Nick Cave ritorna con il documentario “One more time with Feeling” e un nuovo album

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Di nuovo davanti ad un piano, davanti alla cinepresa, davanti allo specchio

La maggior parte di noi non vuole cambiare veramente.
In effetti, perché dovremmo?
Ciò che inseguiamo è una specie di variazione
dal modello originale
Proviamo sempre ad essere noi stessi
versioni migliori di noi stessi,
o almeno così ci auguriamo
ma cosa succede quando un evento è così catastrofico
da cambiarci completamente?
Ci trasformiamo in persone sconosciute
Così ci guardiamo allo specchio,
riconosciamo la persona che eravamo,
ma ora dentro la nostra pelle vive un’altra persona.”

 

E’ così che Nick Cave nel trailer del film documentario ”One more time with Feeling” del regista Andrew Dominik in uscita nelle sale il 27 e 28 Settembre, ci sussurra una verità incredibile e ci introduce musicalmente in quel buco nero senza fine che è il lutto, lo sconforto, la perdita di Arthur, il figlio quindicenne, caduto da una scogliera nei pressi di Brighton nel Luglio 2015.

Perché sì, inizialmente il film , presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, era stato pensato come ripresa di una performance, per anticipare l’uscita del nuovo (il sedicesimo) album di Nick Cave and the Bad Seeds, Skeleton Tree. Ma il progetto è andato ben oltre e si evoluto in qualcosa di molto più significativo quando ha iniziato a scavare nel tragico contesto della scrittura e delle registrazioni dopo quanto accaduto.

Cave e Dominik avevano già incrociato i loro percorsi artistici nel 2007 quando il cantautore compose la colonna sonora de L’assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, dove Cave ricoprì anche un cameo. L’amicizia che li lega, crea l’ empatia necessaria per affrontare questo dolore, che non si sposta e rimane lì a macerare, tra una nota di piano e una sigaretta accesa.

Nick Cave aveva già preso parte alle atmosfere cinematografiche, partecipando al film Il Cielo Sopra Berlino di Wim Wenders ed era stato già protagonista del docufilm a lui dedicato 20000 Days on Earth. One more time with feeling ha però un movimento diverso: le performance live del gruppo si intrecciano a interviste e riprese di Dominik, accompagnati dalla narrazione intermittente e dalle considerazioni estemporanee di Nick Cave in uno stile fotografico, volutamente celebrato dal bianco e nero e dal 3D, che non lascia scampo alle sfumature, ma genera ombre e malinconia.

Non è quindi un semplice documentario, ma una potente riflessione esistenziale, un’operazione a cuor aperto che dal vuoto crea e l’atto della creazione musicale è il segnale più evidente di una vita che deve andare avanti, nonostante tutto. In questa atmosfera  Skeleton Tree prende corpo canzone dopo canzone.

L’album è uscito ufficialmente il 9 Settembre e segue di 3 anni il precedente Push The Sky Away. É distribuito da Bad Seeds Ltd. etichetta di proprietà dello stesso artista australiano e contiene otto intense tracce.

Il primo pezzo dell’album , Jesus Alone, è un chiaro messaggio claustrofobico, intimista e austero di solitudine nei confronti di un Dio che non c’è più (c’è mai stato?). O più semplicemente è un ammiccante gioco di parole in un anomalo francesismo, che sempre di solitudine parla.

 

 

Poi c’è Rings of Saturn, che sottende atmosfere eteree e spaziali e ancora i cori, il superbo gioco Sinth/Piano e il parlato straziato in Girl in Amber dove la sua voce ci accompagna nella verità definitiva “And if you want to bleed, just bleed”.

Mentre il disco si conclude con Skeleton tree, che suona come un pulito lunghissimo saluto che chiude il cerchio,“And it’s all right now”, un leggero soffio di luce in un tunnel buio e infinito.


Contemporaneamente all’uscita ufficiale di Skeleton Tree è stato rilasciato il nuovo video del secondo singolo ufficiale, intitolato I Need You. Melodia epica. Pelle d’oca assicurata.

 

 

Il nostro poeta in nero, che nella tenebra è sempre vissuto, che nei suoi profondi echi baritonali si è sempre mosso con disinvoltura, ha cercato di andare nella direzione opposta con questo documentario e con l’intero raffinatissimo album, in un atto disperato e coraggioso, di superare e di far uscire il suo notturno alla luce del sole.

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