Xenofobia e razzismo. Quei Poeti che non risposero all’appello

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Azioni e mancate azioni, sono queste le principali cause della storia, o di una parte di essa, tali da divenire determinanti nella formazione di un pensiero distruttivo o, quantomeno, non costruttivo, come nel caso di specie.
Propil1Oltre mille poeti furono invitati a compiere il loro dovere, cioè scrivere ma, purtroppo, soltanto sessantadue risposero all’appello di Gianmario Lucini, editore, critico e poeta particolarmente sensibile – come si evince dalle svariate pubblicazioni della CFR edizioni, nonché dai suoi stessi scritti – che a sua volta rispondeva al messaggio-appello del poeta Arnold de Vos il quale, nella sua umanità, assolse il triplice compito di soccorso durante un lacerante tormento, di solidarietà nei confronti di donne e uomini martoriati e di esemplare protesta contro atti e crimini efferati. Fatti che accaddero sul finire del 2011.
A Firenze, due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, vengono uccisi per il solo fatto di avere la pelle scura, durante quella che sarà definita “La strage di Firenze(1)”.
A Torino, gente Rom sfugge per puro caso ad un massacro, organizzato da alcuni torinesi in preda a rabbia xenofoba.

Il messaggio del poeta olandese – tra l’altro migrante egli stesso – conteneva anche una struggente lirica…

Ai propilei del cuore
Per i migranti di ogni razza e specie dispersi

Se un animale mette le mani in avanti
vuol dire che ha bisogno di te.
Ti legge negli occhi che hai voglia di fuggire
per paura dell’affetto strano:
l’alfabeto non scritto delle emozioni senza richiamo,
esperanto universale dei senza speranza
che però ci provano, ai propilei del cuore
a entrare nell’adito riservato al tuo dio privato,
al quale fai risalire i dettami del comportamento.
Sulla soglia la specie scricchiola
davanti al consesso dei numi senza nome
rigettati in nome di un dio vano.
(A. de Vos)

Questa poesia, nonostante le esigue risposte, diede l’input per una raccolta poetica(2) che, seppur minuta nel numero di fogli, serba in ogni verso il merito di raccontare la vita vera, costituita molto spesso di fazioni, e non di ipocrite fratellanze.IMMIGRAZIONE6

Le liriche raccolte nel testo, soprattutto oggi – alla luce dei recenti fatti di razzismo e xenofobia, avvenuti in Italia e non solo, nei confronti dei migranti in fuga dalle loro terre – richiamano l’attenzione di tutti sull’approccio a tali accadimenti, considerando che – sebbene per alcuni possa apparire risolutivo – recherà inevitabilmente in seno il germe per ulteriori divisioni o, peggio ancora, per scontri insanabili tra singoli gruppi prima e, poi, tra i popoli sui quali, in spregio alle conquiste civili e democratiche, aleggerà lo spettro di personaggi sanguinari che, ricalcando le orme dei loro peggiori predecessori, potranno sentirsi in diritto di impiantare persino nuovi regimi totalitari, in cui non alcun essere umano – sia vittima che carnefice – avrà più valore.

Note

1. In quel frangente rischiarono di perdere la vita altre persone: Moustapha Dieng, Sougou Mor, e Mbenghe Cheike. Infine, l’assassino – sentendosi braccato – decise di uccidersi.
2. [Ai propilei del cuore – Autori vari – CFR Edizioni 2012, p. 72, € 6,50]

 

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Costanza

    Grazie davvero per questo tuo articolo. Viviamo in un mondo di falsi eroi e capi espiatori, in mezzo a una grande folla di vittime e carnefici tra cui non esiste più distinzione

    Rispondi
    • Antonio

      Grazie a te per il commento. Credo che i più deleteri per la società, tra quelli da te menzionati, siano i falsi eroi, personaggi stereotipati che godono di una stima apparentemente incomprensibile ma che cela la realtà, abitata da tanti altri che – consciamente o meno – anelano a diventare proprio come i loro falsi beniamini.

      Rispondi

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