Deliri di uno psicopatico #3: da grande voglio essere donna

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Ciao a tutti! Sono un allegro squilibrato che ogni 10 o 25 del mese prova a togliersi la vita. Prima di farlo annoto su un foglio i miei pensieri, ripromettendomi che se esce un buon articolo rimando il suicidio alle due settimane successive. Se dovrò restare vivo tanto vale rompere le scatole, no?? Questo è lo scritto di ieri.

Negli anni ’90 andavano molto di moda i film comici dove il protagonista, in seguito ad alcune vicissitudini, finiva a cambiare drasticamente aspetto o a ritrovarsi suo malgrado con un corpo diverso: uomini che si vestivano da donne, bambini che si ritrovavano adulti dall’oggi al domani, bambini che diventavano cartoni animati, ecc.

Essendo io un essere spregevole cinico e infame come potrei mai essere se dovessi ritrovarmi ad esempio in un corpo da donna dall’oggi al domani senza neanche il tempo di premeditare l’operazione? Se fossi donna sarei la persona più felice del mondo.

Se fossi donna non mi dovrei impegnare per ottenere un ruolo sociale e mantenerlo nel tempo perché anche senza esibire un titolo di studio, certificato o attestato, per la società sarei sempre e comunque una “troia” qualificatissima.

Se un uomo per allontanare le donne deve acquisire una pancia consistente e non rischiare di entrare in palestra nemmeno per sbaglio, per una donna basta ottenere un volume notevole per circa nove mesi e da quel momento è garantito che la vorrà fuori dai piedi anche il datore di lavoro.

Ci sono religioni che vorrebbero la donna illibata e promettono settantadue vergini se in vita ti comporti bene. E credo non ci sia modo migliore per incoraggiarti ad essere un bastardo che prometterti settantadue signorine prive di qualunque idea di cosa possa piacere ad un uomo. È come dire a Steve Jobs che troverà settantadue computer Windows già lenti e bloccati per loro stessa natura. Chiaro che poi uno nel migliore dei casi organizza attentati, come dargli torto?

Una donna però ha sempre un buon alibi nel caso l’arrestassero per aggressione: “Lei è accusata di violente percosse, disturbo della quiete, stalking aggravato, guida in stato d’ebbrezza, minacce, vilipendio, offese a pubblico ufficiale e incendio doloso!”. “Avevo il ciclo.” “Prosciolta!”

Ma se sei donna e passi sopra con la macchina a quel bastardo del tuo ex, puoi sempre spacciarlo per un incidente, dopotutto “donna al volante è pericolo costante”. Qualora il giudice avesse problemi ad accettare il tuo movente prendi sotto anche lui e vedrai che il prossimo avrà buoni motivi per non dubitare della tua buona fede.

Essere donna ha anche altri vantaggi. Devi aprire una birra e non hai il cavatappi? Avvicina la bottiglia agli slip e puoi sfruttare le “risorse” gentilmente offerte da madre natura! Certo col “cavatappi in carne” c’è sempre il rischio che la schiuma vada dentro ma se ci si abitua a estrarre fuori “il tutto” in modo rapido e tempestivo potrebbe tornarci molto utile soprattutto in occasioni meno vestite!

Se sei italiana e fai l’astronauta la violazione della privacy non sarà un tuo problema o almeno fino a quando un Presidente del consiglio non inizierà a chiamarti a qualunque ora del giorno. Da quel momento sarai in tutti i giornali nonostante poco prima contassi meno di un portaborse e tutto questo solamente per futile e becera campagna elettorale.

Una donna avrebbe il mondo in pugno, se non fosse così impegnata a cercare il consenso in una società che la calpesta di continuo e potrebbe davvero ottenere un ruolo importante se solo si dimenticasse di compiacere i maschi.

Nel momento in cui che se ne sbatterà di ciò che la società si aspetta da lei probabilmente il sistema collasserà del tutto e il giorno che accadrà sarà lo stesso in cui l’astronauta esordirà in una chiamata col premier con un bel “Io starei lavorando, che ne dici di toglierti di mezzo?”

Quando arriverà quel giorno? Fate pure con calma.

L’editoriale finisce qui e l’appuntamento è fra qualche settimana sempre se rimango in vita.

Per insulti, offese e minacce o per regalarmi una sedia e corda commentate qui sotto.

 

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Chi lo ha scritto

Simone Toffoli

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Nato in Friuli nell'84 iniziò fin dall'infanzia il suo percorso verso la malattia mentale. Le sue ambizioni più forti sono scrivere, raccontare storie e venirvi a rubare in casa causando inutili disagi. Ama la satira, la musica dirompente, la lettura, la radio e qualunque forma di arte atta a stravolgere gli schemi e a mettere in discussione la morale comune. Dicono di lui: “Del tutto incapace ma capace di tutto” (I suoi professori delle medie), “Braccia rubate all’agricoltura” (I suoi professori delle superiori), “L'apostrofo rosa fra le parole ti e fucilo.” (Il suo migliore amico), "Ehi, stavo scherzando metti via quel coltello!" (Il suo migliore amico qualche minuto dopo.) Odia la razza umana e vive in una zona molto degradata di camera sua che gli fornisce abbondanti emozioni e voglia di armi di distruzione di massa. È una persona disturbata e fuori controllo. Denunciatelo.   Contatti: toffoli_simone@yahoo.it

4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Superrrr

    Vieni qui, ti stiamo aspettando! Dai uomini fatelo un annetto da donna *-* divertiamoci insieme

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  2. fabiola

    sono una donna ho letto con grande interesse cio che hai scritto…..trovo che sia veritiero ironico esilarante e che tu abbia una ipersensibilita molto accentuata complimenti….si capisce che sei una persona colta e che il tuo apparente cinismo dia un tocco di eleganza ai tuoi pensieri….per favore fammi leggere altro anche se capisco perche vuoi abbandonare questa vita povera di gente che legge e scrive e si mette a nudo

    Rispondi
  3. Viviana Alessia

    Smone non sbaglia un colpo nel descrivere le situazioni di vantaggio di cui le donne possono godere nella nostra società di pari che pari sono come l’ uno e il tre. È vero che i reati femminili godono generalmente di più comprensione e pietas:sarà perché la donna la vedi sempre o madre o moglie o sorella o figlia di cui conosci le fragilità. Perciò la pietas non può mancare.
    È vero che le donne generalmente e purtroppo non hanno bisogno di farsi il cosiddetto mazzo per affermarsi nella società, ché tanto la società penserà sempre che sta sugli scranni per doti di nota natura. E non veniamo a dire che , sempre generalmente, il deprecato pregiudizio le donne non se lo siano cercato in lungo e largo, almeno fin qui.
    È vero che anche nel lavoro le donne mettono in primo piano l’ obiettivo poco edificante e assolutamente privo di quoziente intelletivo di compiacere i maschietti vicini e lontani. Ma chi può metter la mano sul fuoco che questo non sia una sua struttura psichica peculiare e pertanto incoercibile? Ma quando mai una donna non vuol sentire su di sé lo sguardo ammirato e magari voglioso del maschio o non vuol udire le calde e magari ammiccanti complimentazioni per l’ operato svolto? Ma dai, volendo qualcosa di diverso da questo saremmo sulla strada dell’ assurdo, del fuori luogo, dell’ egualitarismo velleitario ed ingenuo.
    Io credo che non si troverà nessun povero diavolo disposto a metter la mano sul fuoco, anche dietro cospicuo risarcimento, nella scommessa che le donne vorrebbero e potrebbero infischiarsene di compiacere l’ universo maschile. Tanto meno io penso che mai troveremo una donna disposta alla fatale scommessa: ci si conosce e capisce fra noi anche fin troppo bene, via!
    Non per esser pessimisti e antifemministi, ma quando mai potrà accadere che una pulzella anche se capace e sveglia manderà al diavolo il suo adulatore? La vanità, nel senso letterale di vuoto di sé se il sé non trova esterno consenso, non manca al maschio, figurarsi alla femmina!
    La società calpesta la donna? Sicuro. Tuttavia la donna in corsa non se ne duole affatto e va dritta per la sua strada continuando imperterrita a sciorinare fascino e bel garbo: magari lontanissimo e in altissimo non arriverà; l’ importante è esserci ed essere estesamente visibile. Strada facendo penserà ben lei a cucinare a modo suo chi non le garba, chi non l’ ha apprezzata, chi manco s’ era accorto di tanto fulgore perché aveva il suo bel da fare. Eh, via! Da quando in qua una donna in carriera non sa menar fendenti peggio che i Cavalieri del Santo Sepolcro? Non bastasse la lingua chilometrica e viperide in dotazione al gentil sesso, c’ è tutto l’ arsenale di calunnie, frottole, insinuazioni di cui solo le gentilissime scalatrici son dotate. Suvvia, non possiamo negare l’ assoluzione o perlomeno la comprensione verso una società, che ha avuto per troppi anni sotto gli occhi le giravolte delle arrampicatrici, se le va a giudicare arrivate allo scranno per meriti riferiti alle porcilaie, come ci illustra Simone, più che ad illustre capacità ed ingegno.
    Le donne avranno posti importanti solo se manderanno a quel paese gli uomini? Ovvio proprio perché sono generalmente gli uomini a gestire posti, posticini, spintoni e spintarelle per arrivare al posto. In genere , se al posto ci piazzano una donna, sanno ben loro cosa far cucinare e ricamare alla nuova arrivata.
    Ma… Spes ultima dea! E allora io credo e spero cordialmente che il domani ci porti una donna coi fiocchi, che mette i tacchi molto a spillo solo per sé stessa e che non esiterà un sol secondo ad infilzare di tacco il zuzzurellone che pretende di usarla come un puparo. Sarebbe un bel giorno per tutti. Non ci saranno, a mio modesto avviso, sconvolgimenti planetari e abissali: ci sarà semplicemente una persona che va oltre quello stupido limite che c’ è e che è in grado di ringhiare come un mastino, senza piu’ arrampicarsi a moine e sorrisini vacui, la fatidica frase che sovente usa con le sue simili: ” Fatti in là, verme dei miei stivali, so far da me. Tu vai a casa tua a dettar compitini a tua moglie , tua sorella, tua madre, tua figlia. Con te non ho niente da spartire perché con te io non ho mai mangiato né bevuto, né scaldato lenzuola. Non ti basta la ramazzata a voce? E va bene: te lo metto nero su bianco sulle terga: vaf……………………………………………..……………………………………..!
    Bella giornata, da aggiungere alle ormai consunte giornate della donna, della mamma, della nonna & c.

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