I mostri e i loro ipocriti creatori

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Nell’arena giornalistica mondiale continua a risuonare una frase: “Come ha fatto uno come Donald Trump a diventare un candidato per la presidenza americana?”In verità, la risposta la conoscono in tanti, solo che interessi di parte, faziosità e un’ipocrisia a livelli estremi, la nascondono agli occhi dell’opinione pubblica. In poche parole, lo showman Trump è un puro prodotto di questa società mass mediatica allo sbando. Allo stesso tempo, la politica Hillary Clinton è a sua volta la rappresentazione perfetta del marciume delle attuali classi dirigenti globali. Essi sono i “mostri” creati da un Sistema ormai avviato pienamente nella sua fase da basso impero, con crisi che si moltiplicano sia all’interno dei Paesi agiati, che nei restanti meno sviluppati.

È difficile stabilire quando sia iniziata questa deriva culturale che ha promosso la demenza a valore aggiunto e necessario per avere successo nel magico mondo dei mass media. Probabilmente è stato l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, soprattutto con la TV, a innescare la degradazione. O, forse, le civiltà, quando declinano, vanno incontro naturalmente a fasi deliranti condite da leader mediocri. Sicuramente il ruolo dell’immagine, ormai onnipresente, ha leottobre2fatto in modo da passare in secondo piano tutte le cose importanti, facendo elevare questioni secondarie come fondamentali per decidere se un candidato sia un leader valido oppure no. Già con il dibattito Nixon/Kennedy questo aspetto cominciò a prendere piede. Oggi con Instagram, gli smartphone e il culto del narcisismo ogni limite è stato oltrepassato. E, ovviamente, quando i limiti vengono continuamente fatti a pezzi dallo show business, si arriva al circo americano delle elezioni 2016. Basti vedere i video di successo di Youtube per capire a che livello imbarazzante si è giunti.

Le reazioni scandalizzate degli ipocriti presenti nei mass media, nei circoli culturali e politici, sono semplicemente ridicole. Coloro che si sorprendono di Donald non hanno capito nulla di questa società oppure sono in completa malafede. Quest’ultima supposizione non dovrebbe stupire affatto, in quanto i mass media ringraziano ogni giorno fenomeni come Trump e, in fondo, amplificano il loro messaggio, anche tramite gli attacchi contro di loro. Perchè il signor Trump e la cultura che lo ha prodotto garantisce lo stipendio a milioni di persone, che godono nel vivere nell’Età della Demenza, considerato che The Donald amplifica la loro fama e i loro personalissimi conti correnti. Se costoro volessero veramente fermare il candidato repubblicano dovrebbero mettere sotto processo decenni di cultura imbecille sparsa sull’intero pianeta, con la netta complicità delle classi dirigenti. E, quindi, mettere sotto processo se stessi. Ma questo, ovviamente, è inaccettabile e ricorrono, dunque, ad altri mostri da contrapporre all’avversario nello show tragicomico.

Hillary Clinton, la campionessa dell’establishment, la quale dovrebbe “teoricamente” rappresentare la parte migliore della nazione è, in verità, un “mostro” di diverso colore e diversa natura. Mentre Trump privilegia lo show alla Berlusconi, con affermazioni spesso false, frasi a effetto e una furbizia demagogica atta a cogliere i bisogni delle masse inferocite, la Clinton ricorre al supporto delle élite corrotte e di tutta la potenza di fuoco dei giornali a lei vicini (sono parte del Sistema da difendere a qualsiasi costo) per erigere una cortina basata sul più ipocrita e riprovevole politically correct che, in privato, lei stessa smentisce apertamente, come hanno dimostrato certe email pubblicate ultimamente.

Il povero cittadino americano si trova a scegliere tra un miliardario clownesco e la candidata del Potere che ha sistematicamente turlupinato la classe media e povera. Non sarebbe stupefacente se, tra qualche decennio, si arriverà ad acclamare un dittatore che spazzerà via in modo militare e brutale i due partiti attuali.

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Stellanigra

    Certe realtà ormai sono come gli !”ottomila”.
    Li si può ammirare, viverci alla base, scalare, ma non distruggere.
    Colossi quali industria massmaediale, bellica, agroalimentare, farmaceutica li abbiamo ovviamente creati tutti noi, in pochi decenni di collaborazione e tolleranza.

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