Il Teatro oggi visto da un giovane attore. Matteo Anselmi si racconta

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Una lente di ingrandimento sul mondo del teatro. Un ambiente difficile, intricato, ricco di sacrificio. Un mondo costellato da tanto impegno da parte dei suoi protagonisti. Al centro dell’attenzione gli artisti, mossi prima di tutto dalla passione per questo mestiere. Una professione che diventa scelta di vita. Per addentrarci e conoscere meglio il teatro è fondamentale comprendere a fondo le sue dinamiche. Da fuori lo spettatore di uno spettacolo vede solo il risultato finale. Dietro ci sono studio, lunghe prove, talento e voglia di mettersi alla prova ogni giorno. Con questo articolo l’idea è quella di presentare un giovane attore, con un bagaglio professionale già ampio e importante al suo attivo. E attraverso la sua esperienza farci raccontare qualche interessante retroscena del teatro. Matteo Anselmi è un attore di 27 anni di Torino. Si è formato al Teatro Nuovo della capoluogo torinese e al Teatro Stabile del Veneto. Nel suo curriculum molti seminari. Matteo vive a Roma, ma spesso torna in Piemonte per la sua professione. Tra le numerose esperienze lavorative da citare quella sul grande schermo per film con Daniele Lucchetti. In tv la partecipazione alla serie “I segreti di Borgo Larici”. Conosciamo meglio Matteo Anselmi.

Recentemente hai vinto il concorso nazionale per giovani attori, ideato dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, con un monologo intenso tratto da “Agamennone” di Vittorio Alfieri. Un testo del 1600 che comunque resta sempre attuale nelle sue grandi tematiche, dalla battaglia per il potere alla gelosia umana, fino alla vendetta. Da una parte Matteo, l’attore di teatro, che ha sapientemente interpretato il monologo con una scenografia originale (un attaccapanni con un cappotto che prende le sembianze umane con gesti studiati nei dettagli per colpire l’attenzione del pubblico). Dall’altra Matteo giovane della società moderna che lavora e vive la realtà di oggi. Come riesci nella tua vita quotidiana ad amalgamare personaggi classici del teatro con il mondo moderno che corre veloce?

Innanzitutto devo dire che aver vinto questo premio mi rende molto felice. E’ nato per dare speranza e incentivo ai giovani attori; questo è molto bello. I miei colleghi erano tutti professionisti molto preparati. Ho dedicato il premio ad Adriana Innocenti, scomparsa qualche mese fa. E’ grazie a lei che proseguo. Mi ha insegnato a non mollare. Nelle nostre conversazioni più intime mi faceva capire quanto ci tenesse a me. Mi amava molto. Detto questo non so come riesco e, se ci riesco, ad amalgamare queste due cose che mi hai chiesto. Però i classici hanno un legame con il presente molto forte e questo dà modo ad un attore di immaginare con più velocità ciò che l’autore anche se del 1600 voleva raccontare. Poi in Alfieri c’è il verso e li sono tutti cavoli tuoi.

Matteo Anselmi

Matteo Anselmi

Il mondo del teatro è un settore difficile, spesso spietato, ricco di concorrenza, a volte anche sleale. Un universo che il pubblico ammira nel suo lavoro finale, lo spettacolo portato sul palcoscenico. Ma i retroscena e i dietro le quinte sono “mascherati”. Le prove infinite, caratterizzate da sacrificio, concentrazione e impegno, mettono l’attore a dura prova. E solo i migliori e tenaci resistono a questi ritmi estenuanti. Tu come vivi questi momenti? E soprattutto raccontaci cosa accade dietro uno spettacolo prima, durante e dopo la messa in scena. Con alcuni tuoi ricordi che hanno lasciato un segno.

Sto imparando con il tempo che in questo ambiente è molto difficile avere legami sinceri. Spesso dietro un sorriso, un bacio o una gentilezza si nascondono, invidie, gelosie e convenienza. Però penso anche che queste cose siano normali, basta smettere d’illudersi di aver trovato l’amore della propria vita o un migliore amico perché potresti rimanerci male. Ti parlo per esperienza. Non sarò mai un cinico e non voglio diventarlo, però so che se qualcuno potesse ammazzarmi per prendere la parte al posto mio lo farebbe. E magari due ore prima mi stava offrendo il pranzo. Ahimè, se vuoi stare nella “giungla” devi imparare a gestire. Per quanto riguarda ciò che la gente ammira solo nella sua espressione finale, lo spettacolo se parliamo di teatro o di un film se parliamo di cinema, ho spesso pensato a questa cosa che mi chiedi. Se si potesse creare un sistema per cui gli spettatori potessero pagare anche le prove per vedere cosa si cela dietro la messa in scena io sarei molto felice. Il teatro ancor più del cinema ha dietro un lavoro veramente artistico-creativo, dove si attraversano tante fasi, la bellezza del rapporto con il regista, gli errori da cui a volte nascono le idee migliori, le liti furiose e i momenti in cui il gruppo di lavoro prova a trovare un “respiro comune” . Ecco tutto questo, quando lo racconto agli amici o alla mia famiglia non vengono comprese fino in fondo purtroppo. Ci sono volte in cui vorresti che le persone vicine capissero meglio il perché di tante cose. Tanti gli aneddoti divertenti che ricordo di questi quasi 10 anni di lavoro. Una volta stavamo facendo le prove a tavolino su “Oreste” di Alfieri in terrazzo. Adriana Innocenti mi fece notare che i vicini avevano imparato tutte le mie battute a memoria. Quando non provavamo rimanevano delusi. Volevano continuare ad ascoltare le prove.

E ora passiamo a un altro importante segmento con cui la vita da attore deve scontrarsi nel bene e nel male, durante la sua carriera professionale. Mi riferisco ai fatidici “provini” che aprono le porte per ogni impegno lavorativo. Ottenere la parte tanto sospirata non è una passeggiata. Anzi. Approfondiamo l’argomento sui “casting director” e il loro modo di scegliere gli artisti. Figure fondamentali per lavorare, che hanno in mano il destino degli attori.

Ti posso solo dire che sull’argomento io come tanti siamo parecchio delusi da come stanno girando le cose in questo momento, però siamo soltanto noi che con la nostra forza di volontà e competenza, che mi spiace dirlo (e non accuso nessuno in particolare) non sempre tutti hanno, possiamo cercare di cambiare le cose. Chi ti giudica dev’essere prima di tutto preparato per farlo e a volte non basta. Prendo l’esempio di una grande attrice come Kate Winslet al quale dicevano un sacco di stupidaggini. Tipo “hai la faccia grassa” o la scartavano senza neanche guardarla. Spero che abbia trovato il numero di telefono di quelle persone.

Un ruolo che hai interpretato a cui sei rimasto molto legato e un personaggio con cui vorresti confrontarti in futuro.

Sono molto legato a Shakespeare e quindi dico Romeo. Ma anche Oreste nelle due versioni: quella di Marguerite Yourcenaer e quella di Alfieri. Li metto sul podio. Per il futuro vorrei confrontarmi con un personaggio della letteratura russa che mi affascina tantissimo. Oppure un personaggio molto lontano da me per misurare la mia crescita artistica.

Per concludere questa intervista vorrei che tu commentassi questa frase di William Shakespeare. “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti”.

Shakespeare era un genio e in quanto genio aveva già capito tutto. Siamo noi che ancora non l’abbiamo capito e non lo accettiamo.

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