Deliri di uno psicopatico #5: Il regalo perfetto

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.
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Anche quest’anno siamo giunti al Natale, la festa cristiana per  commemorare la nascita di Cristo se siete credenti o una schifosa festa consumistica per spandere soldi se siete atei. O credenti. Migliaia di persone per celebrare la nascita di un bimbo povero in canna, si abbuffano come animali di fronte ad ogni negozio con scritto “Saldi”, che è come se per ricordare Anna Frank io bruciassi cinque ebrei!

Ci si ritrova tutti a tavola in questo festival dell’ipocrisia dove amici e parenti che durante l’anno appena s’incrociano cambiano strada riscoprono ingozzandosi di cibo di volersi tutti un gran bene e si finisce col farsi gli auguri con baci, abbracci e scambio di regali.

Ma in cosa consiste lo scambio di regali? In un insieme di cose inutili scaraventate alla rinfusa sotto l’albero solo per inscenare l’idea di facciata di essere uno straccio di famiglia felice. Ore al centro commerciale per fare il regalo giusto senza avere la minima idea di cosa piaccia ai suoi destinatari. Dopotutto chi li conosce? Vi vedete una volta all’anno! La maggior parte delle persone si compra già da sé le piccole cose di cui ha bisogno e questo ti porta ogni anno a dirti: “E adesso che cazzo gli regalo?!”. Poi ti ritrovi tutti ‘sti pacchi che non ci provano nemmeno a renderti felice e si rivelano meno utili della birra analcolica all’Oktoberfest.

Io non ho questi problemi e in caso di incontri prolungati con altri esseri umani, cerco di disertare il più possibile, ma quando mio malgrado mi capita di dovermi imbattere in una di queste torture medioevali ricolme di finta felicità porto una bottiglia di vino per tutti e mi salvo da qualunque insana compravendita d’affetto.

nataMa se uno volesse davvero fare il regalo perfetto cosa potrebbe fare oltre a prendere tutti i peluche, i portachiavi, i soprammobili e le altre cose che ha comprato e buttarli dalla finestra? Quando ero piccolo ho ricevuto in regalo cose diversamente utili come modellini di macchine il cui unico fine è fare la polvere su uno scaffale, camicie talmente vecchie da sembrare superate addosso a Elvis Presley, puzzle da migliaia di pezzi in modo da garantirsi una noia senza fine e libri al cui confronto “Uomini e Donne” sembra interessante.

Il problema non è che sbagliassero regalo ma che perseverassero ogni anno sulla stessa tipologia di oggetti convinti che non vedessi l’ora di riceverne ancora. E io mi trovavo a diventare un accumulatore seriale di roba nella speranza che nel corso degli anni prima o poi qualcosa cambiasse. Non potevo mica dirgli che ai loro modellini avrei preferito la fucilazione e che l’unico puzzle che avrei ricomposto l’avrei fatto coi pezzi dei loro corpi dopo averli scorticati!

Ma non preoccupatevi se anche voi vi rendete conto di aver fatto regali infelici. C’è gente che più di 2000 anni fa ha regalato oro incenso e mirra ad un neonato! Che se ne deve fare un bambino di un metallo, una pianta e una resina? Volevano che se li mettesse in bocca? Con tutto il valore simbolico che poteva avere quel gesto non potevano proprio aspettare che avesse almeno 18 anni e magari dargli qualcosa di più utile come del latte? No, vero?

Quale dovrebbe essere il senso del regalo se non fare in modo che quando lo utilizzo, io pensi a colui che me l’ha regalato?  Deve provocare felicità, non voglia di iniziare a drogarmi prima di arrivare alla pubertà. Quando progettate di fare regali pensate a quanto potrebbero essere utili a chi li riceve o altrimenti regalate il valore in banconote della cifra che avreste speso e otterrete comunque la gratificazione completa di chi la riceve. Avercene gente che regala direttamente i soldi risparmiandosi odiose file in cassa al centro commerciale!

az1Volevo farti un regalo che puntasse a tirarti su nei momenti di crisi, che ti desse un conforto quando ti senti abbattuta e ti portasse  sollievo ogni qualvolta ti senti sola quindi sono andato al sexy shop. Le misure sono parecchio oltre gli standard ma essendo un regalo ora non potrai evitare di pensare a chi te l’ha fatto quando ti capiterà sottomano (o in alternativa sottogamba). Usalo con moderazione ma anche senza e pensami tantissimo! Auguri!

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita. Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e una corda commentate qui sotto.

 

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Simone Toffoli

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Nato in Friuli nell'84 iniziò fin dall'infanzia il suo percorso verso la malattia mentale. Le sue ambizioni più forti sono scrivere, raccontare storie e venirvi a rubare in casa causando inutili disagi. Ama la satira, la musica dirompente, la lettura, la radio e qualunque forma di arte atta a stravolgere gli schemi e a mettere in discussione la morale comune. Dicono di lui: “Del tutto incapace ma capace di tutto” (I suoi professori delle medie), “Braccia rubate all’agricoltura” (I suoi professori delle superiori), “L'apostrofo rosa fra le parole ti e fucilo.” (Il suo migliore amico), "Ehi, stavo scherzando metti via quel coltello!" (Il suo migliore amico qualche minuto dopo.) Odia la razza umana e vive in una zona molto degradata di camera sua che gli fornisce abbondanti emozioni e voglia di armi di distruzione di massa. È una persona disturbata e fuori controllo. Denunciatelo.   Contatti: toffoli_simone@yahoo.it

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