi ogni giorno.

Dicembre è il mese che racchiude tutta la vita.

Dicembre è la Speranza.

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Chi lo ha scritto

Makita Di Fabio

In poche righe … mi chiamano tutti Maki (anche se il nome mi piace per esteso), milanese d’adozione con una laurea in Economia Politica in Bocconi. Amo le parole ovunque esse siano scritte. La danza classica è stata parte della mia vita e mi piace pensare che lo sarà per sempre. Ho un' idea personale su tutto, adoro preparare antipasti, vivrei sulle punte. Tanti sogni ancora da realizzare. Chissà che prima o poi qualcuno si realizzi.

Cosa ne è stato scritto

  1. Domenico

    Quanti dicembre ho vissuto? questo è il 64esimo e ogni anno è la proroga di qualcosa che si ripete, inevitabilmente, da sempre: la speranza.. Anch’io ci provo, non solo a dicembre, ma i sogni si fanno sempre meno realizzabili e il tempo passa, inesorabilmente, aspettando il prossimo dicembre.

    Rispondi

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