L’energia di “Quando hai 17 anni” (André Techiné)

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Il settantaduenne André Techiné ci sorprende con un film che rappresenta meravigliosamente l’esuberanza fisica ed emotiva di due ragazzi alle prese con le trasformazioni non sempre comprensibili ed accettabili del loro corpo e dei loro sentimenti.

Titolo: “Quando hai 17 anni” (Quand on a 17 ans)quando hai 17 anni poster
Regia: André Techiné
Sceneggiatura: Céline Sciamma, Rodo Sayagues
Paese: Francia
Genere: Drammatico

Interpreti:
Kacey Mottet Klein: Damien Delille
Corentin Fila: Thomas “Tom” Charpoul
Sandrine Kiberlain: Marianne Delille

Consigliato a: amanti del cinema francese, del cinema vitale, delle storie raccontate bene, della montagna
Sconsigliato a: agli amanti dei lucchetti di Moccia, a chi non ha mai avuto 17 anni, a chi sta bene con le proprie idee preconfezionate

Gelo, contrarsti ... ma bisogna avere fiducia

Gelo, contrarsti … ma bisogna avere fiducia

Damien vive in un paese tra i Pirenei francesi con la madre medico e il padre militare in missione in Afganistan. Frequenta con interesse il liceo locale. In classe con lui c’è Thomas, un ragazzo mulatto che vive in mezzo alle montagne col padre allevatore e la madre incinta di una inaspettata sorellina. Ogni giorno il suo viaggio verso la scuola a piedi e in autobus lo impegna per oltre tre ore. Thomas è solitario e scontroso. I due non si sopportano, si scontrano, si picchiano. Ma questo disprezzo nasconde qualcosa che i ragazzi faticano a comprendere, ne sono spaventati e non vogliono accettare. Quando per volere della madre di Damien saranno costretti a condividere lo stesso tetto, la presenza di Thomas diventerà sempre più perturbante.

Rimbaud, recitato in classe da Damien all’inizio del film, dice “non si è mai molto seri a 17 anni”, ma questi due ragazzi perennemente corrucciati non sembrano capirlo. Techiné invece è abilissimo a tenere la mano leggera in una storia che avrebbe rischiato il melodramma e nel fare emergere la profondità dei turbamenti dei ragazzi e a mostrare l’energia dirompente di un’età di passaggio verso la consapevolezza del mondo adulto.

Techiné con la sua macchina da presa a mano sempre a ridosso dei corpi dei protagonisti ci racconta molto più che una storia di amore e turbamento adolescenziale. Nel suo film c’è tutto il mondo che gira attorno ai ragazzi, una fotografia della società attuale con le sue guerre lontane e i suoi turbamenti interiori. E’ la natura con le sue stagioni di morte e rinascita ad indicarci la strada dell’accettazione di noi stessi, degli altri e della vita. “Bisogna avere fiducia”, come ci dice una madre che a causa degli eventi aveva rischiato di andare alla deriva. Gli attori  poi sono bravissimi ad usare la loro fisicità per trasmettere la forza e il disagio della loro età.

quando hai 17 anni madre alcolizzata

Meglio una madre alcolizzata che una madre depressa

Il cinema francese ancora una volta (la poesia di Rimbaud è recitata anche nel recente “Giovane e bella” di François Ozon) si mostra abilissimo nel rappresentare un’età difficile, piena di energia e di sfumature. Techiné inoltre esce dal solito contesto cittadino per immergere la storia nelle montagne francesi dove la natura, come i ragazzi, sa essere gelida o assolata, arcigna o accogliente, dipende dalle stagioni e dalla voglia che si ha di accettarla e di lasciarsi accogliere. 

 

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