ERRATA CORRIGE: La fine dell’estate è un pessimo periodo

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Vi avevamo raccontato di quanto fosse meravigliosa la fine dell’estate, ecco, ci siamo sbagliati. Alla prova dei fatti l’arrivo dell’autunno è, come sempre, una cocente delusione. Ecco smontate una per una tutte le nostre aspettative.

1) I tempi sono stretti
Signora mia, con sta crisi quel giorno arriva fra trent'anni

Signora mia, con sta crisi quel giorno arriva fra trent’anni

Il ritorno dei figli a scuola e il riprendere delle varie attività extrascolastiche ha avuto un solo effetto: adattarsi in fretta e furia agli orari imposti dalle attività dei figli. In pratica la giornata si risolve con : sveglia, sbrigati! prepara la cartella: sbrigati! sta per suonare la campanella: sbrigati! [... otto ore dopo]  bisogna andare a judo (tennis, basket, nuoto, ginnastica, danza, arrampicamento, inglese, chitarra, voodoo…): sbrigati! presto che è ora di cena: sbrigati! mangia: sbrigati! preparati per andare a letto: sbrigati! devo studiare geografia, allora sbrigati! hai finito? sbrigati! lavati i denti: sbrigati! buonanotte! (e ora bisogna sbrigarsi a svolgere le faccende domestiche, prima che ci abbandonino le ultime energie). Poi ci si stupisce che i bambini siano già ansiosi.

2) La giornata è scandita da ritmi non scelti da noi

I ritmi imposto dalla città sono gli stessi per tutti, per cui si è tutti in fila alle 8 per andare a lavorare e/o per portare i figli a scuola, poi si esce e si sente la necessità di svolgere qualche attività tipo la palestra (in settembre ci si va, perché si è appena pagato l’abbonamento annuale, ma tranquilli che in ottobre si smette) o il corso di patchwork o quello da sfoglina o da cuoco vegano o quello di autostima o quello per il suicidio assistito. Se si hanno figli poi si salta da un luogo all’altro e l’unica attività che si svolge durante il giorno (a parte le ore di lavoro) è quella, non retribuita, di tassista.

Ore di macchina, ore di fila, piatti di plastica, odori forti, afrori...però i cieli autunnali hanno colori stupendi

Ore di macchina, ore di fila, piatti di plastica, odori forti, afrori…però i cieli autunnali hanno colori stupendi

3) Nuove file

La tentazione di gite fuori porta con destinazione sagre paesane dove si mangia unto in piatti di plastica ha il risultato auspicato solo dalla potente lobby dei petrolieri: lunghe smacchinate nel traffico suburbano per arrivare in luoghi pieni di gente in cui ci si muove in massa come zombi e per mangiare occorre affrontare nuove interminabili file. Insomma sempre in fila, robe da rimpiangere il periodo del servizio militare.

4) Sempre tra noi

Ma chi l’ha detto che gli insetti scompaiono? Rispetto all’estate la temperatura si abbassa, ma non di molto. In compenso a causa di intermittenti pioggerelline aumenta l’umidità: praticamente il clima ideale per pappatacei, zanzare tigre, cimici…

5) Il campionato è già finito

Non si è fatto in tempo a cominciare il campionato, ad appassionarsi per i nuovi acquisti e le promesse delle nuove proprietà che, guarda un po’, la solita Juventus il campionato lo ha già vinto. La cosa migliore sarebbe cucirle un nuovo scudetto sulla maglia e ricominciare le olimpiadi, che in agosto sì che ci eravamo tanto divertiti con tiro a volo, sciabola, beach volley, inseguimento a squadre, dressage, rugby a sette femminile…

6) E adesso cosa mi metto?
Ordinato è chi ordinato fa (Forrest Gump)

Ordinato è chi ordinato fa (Forrest Gump)

I saldi sono finiti (come i soldi spesi durante le vacanze) e il clima è ancora estivo. Ma attenzione: alla mattina e alla sera fa freschino, ogni tanto passa un acquazzone, e nel pomeriggio ci sono le stesse temperature che ci sono in agosto. Non resta che vestirsi a cipolla, cosa che non impedirà di farci trovare impreparati, sudati o raffreddati ad ogni sbalzo di temperatura.

7) Il temutissimo cambio dell’armadio

Le temperature comunque si abbassano piano piano fino ad assestarsi in un eterna mezza stagione per la quale t-shirts e leggins non basteranno più. Presto arriverà il momento in cui non si può più rimandare il temutissimo cambio dell’armadio, quel momento in cui scopriremo una volta di più che non abbiamo niente di bello da metterci per la nuova stagione e realizzeremo quanto ci vestivamo di merda l’anno scorso.

8) Restano i lamentiuomo solo

Dai social sono scomparse le foto di piedi e libri, e questo è un bene. Ma con cosa le abbiamo sostituite? Gattini, cibo, cibo, gattini e ancora gattini e cibo. A parte le foto, la maggior parte delle cose che si leggono sono i ripetuti lamenti sulla nostra triste vita, sulla tristezza del lavoro e della mancanza del lavoro, sulla tristezza della vita di coppia e della solitudine dei single, sul che palle non ho tempo e che noia non so cosa fare. Sempre e solo noiose lamentazioni. Ma la colpa, ovviamente, è sempre e solo dei poteri forti, dei politici che rubano, dell’euro, di quello stronzo/a dell’ex … Poi dice che uno finisce sempre su youporn.

9) …e i sapori dell’estate?

Abbiamo ripreso a mangiare quelle buone unte e saporite, dolci e burrose, sintetiche e improbabili. Ecco dopo due settimane di settembre già rimpiangiamo i pomodori che sapevano di pomodoro, le pesche del contadino,  le melanzane dell’orto, il melone e il cocomero, i peperoni gialli, rossi e arancioni… i sapori veri che ti davano l’idea di mangiare qualcosa che ti facesse bene e che era davvero naturalmente buono, insomma tutti i sapori dell’estate (compreso quel mojito ghiacciatissimo preparato con la menta appena raccolta).

10) Al cinema, già il cinema (e anche il resto)

Ma non avevamo detto che era bello tornare a vedere nuovi film al cinema? sì, ma se durante la settimana non c’è tempo e comunque alla sera ci addormenteremmo (schifosamente), se nel week end salta sempre fuori qualcuno che ci trascina dopo interminabili smacchinate alle temutissime sagre, agli irragiungibili agriturismi, a passeggiate in luoghi improbabili… quando ci resta il tempo per un cinema, un libro, una serie TV, un meritatissimo cazzeggio?

Una vita di corsa, come se l'obiettivo ultimo fosse addormentarsi sul divano

Una vita di corsa, come se l’obiettivo ultimo fosse addormentarsi sul divano

11) Finalmente a casa?

Chi aveva scritto “Finalmente a casa” dove vive? con chi vive? E’ tristemente solo o vive con una donna che recrimina sui mali della vita o con un uomo in tuta e ciabatte che ciondola dal divano al cesso col telefono in mano? Ha un cane da portare fuori quando è ancora buio o piove o un gatto che serve solo a sottolineare che non lo caga nessuno? Casa è dove c’è sempre qualcuno che rompe i maroni o dove non c’è nessuno con cui lamentarsi? Ah, si vabé, è autunno, stiamo in casa… per fortuna che c’è il wi-fi e possiamo condividere quello che non facciamo o guardarci qualcosa in streaming. Ma questo d’altra parte potevamo farlo anche in estate. Ah, sì, ecco, perché in realtà una stagione vale l’altra e il cambio di stagione porta come unica novità il rimpiangere una stagione già passata.

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