“Prendetele per la f…”

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In Italia siamo sempre avanti, siamo i trend setters mondiali. Abbiamo già visto tutto. Abbiamo già visto un imprenditore di successo che si candida a Presidente, che è un ottimo “performer”, che si presenta come un “non politico”. Abbiamo già visto i suoi avversari non prenderlo sul serio, considerare le sue battute e il suo comportamento politicamente scorretti e volgari e dunque controproducenti per la sua elezione, e quindi amplificarle in ogni dove, scendendo sul suo terreno, finendo per fare il suo giuoco ed essere, paradossalmente, i suoi migliori alleati.

I macroscopici errori commessi dagli oppositori di Trump sono esattamente gli stessi compiuti dagli “anti-berlusconiani” per anni e anni. L’aspetto più deprimente non è infatti tanto la vittoria di Trump, quanto la colpevole miopia di chi doveva contrastarlo e non ha compreso né la serietà del pericolo, né come affrontarlo con efficacia, finendo – ingenuamente e colpevolmente – per fare il suo giuoco, per esempio e soprattutto, puntando sul suo sessismo, su quanto fosse inadeguato e considerando stupide le sue battute. Vent’anni di Berlusconi non hanno insegnato niente.

IMG-20161110-WA0000Ho assistito a diversi talk shows sulla CNN statunitense e la miopia e incapacità di leggere la realtà di gran parte degli analisti e commentatori dei miei stivali era imbarazzante. Al confronto “Il processo di Biscardi” o “Porta a porta” sono consessi di filosofi ateniesi. E la realtà è che, per riferirsi all’esempio più eclatante, considerare la frase di Trump “Grab them by the pussy” (“Prenderle per la figa”, NdA) come la fine della sua campagna elettorale e quindi ripeterla ovunque come strumento elettorale a favore della Clinton è stato un enorme autogol. Perché per tante persone non solo non si tratta di una frase deplorevole, ma anzi è il manifesto di un comportamento da imitare. Perché per tanta gente, un settantenne capace di fare soldi a palate (non importa come), circondarsi di belle donne e “prenderle per la figa” è un modello a cui tendere, un’immagine positiva e di successo, e quindi un potenziale Presidente “con le palle”. E inoltre, diciamolo!, dobbiamo accettare che esistano anche tante donne che vogliono essere “prese per la figa”.

La realtà è questa, ci piaccia o no. Dall’alba dei tempi, per tante persone, l’istinto è considerare le donne come “corpi” e i diversi come inferiori e volere mettere un muro tra noi e loro. E quindi, in una diffusa e sconfortante superficialità, rivolgersi a questi istinti con frasi e battute efficaci, funziona assai bene! Purtroppo, quindi, i più efficienti volontari della campagna elettorale di Trump sono stati molti sostenitori di Hillary che non hanno fatto altro che ripetere a pappagallo le sue battute non capendo che c’è una larga fetta di concittadini che le approva. Esattamente come buona parte della responsabilità di vent’anni di Berlusconi è da ascrivere a milioni di “anti-berlusconiani” che, continuamente e sconsideratamente, non hanno fatto altro se non ripetere ed amplificare le sue vergognose uscite e sottolineandone la supposta inadeguatezza.

Com’è stato possibile non capire che la scorrettezza, il sessismo e il razzismo di Trump e la sua assenza di limiti sono in realtà accolti con favore da una grande parte dell’elettorato? Affermare e ripetere: “Trump è pericoloso” è uno spot elettorale per tantissime persone che, considerando la classe politica come ammuffita ed immobile, sono ben felici di mettersi nelle mani di chi, anche se solo a parole, promette di buttare tutto all’aria e manda “affanculo” i politici. Come è stato possibile non comprendere queste fondamentali e palesi evidenze??? Come è stato possibile che tanti oppositori di Trump che ora s’indignano sulle loro bacheche di Facebook, ripetendo a pappagallo per mesi le sue dichiarazioni, lo hanno invece aiutato, chi più chi meno, a conquistare la Casa Bianca? Nell’ultimo anno, gli Stati Uniti sono stati inondati di notizie, curiosità, foto, storie su Trump. Esattamente come accaduto in Italia, dove, per anni, in qualsiasi contesto, dai telegiornali alle cene con amici, era impossibile non finire a parlare di Berlusconi. E non è necessario essere esperti di marketing e comunicazione per comprendere che più si parla di un fanfarone privo di argomenti validi, più lo si aiuta. Perché così facendo si sposta la campagna elettorale in un’arena dove si pratica un giuoco violento, scorretto, volgare e privo di regole, che viene vinto da chi è violento, scorretto, volgare e privo di regole.

Uno dei mille aforismi attribuiti a Oscar Wilde è: Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”. In tanti, troppi casi invece la Clinton e i suoi sostenitori hanno accettato di discutere sul piano e con i toni più congeniali a Trump, finendo per essere trascinati in una denigrante gara “a chi ce l’ha più lungo”, ossia in confronti dove tutti sono scorretti, tutti sono corrotti, tutti sono merda e quindi vince chi è più bravo a spararla più grossa.

Karima El Mahroug, detta Ruby Rubacuori. Per anni larga parte dell’opposizione a Berlusconi ha tentato di farlo fuori (senza riuscirvi), utilizzando come argomento il suo atteggiamento con le donne.

Hillary Clinton, il suo staff e buona parte dei suoi sostenitori sono colpevoli di miopia comunicativa ed ingenuità politica, per non aver compreso concentrasi invece sul sesso, sul suo atteggiamento con le donne, sulle molestie sessuali ha offerto a Trump la possibilità di giuocare (e vincere) sul suo terreno ed evitargli di discutere invece di contenuti, dell’impraticabilità e infantilismo delle sue soluzioni, dei numeri. Come si neutralizza un fanfarone pieno di sé che le spara sempre più grosse? Non dandogli corda, non offrendogli attenzione, non rispondendo, non dandogli attenzione. Troppo spesso, Hillary Clinton, il suo staff e buona parte dei suoi sostenitori hanno fatto esattamente il contrario, accettando le sue provocazioni, rispondendo alle sue sbruffonate. Oltre a quanto già detto, così facendo si sono fatti dettare l’agenda da Trump, si sono fatti imporre gli argomenti e i toni delle discussioni e dei dibattiti. Tutto già visto in Italia con Berlusconi, il cui successo politico è stato favorito dalla tragica inadeguatezza comunicativa e politica dei suoi oppositori (Bersani e D’Alema in primis, giusto per fare qualche nome).

Si racconta che, nei briefing con i suoi “promotori elettorali”, Berlusconi suggerisse loro di parlare agli elettori come fossero bambini di 14 anni. Com’è stato possibile non comprendere che tante persone, soprattutto oggi, nell‘era della superficialità e frammentazione, di fatto sono disposte ad essere trattate così, perché non hanno voglia di riflettere, di pensare, di andare oltre a ciò che dice loro “la pancia” e quindi non utilizzare il “cervello”? E quindi, scendere al livello di una zuffa di ricreazione in cui vince chi la spara più grossa e dice la battuta più divertente (esercizi in cui sia Berlusconi che Trump sono maestri) è un errore fatale.

Donald John Trump (New York, USA,14 giugno 1946)

Donald John Trump (New York, USA, 14 giugno 1946)

Com’è stato possibile non comprendere che l’atteggiamento maschilista, razzista e “sbrigativo” di Trump è percepito con favore da tante persone ? Com’è stato possibile non tenere in considerazione che queste persone esistono, votano e quindi bisogna comunicare con loro per convincerle delle bontà della propria visione del mondo? E quindi amplificare le battute volgari di Trump non solo significa amplificare un messaggio per loro positivo, ma anche – implicitamente – negare la loro esistenza? Di fronte a questo deficit comunicativo, a questa negazione dello status di cittadino-votante di chi la pensa in maniera opposta, in tanti hanno preferito seguire chi manda tutti affanculo indistintamente, chi promette di ribaltare il tavolo, chi propone di risolvere i problemi della globalizzazione costruendo barriere.

Purtroppo i vaffanculo indiscriminati, le supposte soluzioni facilone, il maschilismo, il razzismo portano divisioni. E le continue divisioni, passo dopo passo, portano a conflitti sempre più duri che possono sfociare in vere e proprie guerre. Brexit, l’atteggiamento di buona parte degli europei nei confronti degli immigrati, l’elezione di Trump, la “pancia” che sembra essere ogni giorno di più ciò su cui ci basiamo al momento di votare, sono i segnali che il mondo occidentale ha imboccato un cammino assai pericoloso. Come detto sopra, l’Italia è spesso il luogo in cui tante tendenze vedono la luce. Un secolo fa, Mussolini indicò il cammino ai fascismi europei che vennero dopo di lui, Hitler in primis. Ma se Mussolini fu una farsa, seppur tragica, Hitler quel cammino di violenza e razzismo le percorse molto più seriamente. Speriamo che, questa volta, la Storia non abbia a ripetersi…

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Rispondo a Stellanigra poiché mi preme sottoporle un dubbio quasi amletico che mi assilla da parecchio tempo sul tema della Comunicazione. Ebbene tanto si dice, tanto si discute sul fatto che la Comunicazione è tutto o quasi tutto, comunque è estremamente importante per raggiungere lo scopo prefissato. E qui per me cominciano i dolori. Forse sarà che da piccola ho sofferto parecchio di otite, tanto da restare sorda, dicono i miei parenti, per un certo tempo, finché il medico s’ è deciso a farmi operare di tonsille, ritenute dalla medicina dell’ epoca la causa delle otiti croniche. E nel tempo, quanto proprio non lo so, che son stata sorda non ascoltavo proprio nessuno, manco se mi parlavano a gesti o gestacci, e mi appartavo nel mio angolo preferito della casa, lontano da tutti, imparando piuttosto , chissà in qual modo, a leggere senza maestri di sorta tanto che arrivai in prima che l’ abbecedario l’ avevo imparato a memoria. Oggi si dice che le lettura stimola soprattutto la capacità critica e che è proprio per la mancanza di lettura che circolano troppe teste piene di vento assai inclini a farselo sostituire da frottole e panzane d’ ogni sorta. Magari, direbbe la novizia psicopedagogista che talvolta s’ aggira tra i banchi scolastici per l’ apprendistato, quel periodo di sordità totale al berciar del mondo potrebbe aver provocato in me una lievissima forma di autismo, chissà! Fatto sta che nessuna pubblicità riesce a far breccia nel mio cervello, salvo quella del Mulino Bianco, ma non a causa dell’ indaffarato ed infarinato Banderas, bensì per la gallina che con lui discetta e dialoga in maniera alquanto assorta, direi da consesso filosofale. Io ho sempre acquistato guardando gli ingredienti e i prezzi delle merci che, da figlia di mercanti, conosco i trucchi e le fregature delle variopinte comunicazioni del mercato.
    Lo stesso dicasi per la propaganda politica, che anche se si presentasse il padreterno in persona a mostrarmi la strada della via per l’ eterna felicità, i miei dubbi non mi pianterebbero in asso e penso proprio che mi limiterei a rivolgere un ringraziamento e una preghiera, animo permettendo. Io voto da me, dopo aver ruminato, mugugnato, e pure sbraitato contro tutto il variegato dispiegarsi di svariate bandierine.
    Francamente io non ho mai capito tutto questo rincorrere il dire, sarà perché ho visto troppo bene quant’ è vero che tra il dire e il fare c’ è di mezzo il mare.
    Sinceramente io mi meraviglio ogni qualvolta sento insigni analisti del sociale attribuire tante colpe quanti meriti alla mirabolante e miracolosa dea chiamata col prosaico nome ” Comunicazione”. Ma la gente non ha di meglio da imbottire e farsi imbottire che il cervello? Ad esempio il panino, il cuscino, il pannolino, il giubbettino ecc…
    Quanto al vaso di Pandora, mia cara Stellanigra, sono sempre stata e rimango dell’ idea che in politica, come d’ altronde in tutte le umane istituzioni, i vasi della dea disobbediente si aprano a sinistra, a destra, in centro , di sotto , di sopra, dappertutto insomma, e in modo costante, ripetitivo, scontato ché altrimenti gli antichi progenitori non si sarebbero industriati a confezionare anche codesto bellissimo ed istruttivo mito che gli esseri umani immancabilmente scordano appena se ne termina la narrazione. E cosi, quanto rapidamente il vaso si riempie, altrettanto rapidamente si svuota. E ovviamente l’ asino casca. Tuttavia gli umani si riprendono rapidamente in forze e si rimettono in moto puntualmente come prima, all’ universale motto del ” tirem innanz “.
    Punto-e-a-capo-come-sopra.

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  2. Viviana Alessia

    Che tutti, anche coloro che per acculturazione e mestiere non dovrebero farlo, sottovalutino il saggio ed arguto aforisma di Osacar Wilde riguardo agli idioti, è un fatto, una realtà sconcertante che fa pensare come anche chi dovrebbe essere più preparato ad affrontare l’ imprevedibilita’ umana caschi invece nella trappola sgangherata ma efficientissima della stessa, magari solo camuffata dal solito, vecchio populismo stracotto, stranoto, strausato dall’ universo mondo quando c’ è da sbandierar politiche ” innovative” che di innovativo hanno solo la paghetta dei politicanti.
    Il vero problema, a mio modesto avviso, è purtroppo molto più nodoso ed arduo : come si fa a neutralizzare uno che ti vuole male se non proprio morto? La popolare saggezza insegna da sempre che in tali casi meglio sarebbe avere a che fare con un cattivo anziché con uno sciocco perché col cattivo ci puoi magari ragionare e costui può concludere che una guerra lascia vittime da ambo le parti e non conviene a nessuno. Ma, ahimè, già qui il pur valido insegnamento può paurosamente vacillare: se hai di fronte un cattivo, un malvagio per di più sciocco che fai? L’ umanità, per l’ appunto, non è suddivisa nettamente in scemi e intelligenti, buoni e cattivi, giusti e ingiusti, belli e brutti e via discorrendo, ma è fatta di persone dal DNA misto, appunto, e pertanto la questione si complica non poco. È ben vero che il primo atto da compiersi contro la stoltezza dovrebbe essere il richiamo ferreo e fermo ad attenersi agli atti, alle prove dei fatti, alle specifiche in gioco entro cui limitare il campo d’ azione e il contendere ( almeno quando parliamo di contese tra adulti e non fra piccolini scavezzacolli di prima elementare ). Ma avete mai provato, tanto per fare un esempio alla portata di tutti, ad avere a che fare con una vicina che i napoletani di buongusto e buoncuore chiamerebbero elegantemente vaiassa, che ambisce per sua malata natura ad essere il ras del quartiere, che i furbasrtri capibastone della politica locale già hanno annusato per bene fin nelle più intime pieghe e sui quali la tipa s’ appoggia ( e s’ accascia ) per esercitare la scalata al quartiere, al comune, alla provincia e magari allo scranno del presidente dell’ italica repubblica che già comincia a traballare paurosamente sotto i giri di giostra di una politica delle giostre dei quadri-penta-deca-centa-partiti di governo? Guardate che potete ragionare sui ragionevoli limiti quanto volete e far intervenire nei ragionamenti pure le forze dell’ ordine e fianco i magistrati , ma chissà come e perché quella sciagurata da quattro soldi sarà irriducibile e andrà dritta per la sua strada tappezzata di sudiciume, cambiando tessere, modi, abiti, volti e capibastone con la velocità del fulmine e non s’ arrenderà nemmeno quando gli “dei”( ? ) del bastone inciamperanno sul loro stesso bastone e rotoleranno giù dal carro spiaccicati nel sudiciume da loro stessi sparso sulla pubblica via. Si sa che a quel punto la tipa già da lungo tempo soprannominata ” la schifosa” dai vicini di casa che lei credeva aver impappinato con la malalingua e la parlantina da pappagallo ammaestrato nei bugigattoli muffosi della politica dei bassifondi, si sente un attimino sperduta e cambia perfino città. Ma ben presto quivi riprende le vecchie abitudini, e con l’ aiuto dei nuovi capibastone che sono i social della demenziale visibilità planetaria, si traveste da lezioso agnellino che bela demenziali belati che trattan di fiorellini in fioriera, tovagliette ricamate, acconciature consone alla fotogenicita’, festicciole caritatevoli da allestire per i poverelli, e usa perfino l’ idioma locale, tanto aborrito invece quando alzava il lieto e stracolmo calice tra quei ch’ ebbe compagni nell’ età più bella, tanto per non dimenticare il nostro melanconico Leopardi, il quale, se casomai ha avuto modo di veder politiche nazionali alla malora come magari sarà stato anche per lui al tempo suo, aveva sicuramente tutte le ragioni per immalinconirsi e pure ammalarsi, chissà!
    Orbene, possiamo sperare che la tipa possa ormai, dopo tante cavalcate e giravolte, considerarsi una nonnetta prossima a sferruzzar calzerotti commoventi per i futuri nipotini? Non sembra proprio. Eppure di cadute e rotoloni ne ha fatti sulle strade da lei stessa lerciate assieme ai sempre nuovi compagni di merende. Quella sta lì ad acchiappare webeti su webeti, pronta a spiccare nuovi salti mortali ( per gli altri ) non appena il gioco della politica volterà la carta. Ma vi pareva? Che vi credevate? Che? V ‘ eravate messi magari in testa che non avesse più gambe buone per ballare al suo solito modo? Imprevedibilità, ecco il segreto del successo, altro che programmi e bon ton!
    La parola, che è per definizione il logos, la logica, la razionalità come può entrare e rischiarare la mente se essa è inabissata nel buio dell’ irrazionalità? Nel buio della ragione non entra proprio niente e nessuno. Non lo dico io, ma rinomati antropologi, etologi, analisti, medici, psichiatri, psicologi. Chi dice il contrario non è in buona fede. Provare per credere!
    Cosa si può fare dunque contro chi è lupo, orso, leone, leopardo e soprattutto gattopardo?
    I miei vecchi, i vecchi saggi dei perduti paesi di una volta insegnavano un aforisma che suonerà senza dubbio erroneo alle orecchie di Osacar Wilde e forse anche a voi : – Col lupo sei? E allora col lupo urla!
    Evidentemente quei vecchi, stanchi saggi, che sedevano per lunghi tempi sulla panca di grezza pietra, all’ ombra della pergola che si specchiava nelle acque del ruscelletto che lambiva gentile il terrapieno su cui la panca in pietra essi avevano poggiato per tempo, quando ancora avevano braccia e mani possenti, consapevoli che sarebbe giunta per loro l’ età della resa, del riposo, della quiete, della sedia, della remissione alle decisioni, alle idee, alle forze di chi veniva dopo di loro, quei vecchi taciturni e privi di sorriso sapevano che poco c’ era da fare conto l’ umana imprevedibilita’, l’ umana stoltezza, contro ogni forma di sopraffazione e violenza, tant’ è che avevano dovuto vedere e subire le empietà di due guerre mondiali, patendo e vedendo l’ inimmaginabile il cui racconto essi hanno sempre negato ai nipotini.Si limitavano a vegliarli quando sgambettavano come saette lungo le assolate e sassose strade del paese.
    Si’ io ormai credo proprio che in effetti, a un certo punto, devi metterti al livello basso se vuoi combattere coi bassi, ché con essi, il fallimento della ragione è assicurato, historia docet. Possibilmente bisognerebbe mettersi più al di sotto dei bassi e sferrare il peggio, usando la forza dei visceri ché tutti i visceri , in fondo, macinano la stessa sostanza, e in tale sostanza universale tenere in ammollo per congruo tempo gli stolti senza misericordia, prima che la nostra qui inutile dignità, inutile misericordia, inutile civismo permettano ai parassiti della migliore società di depredare, opprimere, sopprimere, prima che i giusti vengano sprofondati nel buio della ragione, nel pozzo senza fondo della bruta animalità. Inutile strapparsi poi i capelli se non si combatte duro. Possiamo perdere, è vero, è fin quasi ovvio, ma chi sopravvivrà potrà a ragion veduta dire di avere combattuto con tutte le sue forze e con ogni mezzo e magari assistere all’ inevitabile futura caduta degli ” dei “, i soliti ” dei” che nei fatti non sono altro che comuni e qualunquisti poveracci falliti dentro, i soliti farisei falsi e bugiardi, historia docet.
    Questi ” dei” dei miei stivali hanno stufato , lo so, come so che non è consolatoria la mia modesta e assainpoco elegante opinione sul da farsi quando lupi e lupe t’accerchiano avidi del tuo sangue che forse riusciranno ad ingurgitare senza conoscer vergogna.Temo che quei vecchi di paese abbiano visto e provato di più rispetto all’ ottimo Wilde Oscar, abbiano pertanto ragione da vendere e mi appresto ad adattarmi a modo mio.
    Io ne so abbastanza di allupate femmine che di umano e femminile nulla hanno, e tanto mi basta per abbracciare la tesi dei miei vecchi e severi mentori che non avevan certo studiato sui miei libri e che a malapena sapevano apporre la firma per ritirare la misera pensione. Non voglio allungare il mio intervento sui maschi delle allupate di mia conoscenza che si vanteran pure d’ essere maschi , ma che non hanno la benché minima idea di cosa sia un uomo. Mi dispiace solo di non aver riconosciuto le ragioni dei miei vecchi al tempo giusto, ma oggi, statene certi tutti, faccio come loro hanno suggerito, colpo su colpo, e peggio farò in futuro se servirà ché, si sa , l’ esperienza e la capacita’ aumentano con l’ esercizio.
    Non mi interessa piu’ il giudizio degli altri, che sappiano o non sappiano vedere le cose nel giusto verso, non mi interessa destar disagio anche in chi non merita né centra nulla. Io farò come chi ha sofferto come e più di me e che, senza saper leggere ne’ scrivere, mi ha trasmesso una una frase sola, tanto enigmatica allora, tanto chiara oggi : – Col lupo sei? E allora col lupo urla!
    Gli altri facciano come meglio credono, non sarò certo io a dir loro, dopo: – Hai visto? Hai sbagliato tutto! L’ hai capita la lezione adesso?
    No, io queste parole non le dico mai a nessuno perché le ripeto giorno e notte a me stessa, avvolta spesso nello spinoso velo del rancore, nel senso di colpa per non aver assestato i colpi giustamente impietosì a tempo debito. Si sbaglia anche rigettando il biblico insegnamento: – Occhio per occhio, dente per dente.
    Nessuno più di me credo ami la figura evangelica del Cristo, e del Cristo più di tutto amo il bellissimo Discorso della Montagna. Ma ho imparato a caro prezzo che sovente i peggiori si nascondono dietro le commoventi immagini che le credenze ci hanno donato. Si paludano dentro la pelle del tenero agnello appoggiato sulla spalla del buon pastore per saltarne giù di botto a tempo debito e assestare i loro destri e pure sinistri a chi non zoppica come loro. Forse lo staff dei democratici americani qualcosa avrà sbagliato, come pero’ ha sbagliato la maggior parte dei giornali, degli analisti, degli osservatori, dei politologi, dei sondaggisti coi loro pronostici piu’ o meno matematici. Vai tu a capire veramente cosa ha in testa la gente! E se la gente anche parla, vai tu a metter la mano sul fuoco ché t’ ha detto ciò che veramente pensa!
    Io non ritengo sbagliato che a colpo basso si sia risposto con colpo basso, ed avrete capito perché. Se i recenti eventi d’ America erano veramente impostati sull’ irrazionalità, nessuno poteva farci proprio niente, e dico SE perché non ho seguito la campagna nei particolari, e so solo per testimonianza dei massmedia, che son volati insulti, accuse & c. Ma è pur vero che oggidì non si può stupirsi troppo se i toni delle risse si colorano di colori troppo accesi. Fa parte del gioco, su! Anche se un gioco collocato cosi in alto dovrebbe esser piu’ a modo.In fondo per capire che i linguaggi della rissa son cambiati rapidamente e di parecchio, basta metter piede per una mezz’ oretta in una prima classe elementare. E poi io credo che la politica americana sarà più agile, pragmatica, realistica, ragionevole di quanto noi pensiamo, comprendiamo e possiamo immaginare.E fara’ il fatto suo, come ha sempre fatto. Non andremo certo noi a far scuola a loro su come si deve gestire uno stato, anzi una grande potenza, la piu’ grande potenza mondiale, risse intestine o no da tener d’ occhio, suvvia! Non si son mai visti gli americani martellarsi le dita da soli.
    Cerchiamo di guardare per bene in casa nostra, che basta e avanza. No, io non credo proprio che nessuno, vuoi nel passato, vuoi nel presente abbia preso e prenda esempi da noi. Gli eventi storici di portata mondiale ci hanno visti più che altro piccole, confuse e confusionarie pedine da spostare tragicamente a piacimento sul palcoscenico della storia. Fatta salva l’ epoca della Roma Antica. Ma forse in quell’ epoca gli italiani erano ancora tutti da determinarsi geneticamente parlando, oppure erano italiani di cui non riusciamo a capire la forza di volontà, il coraggio, l’ obbedienza e chissà cos’ altro. Mah!
    Io vedo nero proprio qua , da noi, che cincischiamo con i punti e le virgole, accorriamo da un tribunale ad una Corte Costituzionale per impacchettare o spacchettare, diciamo oggi una cosa e domani un’ altra, voltiamo idea e gabbana col virar dei venti che pure soffiano molto numerosi e confusi sulla penisola, basta dare un’ occhiatina alla nostra rosa dei venti, e al consueto meteo, vogliamo governi durevoli e facciamo di tutto per ribaltarli, saltiamo come uccelletti sul carro dell’ ultimo vincitore per buttarci in corsa ( altro che gli stuntmens cinematografici )ad acchiappare quello del vincitore che si suppone prossimo imminente. Qua ci si martella ben altro che le dita!
    Mah, io mi preparo al peggio, a modo mio.

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  3. Stellanigra

    Personalmente, oltre che per il lato comunicativo, purtroppo anche fin troppo importante, le colpe, gravi, che imputo ai presunti progressisti sono sostanziali, politiche e morali

    Ora che il vaso di Pandora, che era ancora socchiuso per molti, si è scoperchiato definitivamente, si pone ancora maggiormente il bivio del chiedersi se siano tutti brutti e cattivi gli altri o se, forse, ma proprio forse, si sia, a livello di “classe dirigente”, totalmente smarrita la nozione di “sinistra” e bisogni ricominciare da (sotto)zero, senza auto-attribuirsi assiomaticamente bontà, giustizia e verità.

    Rispondi

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