Pasolini, un uomo che ha preso la vita a morsi

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Ci sono delle espressioni che vengono utilizzate troppo disinvoltamente. Si pensi a “uomo” e a “prendere la vita a morsi”. Quante volte le abbiamo sentite o le sentiamo nel vivere quotidiano? Innumerevoli. Quante volte trovano un approdo nella realtà? Quasi mai. La facilità con cui si pronunciano è direttamente proporzionale alla difficoltà di essere l’una cosa e di fare l’altra. Ma ci sono le dovute eccezioni: Pier Paolo Pasolini è stato un uomo che ha preso la vita a morsi.

E’ stato un uomo perché, ‘semplicemente’, ha rivelato se stesso. E lo ha fatto attraversando praticamente tutte le forme di espressione – narrativa, poesia, cinema, pittura, saggistica, giornalismo -, tante erano le cose che aveva da dire. E raccontando ed esprimendosi fino allo sfinimento – come testimoniano il suo sguardo tormentato ed il volto scavato, consumato – finiva inevitabilmente col farci l’amore, con la vita, riuscendo persino ad ingravidarla.Pier_Paolo_Pasolini lundici

I ragazzi di vita, ad esempio, non sarebbero mai nati se non fossero stati raccontati, perché scoperchiare la realtà delle borgate romane ha significato farle venire alla luce, metterle al mondo. E lui, quella realtà, quella sua creatura, l’amava alla follia, al punto da giocarci pericolosamente, correndo tutti i rischi che corre chi ha l’esigenza di vivere, di saggiare l’estremo, di prendere la vita a morsi, appunto. Con tutti i lati oscuri del caso, che trovano il loro terreno d’elezione nella genialità. O forse è il contrario, chissà, ma sta di fatto che la luce si accende quando è buio.
L’oscurità avvolge anche l’omicidio di Pasolini, avvenuto esattamente quarantuno anni fa; ma al di là delle tesi cospirazioniste – che pure vanno prese in considerazione, visto lo spessore del personaggio e la sua naturale inclinazione alla ricerca della verità – , è proprio la versione ufficiale a celare un significato profondo. Quel corpo martoriato, tumefatto, vilipeso e travolto dalla sua stessa auto, un’Alfa Romeo 2000 GT Veloce, che già di per sé assurge a simbolo dello sviluppo industriale (da lui tanto criticato) che schiaccia l’uomo, sembra quasi il risultato della reazione della vita al suo troppo amore, ai suoi morsi, alle sue contraddizioni. L’ha provocata a tal punto da esserne sbranato.pasolini-foto-delitto

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ne è stato scritto

  1. Stellanigra

    Tanto fu uomo e mordente lui, quanto furono (e sono) vermi e coprofagi i suoi numerosi vili detrattori e persecutori.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?