Undici domande sulla Costituzione. E una risposta

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Una Costituzione, per usare una metafora che amo molto, è uno specchio, riflette la visione politica della classe politica che la crea.
La nostra Costituzione rifletteva la visione di democrazia che la “meglio Italia”, provata da una guerra e da 20 anni di dittatura, aveva.
In questa breve riflessione non voglio dare risposte, ognuno risponderà a queste domande e al quesito referendario del 4 dicembre prossimo come avrà sicuramente deciso da tempo, ma mi piace seminare dubbi come Pollicino seminava sassolini per ritrovare la strada.

1) La responsabilità dell’attuale situazione economica, sociale e politica è riconducibile alla Costituzione e a come è stata scritta?

2) In Italia un milione di persone vivono di politica. Anche dimezzato il costo del senato rimarrà sui 450 milioni di euro per un risparmio effettivo di 60 milioni circa (Fonte: Corte dei Conti)
Dimezzare il Senato e, soprattutto, togliere ai cittadini la facoltà di scegliere i rimanenti senatori incide di più sui costi della politica o sui pesi e contrappesi della nostra democrazia?

3) I senatori non più eletti (ma nominati e senza scadenza di mandato) che quindi non rappresenteranno nessuno (e a tempo indeterminato) o forse il proprio partito che li ha mandati a Roma (peraltro con stipendio non più da sindaci o consiglieri, ma da senatori) regalando loro l’immunità parlamentare (che non avevano), voteranno davvero nell’interesse dei cittadini da cui non sono stati eletti, con il potere, fra gli altri, di modificare la Costituzione (Art. 70 della nuova Costituzione riformata)?

Articolo 70 Costituzione

Articolo 70 Costituzione

4) E’ a causa della Costituzione se in Italia c’è una così profonda ingiustizia sociale?

5) La nostra Costituzione è intellegibile a tutti, i testi che venivano votati erano visti e rivisti da comitati, sottocomitati, fu persino incaricata una microcommissione che lavorasse alla lingua usata perché fosse un buon italiano, perché le Costituzioni devono essere comprensibili. Possiamo rinunciare, noi comuni cittadini, alla chiarezza cristallina della nostra Costituzione?

6) E’ a causa della Costituzione se si fanno irrisori investimenti per l’istruzione, la ricerca, la cultura?

7) I Padri costituenti che uscivano da un “ventennio” e da una catastrofica guerra hanno ritenuto di fissare nella Costituzione la necessità di “contenere” il ruolo del governo, qualsiasi governo, privilegiando il dibattito parlamentare nella scrittura e approvazione delle leggi. Perchè rinunciare a questa garanzia di democrazia e libertà e concentrare un potere crescente nelle mani di un governo, qualsiasi governo, dopo la tragica esperienza del “ventennio”?

8) E’ a causa della Costituzione se in Italia abbiamo un’ ingiusta ridistribuzione della ricchezza?

9) La Costituzione fu votata da tutte le forze del cd arco costituzionale, “con gli scranni del governo vuoti” (come raccomandava Piero Calamandrei). La Costituzione è la vera casa comune degli italiani, ci accoglie e tutela tutti, ci riconosce gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per questa vocazione all’inclusività è vera garante di pluralismo, vogliamo rinunciarvi in nome di una presunta stabilità e governabilità del paese, ovvero: è davvero a causa della Costituzione che abbiamo avuto governi traballanti e brevi?

10) E’ a causa della Costituzione che abbiamo una delle classi dirigenti e politiche più corrotte al mondo?

11) “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. I Padri Costituenti, memori dell’esperienza terribile della guerra, vollero cristallizzare la vocazione pacifista della neonata Repubblica Italia e stabilirono che due camere (peso e contrappeso) dovessero deliberare un eventuale stato di guerra. Il combinato di questa riforma e di un generoso premio di maggioranza (di cui si sta molto dibattendo per una possibile legge elettorale, per esempio l’Italicum) potrebbe lasciare nelle mani di 375 persone la decisione di una entrata in guerra, senza possibilità di ulteriore “riflessione”, ora garantita. Vogliamo davvero correre questo rischio nel nostro futuro e in quello dei nostri figli?.

Art. 78 Costituzione

Art. 78 Costituzione

Io amo molto la fotografia, in particolare amo fotografare le gocce di pioggia appese ai rami dopo un temporale. Ogni goccia di pioggia riflette l’angolo di mondo che la circonda, ritornando alla metafora iniziale dello specchio: vi piace il paese che vi circonda e la visione di stato che vi rimanda? Volete davvero solidificare questa visione politica in una nuova Costituzione che durerà nel tempo per voi e per i vostri figli?

Il Buthan, il piccolo stato incastonato sull’Himalaya fra Cina e India, si è dato una Costituzione solo nel 2008. Anni fa il Buthan era balzato agli onori della cronaca perché lì il benessere del paese non si misura in PIL (Prodotto Interno Lordo), ma in FIL (Felicità Interna Lorda o Gross National Happiness-GNH). All’art. 1 comma 13 della Costituzione del Buthan è scritto che: “ci deve essere separazione tra i poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, nessuna prevaricazione è ammessa salvo nei casi previsti dalla stessa Costituzione”. In omaggio al dettato di Montesquieu che invece, purtroppo, la riforma della nostra Costituzione pare dimenticare.

In realtà le undici domande del titolo sono divenute tredici, la risposta io credo rimanga unica.

Le nove componenti del FIL: Felicità Interna Lorda

Le nove componenti del FIL: Felicità Interna Lorda.

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Chi lo ha scritto

Maria Grazia Giordano Paperi

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Nata a Lodi, ha vissuto numerose vite quasi sempre fra le due sponde del Po, quella lodigiana e quella piacentina. Ha svolto studi classici presso il Liceo Ginnasio "M. Gioia" di Piacenza, si è laureata in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Parma. Scrittrice, poeta, ghostwriter e ghostcreative, ha esordito come autrice nel 2012 con il romanzo "E poi madri per sempre" (Edizioni Compagine), nel 2015 è uscito "Pufulet. L'asinello di Santa Lucia" (Edizioni Gutenberg). Convinta ambientalista si sposta quasi esclusivamente sulla sua bicicletta "La Poderosa", ama leggere, viaggiare, fotografare, andare al cinema, coltivare l'orto.

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