La musica richiede tempo e cura: intervista a Patrizio Maria D’Artista

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Può capitare ad un romanzo di farsi spettacolo teatrale. Quando capita, oltre al lavoro degli autori e dello scrittore sulla trasposizione del testo che sarà messo in scena, ad alla cernita degli elementi da conservare e quelli da tradurre in chiave diversa, la creazione di una buona colonna sonora gioca un ruolo estremamente centrale.

Patrizio Maria D'Artista

Patrizio Maria D’Artista

L’Undici ha incontrato oggi il produttore musicale Patrizio Maria D’Artista, autore delle musiche di “Pianoforte vendesi”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Vitali, interpretato da Adriano evangelisti per la regia di Raffaele Latagliata; il nostro è stato un incontro interessante , un viaggio nel mondo musicale ma soprattutto un colloquio  pieno di spunti, per comprendere la versatilità e nel contempo la precisione che un buon compositore dovrebbe sempre avere.

Pianoforte vendesi, lo spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Andrea Vitali, ti vede come autore delle musiche originali. Quali le difficoltà e anche le soddisfazioni nello svolgere un ruolo così importante?
In questo spettacolo la musica possiamo considerarla come un attore in scena a tutti gli effetti. Lo spettacolo stesso è concepito come un dialogo fra la musica e il talento di Adriano Evangelisti, unico attore (reale) in scena, interprete delle parole di Andrea Vitali. Una scelta coraggiosa ed elegante quella di Raffaele Latagliata, regista dello spettacolo che ho condiviso e apprezzato, non è stato un compito semplice. Con la colonna sonora, intesa come musica ed effetti sonori, ho contribuito alla caratterizzazione degli ambienti  e degli stati d’animo dei vari personaggi rappresentati. E’ stato un lavoro caratterizzato musicalmente da un continuo rincorrersi di momenti di tensione e di leggerezza, un chiaroscuro musicale, come i testi di un pianoforte.

Quanto conta in questi casi, lavorare in armonia con il team di artisti dello spettacolo, seppur ognuno in un ruolo differente?
E’ di fondamentale importanza che ci sia armonia e rispetto dei ruoli, gli attori, il compositore, lo scenografo, i tecnici e tutti i collaboratori sono anelli di una catena, tutti devono muovere nella direzione indicata dal regista, è un lavoro di squadra non l’esaltazione del nostro ego. In altre produzioni, nelle quali ho lavorato come compositore, la musica ha avuto ruoli differenti, da una presenza massiccia in scena ad una presenza “marginale” ma essenziale, non è importante la quantità ma la qualità del tuo lavoro. Pianoforte vendesi ha avuto un team di lavoro eccezionale, questo è certo.

VALE_CARMEN_TEATRODopo qualche data in alcuni tra i più importanti teatri italiani (Mantova, Roma, Verona, Ancona) , lo spettacolo è arrivato finalmente nella tua città natale: Sulmona. Quali le emozioni e le sensazioni che hai provato?
Era da un po’ di tempo che un mio spettacolo non faceva tappa a Sulmona, la mia città. Sia “Kramer contro Kramer” di Patrick Rossi Gastaldi, il “Crogiuolo” di Raffaele Latagliata che l’ “Amleto” di Daniele Pecci per citarne alcuni purtroppo non sono arrivati fin qui, seppure impegnati in Tournèe nazionali e con moltissime repliche, e questo, è un peccato. L’emozione per la prima di Pianoforte Vendesi qui a Sulmona è stata autentica e forte, il suono degli applausi , nei vari teatri, in genere non cambia di molto, ma l’abbraccio della mia città è unico ed è il motivo per ritornare sempre. Spero che l’attuale amministrazione faccia il possibile per riportare Sulmona all’interno di un circuito di promozione culturale di respiro Nazionale ed Internazionale, poiché è quello il suo posto.

Musicista, produttore artistico, compositore e arrangiatore e con una lunga carriera davanti. La musica, al contrario di quel che molti pensano, è un lavoro e richiede molto studio ed estremo impegno. Qual è la tua testimonianza?
Bella domanda. La musica, il mestiere della musica, impone senza riserva alcuna, che parte della tua vita, una gran parte di essa, sia completamente a servizio di questa “causa” molto più grande di noi. Sono diplomato in composizione contemporanea presso il Conservatorio di musica “L’.D’Annunzio” Pescara, ho studiato produzione musicale alla Pop Akademie di Mannheim, in Germania e ora mi sto specializzando in composizione di colonne sonore per il cinema al Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona, nel mentre sto portando avanti molti progetti, nel teatro e nell’ambito della musica leggera con moltissime collaborazioni internazionali, il tempo per tutto il “resto” è, come facilmente intuibile, davvero poco, bisogna fare delle rinunce e delle scelte, è inevitabile. Questo lavoro è artigianato puro, richiede tempo e molta cura, la mia grande fortuna è che ho delle persone meravigliose al mio fianco, che hanno compreso quanto questo momento, questo periodo della mia vita, sia delicato per me, mi sostengono e non danno peso alla mia assenza, grazie per l’occasione che mi stai dando per ringraziarle di nuovo.

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