The Young Pope: la Grande Bellezza della contraddizione

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Non crediate che venerdì 18 Novembre si sia chiuso il sipario sulla fortunatissima serie tv firmata Sky The Young Pope. Chi ha seguito con partecipazione i dieci episodi trasmessi dalla tv satellitare – a giudicare dagli ascolti record, tantissime persone – intimamente rivivrà, riascolterà e ripenserà a questa spettacolare eruzione di contraddizioni che è la prima opera ‘seriale’ scritta e diretta interamente da Paolo Sorrentino.

Titolo originale: The Young Popethe young Pope copertina
Paese: Italia
Anno: 206
Genere: Drammatico
Stagioni: 1 Episodi: 10

Ideatore: Paolo Sorrentino
Regia: Paolo Sorrentino

Interpreti:
Jude Law: Papa Pio XIII
Diane Keaton: Suor Mary
Silvio Orlando: Cardinale Angelo Voiello
Javier Cámara: Cardinale Bernardo Gutierrez
Scott Shepherd: Cardinale Andrew Dussolier
Cécile de France: Sofia Dubois
Ludivine Sagnier: Esther Aubry
Toni Bertorelli: Cardinale Caltanissetta
Stefano Accorsi: Presidente del Consiglio

Prima tv Sky Atlantic: 21 ottobre – 18 novembre 2016

Consigliato:a chi è dotato di buon gusto e a chi voglia cimentarsi con il problema della fede.
Sconsigliato:alle persone troppo coerenti che hanno paura delle contraddizioni.

Troppo ‘invadenti’, infatti, le immagini, le musiche, i dialoghi e le interpretazioni per dissolversi dietro la scritta The End che sancisce la fine della prima stagione e, soprattutto, troppo potenti per sospendere le emozioni in attesa della già annunciata seconda stagione.

The Young Pope è un prodotto di qualità che non teme confronti con le più fortunate serie tv del panorama mondiale, anzi, quasi esprimendo una sorta di ‘irriverenza virtuosa’, si è immediatamente imposto per la sua originale sceneggiatura magnificata da un impatto visivo raffinato e di gran classe, figlio del consolidato sodalizio artistico tra Luca Bigazzi e, naturalmente, Paolo Sorrentino. Già, Paolo Sorrentino. Sono davvero pochi i registi in grado di alternare sapientemente momenti di pura regia a momenti di pura scrittura, come riesce al Premio Oscar napoletano. Il quale, a seconda delle esigenze narrative, reclama la sua presenza attraverso i suoi ‘fellinismi’ archetipici per poi lasciare la scena ai personaggi, liberi come sono di muoversi secondo quella che è la vera bussola di questo lunghissimo film frazionato: la contraddizione.voiello orlando

La narrazione è un magma incandescente e contraddittorio che ha nel protagonista, il giovane Pontefice Lenny Belardo al secolo Pio XIII, interpretato da un meraviglioso Jude Law, il suo elemento di spicco. Lenny è un giovane cardinale americano dal passato segnato dall’abbandono in orfanotrofio ad opera dei suoi genitori, episodio doloroso che ha (probabilmente) aperto significative crepe nel suo rapporto con la fede. Nonostante ciò, per motivi politici, viene eletto papa dal collegio cardinalizio. Con sorpresa di tutti i cardinali, in particolar modo del Segretario di Stato Angelo Voiello, un monumentale Silvio Orlando, impiegherà poco tempo Belardo a dimostrarsi refrattario a farsi coinvolgere dai sottili giochi di potere di quest’ultimo, nonché ad imporre una sua linea di governo che mira a recuperare i vecchi valori della Chiesa in quella che si atteggia come una sorta di rivoluzione al contrario.

Il giovane papa, contrariamente alle apparenze e forse proprio perché privo di reali riferimenti – è costantemente alla ricerca dei genitori e di Dio –, intende ripristinare i vecchi valori cristiani; chiudere definitivamente le porte socchiuse attraverso le cui fessure troppe volte si sono infilati i compromessi politici figli del tempo (non a caso formulerà una serie di richieste shock al Presidente del Consiglio interpretato da Stefano Accorsi); rendere la Chiesa e la fede più appetibili, più desiderabili; responsabilizzare i fedeli e i preti abiurando, rispettivamente, all’aborto e agli omosessuali che intendano ricevere i voti. Le conseguenze saranno devastanti. Emblematica, da questo punto di vista, l’immagine di una Piazza San Pietro quasi vuota durante un’omelia.

Ma la contraddizione non è una prerogativa del giovane Pontefice; essa è ben rappresentata dall’eterodossia che racconta la vita privata degli altri uomini di Chiesa. A cominciare dal fanatismo calcistico di Voiello, che idolatra i calciatori del Napoli e, naturalmente, considera Maradona al pari di Dio; a Suor Mary (Diane Keaton), la madre putativa di Belardo che oltre a condividere con Lenny il vizio del fumo, coltiva in segreto un sentimento d’amore verso un uomo a lei vicino; passando per i vizi a dir poco inconfessabili che strangolano le vite del Monsignor Gutierrez (Javier Camara) e del cardinale Andrew Dussolier (Scott Sheperd), il migliore amico di Pio XIII.

the young pope allunga le mani-001Anche i dialoghi e le musiche, come sempre elementi non secondari della cifra stilistica sorrentiniana, sostengono egregiamente la narrazione della contraddizione. Lo spettatore viene costantemente spiazzato dall’alternarsi mai banale di momenti sarcastici e di riflessione, di dolore e di gioia, di abbandono e di passione. Momenti che egli stesso rivive sulla propria pelle, anche perché resi mirabilmente fruibili dalle musiche di Lele Marchitelli, già apprezzato compositore della colonna sonora de La Grande Bellezza, e da puntuali rimandi al passato, in particolare a Nada, Domenico Modugno e Roberto Murolo.

Per non parlare della sigla rockeggiante (All Along the Watchtower di Bob Dylan rivisitata da Devlin, la base musicale) che è diventata un cult sin dal suo debutto, all’inizio del terzo episodio, e che forse rappresenta al meglio la sintesi di questa serie esplosiva. I titoli di testa che ritraggono il giovane papa mentre attraversa lentamente un corridoio sulla cui parete sono esposti quadri di pregio, ci fa un occhiolino beffardo e ci introduce nella storia sono elementi che rendono la sigla di per se stessa un inno alla contraddizione, è essa stessa un colpo di scena continuo, da vedere e rivedere anche per scongiurare il ‘ritorno della coerenza’. Almeno fino all’uscita della seconda stagione.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?