Resistenza Civica agli Anziani Spingitori

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Ho deciso: giunto al termine di un lungo e pensoso periodo di riflessione, comincerò a fare la mia parte nel disperato e utopico processo collettivo di risanamento della oramai abbrutita società italica. Da oggi anch’io mi unirò al silente e volenteroso esercito di praticanti della RCAS: la Resistenza Civica agli Anziani Spingitori.

È innegabilmente constatabile che, non dimenticando certamente ciò che di fondamentale e lodevole la stragrande maggioranza degli odierni ottuagenari ha costruito negli anni precedenti ai nostri, buona parte degli enormi problemi attuali provengono dalle pessime e criminali condotte portate avanti da una ristretta cerchia di individui appartenenti alle generazioni passate, quelli che ora, giunti alla quarta stagione della vita, sono divenuti anziani.

Innanzitutto chiariamo che sarebbe quantomeno meschino, inaccettabile e controproducente da parte del singolo pensare ad attive iniziative di vendetta o riscatto, andando a pescare fin dentro casa parte dei colpevoli e punendoli oggi per le colpe pregresse come si è in passato fatto con alcuni gerarchi, poiché egli potrebbe non avere i necessari elementi per giudicare, ed anche avendone di certi, non sarebbe sicuramente autorizzato a farlo, giacché questo è il compito della Giustizia, alla quale il cittadino non può fare altro che affidarsi speranzoso, spesso invano.

Ciò che l’onesto cittadino invece può lecitamente permettersi di fare, nella propria dignitosa disperazione, è attendere che siano gli stessi anziani protagonisti di passate nefandezze a rivelarsi tramite il proprio immutabilmente gretto modo di comportarsi ed effettuare contro di essi una nobile resistenza passiva basata sul solo utilizzo del proprio corpo.

Vano tentativo sarebbe tentare di ricondurre alla mite ragionevolezza colui che, arrabbiato, snervato, abbandonato, ogni giorno costretto a subire globalmente su di sé le conseguenze di nefaste azioni pregresse, pensasse, non illecitamente d’altronde, di poter individuare in base ad attuali comportamenti arroganti, atteggiamenti ineducati e condotte prevaricatorie, coloro i quali nei tempi passati della propria vita probabilmente furono al prossimo e alla società, in tal modo, nocivi, poiché tali attualmente sono.

Si tratta di unire i punti di una lunga linea, riconoscere un universale principio di inerzia, basarsi sulla naturale tendenza degli esseri viventi a comportarsi meccanicamente e a preservare, in assenza di forze contrarie, immutato il proprio status quo. Coloro che in giovinezza avessero commesso gravi torti e avessero voluto redimersi, nel corso della propria lunga vita ne avrebbero certamente avuto tutto il tempo e le occasioni, mostrandosi ora, nella propria terza età, rispettosi o quantomeno non nocivi; essi si sono già salvati da sé e non incorreranno naturalmente nei civili atti di resistenza del cittadino arrabbiato.

Quelli che invece avessero, coscientemente, pervicacemente, malvagiamente, deciso di non pentirsi e di perseverare nella propria insopportabile e inaccettabile condotta antisociale, che follemente e continuamente pongono degli sconosciuti su una propria personalissima ed immaginaria bilancia insieme ad eventuali torti subiti in passato, ebbene costoro sperimenteranno sulla propria pelle la devastante potenza della RCAS!

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La pratica della resistenza non richiede eroi e non pretende di essere attuata da un’élite: si rivolge invece al cittadino comune e al suo vivere quotidiano. Avete presente quelle situazioni ordinarie, quando siete sull’autobus, in fila alle poste, a passeggio per strada, e ad un tratto avvertite su di voi un inconsueto atto di forza, sperimentate uno spostamento sgradito del vostro corpo, una forte spinta, un secco urto nel fianco, una pungente spallata sul braccio? In quella frazione di secondo, nel caso in cui in cui vi siate resi conto che a spingervi, a urtarvi, a placcarvi è stata una persona anziana, una di quelle, col sorriso furbo e lo sguardo pregno di pura maligna consapevolezza di chi sa di sfangarla sempre, come vi siete comportati? Ve lo dico io: sicuramente avrete ceduto, accusato il colpo, sopportato in silenzio, vi sarete fatti spostare dal vostro cammino, tacendo e sopportando, in nome del rispetto che si ha civilmente da portare verso chi ha più anni di voi.

Però, eccolo, il vecchietto si è scoperto, probabilmente era uno di loro, un maleducato, un prepotente, uno che, come da sempre, sa di farla franca, che sgattaiola, si infila, fa il furbo, passa, sorpassa, entra, incede senza curarsi minimamente delle persone che ha intorno e davanti, senza premurarsi, figuriamoci, di chiedere “permesso”! È proprio questo il fatidico momento in cui applicare la nobile arte della RCAS!

La prossima volta, dunque, resistete!!! Abbiate i riflessi pronti! Nel brevissimo attimo dell’avvenire della spinta, della spallata, dell’urto, concentratevi, trattenete il respiro e fatevi subito di roccia, inchiodatevi coi piedi al suolo, solidamente protendetevi, divenite simili a una formazione minerale naturale, fate sì che il gesto spregevole e maleducato si infranga contro di voi come l’acqua sullo scoglio! Nessuna violenza, nessun atto ostile, rimarrete solamente fermi, nel vostro piccolo spazio; la forza oscura attuata verso di voi non proseguirà, deflagrerà e rimbalzerà indietro, attuando la vostra civica, etica e legale resistenza all’anziano spingitore.

Accadrà quindi qualcosa di nuovo, per la persona anziana in questione ma anche per voi: egli ne verrà fisicamente scosso, sarà grandemente sorpreso, ne verrà disarcionato, messo dinanzi all’inaspettato fallimento della propria collaudata manovra “spingitoria”, resterà confuso, amareggiato, proverà su di sé come ci si sente, probabilmente sbraiterà qualcosa riguardo la vostra presunta maleducazione, prevedibilmente lo farà con astio, volgarità, odio, come il lupo, disperato, che cerca di azzannare chiunque si avvicini per difendere la zampa ferita.

Ed ecco che quell’istantaneo fermo immagine, quell’effimera scultura sociale cinetica a due corpi che posa per quel solo attimo in mezzo alla via, all’interno di un mezzo di trasporto o in un edificio pubblico, diverrà foriera di speranza, potrà essere l’occasione per un punto di flesso in una o più vite, rappresenterà un’evangelica caduta da cavallo, una tardiva ma preziosa occasione di redenzione quanto un fruttuoso esempio per altre vittime sbandate e senza speranza, un piccolo seme intorno alla cui forza vitale potrà aggregarsi la speranza di una futura rinascita dell’intera società!

Orsù, in alto i cuori; ordunque, civilmente, resistete!


P.S. Nel caso non si fosse capito, il presente scritto è una goliardica opera di fantasia e non rispecchia le opinioni della testata e nemmeno quelle, serie, dell’autore.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Io concordo con l’ assunto, che ben si evince nonostante la goliardia che mi pare presunta anziché no, che siamo tutti rimasti vittime di una generazione di ” spingitori” piuttosto robusti, per nulla dotati di senso civico e civile, che hanno fatto del belpaese un immane sacco di predazione. Sono anni che lo penso e lo penso perché l’ ho vista e vissuta la predazione. Era il tempo del fare e del dare perché c’ erano i presupposti e i mezzi. Ed invece divenne il tempo del non fare un tubo ( facessero i cretinetti credenti nell’ onestà e nella dignità ) e del non dare indietro nulla perché molto i futuri ” arzilli vecchietti ” trattennero per sé, anziché no.
    Il vero dramma è che non erano affatto soli questi che oggi appaiono “vecchietti” arzilli e pure arrogantelli. Facevano loro compagnia giovani e giovinette che oggi potete portare verso i 50/55/60 anni d’ età. Gentaglia che pur di scansare la fatica, leccavano piedi ed altro ai loro mentori. E con costoro adesso che si fa? Resistenza alla consueta spintonata con tanto di destro in facc…pardon c..o? Restitutuzione delle medesime malefatte con tanto di fiocco e palloncino colorato volante? Sgambetto scientifico ad ogni minimo movimento che puzzi di sganghero da duro ubriacone/a perennemente brindante con calici da mucca su facebook e pure negli eventi culturali che codesti incolti e duri di comprendonio scambiano per sagre provincialotte? Levare senza pietà alcuna la pensione a questi miracolati del sistema predatorio visto che essi, guarda caso, sono benestanti prepensionati sfuggiti, guarda caso, miracolosamente alle gabbie della carneficina pensionistica? Guardate che nessuno di loro crepera’ di fame perché i loro mentori troveranno per loro ben più d’ un sacchetto di tintinnanti zecchini per farli campare a lungo, crepino i nemici della sacra congrega!
    Forse la cosa più giusta e seria da fare è tirare diritto per la propria strada , stringendo i denti e i pugni come sempre, lavorare, operare, vigilare, attenzionare i vecchi lupi travestiti da teneri agnelli rifatti e rinnovati, riflettere bene sul fatto che è vero che troppi giovani si son visti rubare il futuro da costoro, ma altri, assai meno giovani, hanno patito sordidi soprusi e perso ignominosamente cose ed affetti a causa dei loro operati. Dunque ciò che serve ai giovani è attenzione, compattezza oltre le divisioni di vedute, sapere bene cosa significa essere maggiorenni e ricevere il certificato elettorale, comprendere che il lupo è sempre in agguato, e che la storia si ripete non appena i lupi subodorano divisioni e falle nelle reti. Bisogna lottare perché gli agnelli non diventino ancora carne per lupi e lupe, lottare col cuore e con intelligenza, facendo tesoro delle esperienze di coloro che dalla feccia hanno visto ingoiare il meglio della loro vita. Fate dunque in modo, voi che avete il futuro fra le vostre mani anche se non ci credete, di non diventare carne d’ agnello per fauci di lupo.

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  2. Costanza

    Anche se goliardico e fantasioso, l’articolo richiama di fatto delle questioni su cui credo sia interessante riflettere. Un articolo giustamente ironico, che si muove con abilità tra note serie e leggere, ben strutturato e piacevole.

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