Tre nipoti e un’edicola

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Alice, Simone e Agata sono i “nipotini” che ogni Sabato (a rotazione) regalano presenza e voce all’appartamento in cui vivo, con mia moglie, nella periferia nord della città del dottor Balanzone.

Per noi, nonni, il prefestivo regala ore serene arricchite da un rito neofita: l’acquisto in piena libertà – calmierato soltanto dal budget pre/concordato con il nipote di turno – di confezioni mignon di tipo manipolativo, costruttivo e trasfigurativo che arredano le pareti dell’Edicola.edicola barbie

Parliamo di un paese dei balocchi – una sorta di ludoteca - che, forse, ridimensionerà la sconfitta pedagogica della vita di classe dove raramente trova ascolto e dialogo, tra banchi soffocati da climi autoritari e direttivi, il mondo/interiore degli allievi.

Siamo al cospetto di un pianeta “muto” privo di vissuti e di fughe nell’immaginario al punto che le sue energie disordinate e le sue pulsioni vitali sono tacitate nel silenzio.

Questo tradimento pedagogico (il non permettere agli alunni di dialogare con i propri immaginari) è il frutto di professionalità dalle copiose cifre di indiscrezione che i docenti sfoderano a supporto di insegnamenti precettistici e autoreferenziali.

Noi vorremmo un’altra professionalità degli insegnanti. Disseminata di “discrezione”: anti/autoritaria, rispettosa delle dinamiche di crescita delle nuove generazioni, impegnata sui processi più che sui prodotti dell’istru- zione. Capace di ascoltare e dialogare con gli scolari dando finalmente vo- ce alle loro curiosità, alle loro fantasie, alle loro “pinocchiate”.

Oggi gli scaffali delle Edicole ospitano materiali ludici che creano nelle giovani generazioni mondi colorati di bolle di sapone. La scelta autonoma di materiali manipolabili e trasfigurabili si erge, quindi, a ultimo baluardo di stagioni della vita che stanno naufragando tra i flutti di cartoni animati – senz’anima e senza poesia – che alluvionano gli schermi mediatici. Parliamo di infanzie derubate dei loro mondi incantati: colmi di avventure, di magìe e di sogni.

abbonamento-riviste-bambiniLa casamatta/Tv si trova di fronte a un agguerrito nemico, da sempre suo bersaglio inespugnabile: la Scuola pubblica! Quale infamia le attribuisce? Essere fucina di intelligenze creative. Va dunque soppressa perché eversiva: emancipa scandalosamente gli allievi! Infatti, la Scuola pubblica non  permetterà mai che le bambine e i bambini siano scippati della loro testa stralunata, persa nel vuoto. Ben consapevole che soltanto sotto il suo tetto potranno intercettare mondi inediti. Alla stregua di Forrest Gump, i cui occhi stralunati rincorrono la piuma leggera che volteggia nel cielo di paradisi perduti.panini_bimbi

Per riassumere. L’Edicola si sta pedagogicamente tramutando in un mini paese dei balocchi di collodiana memoria. Quali i suoi punti/qualità?

Ne elenchiamo sette.

  1. L’Edicola accende nei bambini curiosità, immaginazione e azzardo. Ovvero, dà vita a scout felici.
  2. I bambini sono protagonisti dei loro “vissuti”. In Edicola i materiali ludici li scelgono senza farsi condizionare da mamma e da papà.
  3. Sulle allettanti proposte dell’Edicola, i bambini scelgono le confezioni/gioco che rientrano nel budget predisposto dai nonni.
  4. Nell’Edicola, le scelte dei bambini non sono mai estemporanee e banali essendo già memorizzate e interiorizzate – la “mente torna” in analogia all’immortale canzone di Mina – nei circuiti ludici con i compagni di Scuola oppure nei programmi/tv destinati all’infanzia.
  5. I bambini scelgono nell’Edicola materiali/gioco di lettura, di manipolazione, di costruzione e di socializzazione con i compagni di classe o di vicinato.
  6. La scelta della “sportina” ludica é il frutto della scelta ponderata negli scaffali esposti nell’Edicola: colmi di figurine, di libriccini e di giochi di plastica.
  7. Il settimo punto/qualità è doc: l’Edicola stimola il pensare e il fantasticare facendo.
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