Deliri di uno psicopatico #4: Favole per bambini (?)

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.

krugeraddormentataDa quando siamo piccoli veniamo educati al bene e al male tramite le favole: Cappuccetto Rosso, La bella addormentata, l’uomo che moltiplicava i pani e i pesci, cose così.
Alcune di queste nella versione originale erano molto meno romantiche di come sono state tramandate a noi come in Cenerentola dove il principe azzurro facendo indossare una scarpa di vetro a qualsiasi essere di sesso femminile incontrasse nel giro di un chilometro trasformò la città in una scena del crimine di CSI.
O come nel caso della bella addormentata che venne abusata dal re, svegliata nove mesi dopo dal figlio nonché costretta in seguito a sposarsi lo stesso uomo che l’ha stuprata, praticamente la trama di un qualunque film porno di oggi.

La sirenetta invece non perse la voce, ma la lingua. Il principe si innamorò di una ragazza diversa, spezzando il cuore alla cara Ariel che lo uccise lasciando che il sangue le goccioli sui piedi. Dopo di che lei tornò sirena per poi concludere il tutto con l’ idea di suicidarsi scaraventandosi in mare. Credo che Barbara D’Urso ne abbia già ordinate cinque copie.
Ma se potessi rimaneggiare le favole per riadattarle ai tempi odierni farei sicuramente un lavoro migliore della Disney. Cappuccetto Rosso nella foresta troverebbe un maniaco pervertito che si cala l’impermeabile esibendo i gioielli di famiglia. Con la nuova legge sulla masturbazione in pubblico le pene saranno severissime e colpiranno in maniera drastica e decisa con il pugno di ferro: la sanzione arriverà a casa solo dopo un mese.

Se l’incipit vi sembra sconveniente aspettate di sentire il resto: il maniaco corre a casa della nonna per farsi la vecchia e mangiarsi entrambe e dopo aver concluso questo lauto pranzo vede arrivare non un cacciatore ma il cappellaio matto.

Avete presente quei maghi che fanno il gioco dei coltelli con la donna dentro la scatola? Ecco, il nostro amico prende il cilindro, tira fuori una serie di pugnali e glieli infila uno ad uno mentre la “scatola” si dimena diventando sempre più rossa. È già più interessante, no?

Cenerentola è una prostituta che si esibisce in un bordello con una matrigna che la insulta perché fa meno clienti di una tossica cinquantenne. A quel punto pagando in natura si finanzia il chirurgo per rendersi presentabile e va ad Arcore a farsi scopare da un vecchio pervertito ex presidente del consiglio. Dopo di che fra un ballo e l’altro dimentica gli slip in camera da letto e il “principe azzurro” è talmente dispiaciuto che per ricordarla leva gli slip anche alle altre. Vissero tutti felici e contenti con meno vestiti e con un conto più ricco. Direi che è decisamente meglio di quella favoletta pulitina politicamente corretta della Disney.

E il principe ranocchio? Un ranocchio tramite Facebook rimorchia una splendida principessa. Si incontrano al buio, lei lo bacia e lui magicamente diventa un principe. Dopo di che fra mille effusioni all’improvviso le luci si accendono e lei si rivela talmente un mostro che per lo spavento lui torna ranocchio! Morale della storia: abusare di Photoshop danneggia te e chi ti sta intorno.

La Walt Disney ha fatto di tutto per ripulire le storie dalla loro natura estrema per poi creare dei fumetti dove l’incesto è all’ordine del giorno.
Zio Paperone ha un nipote (Paperino) fidanzato con un’altra nipote (Paperina) e un ulteriore nipote fortunato che ci prova un giorno si e l’altro anche sempre con lei: fidanzamento fra cugini.

Lei va un po’ con uno un po’ con l’altro a seconda di come tira il vento, l’importante è che sia di famiglia. Non la sfiora neanche per un momento l’idea di concepire una relazione fuori dal vincolo sanguigno. Contenta lei.

Il primo nipote però ha altri tre nipoti (Qui, quo e Qua) che non si sa da chi cazzo siano nati visto che Paperino fratelli non ne ha e figli tantomeno!! E se il nipote ha ulteriori nipoti quanti anni dovrà mai avere Zio Paperone? È una famiglia di vampiri? Fanno riti satanici per vivere più a lungo? Sono vegani?
Diciamo che è abbastanza vecchio da permettersi di condurre Sanremo e se i gatti hanno nove vite può veder crescere un’intera dinastia.

Walt Disney però oltre ad aver messo i semi per le famiglie del futuro (cioè cugini che scopano altri cugini), ha riempito i propri film d’animazione con messaggi subliminali inneggianti a sesso, satanismo e massoneria (cioè quello che oggi fa Rihanna in tutti i suoi video).

Ma se l’azienda di zio Walt adora satana e incoraggia alla distruzione della famiglia, la Pixar produce film d’animazione la cui unica morale è: “Lavorate schiavi!

Le vicende narrate nei loro film prevedono l’ausilio di personaggi al lavoro dove gli amici sono colleghi di lavoro, l’ unico modo di autorealizzarsi è il lavoro e la mancanza di lavoro è solo un occasione per lavorare su noi stessi per migliorarsi.. Indovinate dove?! Esattamente.. Sul lavoro! Praticamente della sana propaganda capitalista per minori. Non male vero? Che ne dite, volete portare ancora vostro figlio al cinema? A ‘sto punto un bel porno forse è meglio.

In “Cars” l’auto deve prendersi una pausa per migliorare le proprie prestazioni da quello che è alla fine il suo lavoro, cioè vincere il campionato automobilistico.
Su “Toy Story” Woody e Buzz Lightyear svolgono il mestiere del giocattolo rappresentando i loro corrispettivi personaggi sullo schermo per soddisfare le esigenze del poco più che neonato “utilizzatore finale”.

“Monster & co” racconta la storia di alcuni mostri intenti a provocare incubi e paura per poterli convertire in energia.
Inside Out invece racconta la storia delle emozioni che devono lavorare per far crescere Riley, dove Gioia riesce a comprendere l’utilità di Tristezza solo quando capisce che è utile alla realizzazione del lavoro finale, cioè segnalare il bisogno di Riley di conforto dalle persone che la amano.
Sembra che i valori che la Pixar voglia insinuare nel suo giovane pubblico siano: efficienza, produttività e trasformazione dei figli in automi.
È come vedere un campo di sterminio dove gli ebrei empatizzano per nazisti: schiavi contenti di esser schiavi. Sindrome di Stoccolma 2.0.

Come finiranno i bambini che guardano questi cartoni? Felici e sottomessi e con tanta voglia di cantare…
“Andiam, andiam, andiamo a lavorar…”

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita.
Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e corda commentate qui sotto.

 

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Chi lo ha scritto

Simone Toffoli

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Nato in Friuli nell'84 iniziò fin dall'infanzia il suo percorso verso la malattia mentale. Le sue ambizioni più forti sono scrivere, raccontare storie e venirvi a rubare in casa causando inutili disagi. Ama la satira, la musica dirompente, la lettura, la radio e qualunque forma di arte atta a stravolgere gli schemi e a mettere in discussione la morale comune. Dicono di lui: “Del tutto incapace ma capace di tutto” (I suoi professori delle medie), “Braccia rubate all’agricoltura” (I suoi professori delle superiori), “L'apostrofo rosa fra le parole ti e fucilo.” (Il suo migliore amico), "Ehi, stavo scherzando metti via quel coltello!" (Il suo migliore amico qualche minuto dopo.) Odia la razza umana e vive in una zona molto degradata di camera sua che gli fornisce abbondanti emozioni e voglia di armi di distruzione di massa. È una persona disturbata e fuori controllo. Denunciatelo.   Contatti: toffoli_simone@yahoo.it

Cosa ne è stato scritto

  1. Marta

    Si prospetta uno scenario apocalittico. Dobbiamo quindi preoccuparci anche dell’unico momento di pausa che ciascun bimbo possiede per scappare dalla propria quotidianità?

    Rispondi

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