“Alieni in Safari”

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Poesia e fotografia scaturite dalla stessa prospettiva, la visione di Caterina Davinio di luoghi apparentemente esotici, abitati da persone immortalate in versi e immagini che permettono a chi tiene tra le mani questo testo (1) di fare un viaggio straordinario, in qualche modo fantascientifico, come evoca lo stesso titolo: Alieni in safari.

L’essenza di un percorso che si dipana da un concetto trasversale ai versi e agli scatti: la scoperta di una parte di sé attraverso l’osservazione degli altri che, in questo caso, sono popolazioni ricche di valori umani, intercettabili in una ruga o in uno sguardo.

Caterina Davinio, dunque, realizza l’inconscio desiderio di ogni lettore-fruitore del mondo, trovare la strada verso casa, la quale non è quella in cui si nasce o si vive, ma quella ideale, racchiusa in crude sottigliezze espressive agli antipodi del globo o anche oltre, in cui gli alieni svestono i modi effimeri della fugacità indotta per ritornare ad essere umani.

In bianco e nero sono le fotografie, e non si tratta di una mera scelta estetica. Il bianco e il nero si contrappongono metaforicamente, riflettono la realtà e chi la osserva. Il lettore è quindi continuamente a un bivio: “Sono lontano o vicino al soggetto ritratto nelle immagini?”.
Nel volume, le fotografie si trovano materialmente raggruppate al centro, come una sorta di ponte tra parole che, potenti, sorreggono e puntellano la struttura laddove i piloni mostrano delle crepe.

Il ghepardo pallido

Tra sterpi sbiancati
Scivola un’ombra chiara
O s’immagina solo
C’è
E non v’era
E forse era
Eppure,
Il verde è quasi secco
La polvere compatta
La nube di presenze invisibili
E piccoli
Ragni d’aria, fili di nulla
Che toccano il volto,
Sfiorano la pelle
Che brucia
Sotto il cappello,
Strizziamo gli occhi
Feriti dalla luce e
Dall’essenza del luogo.

The pale cheetah

Among whitened weeds
A clear shadow slips
Or just imagination
It’s there
And it wasn’t
And perhaps it was
And yet,
The green is almost dry
The dust is compact
A cloud of invisible presences
And little
Spiders of air, threads of nothing
Caressing our face,
Touching the burning
Skin
Under our hat,
We, squinting
Wounded by the light and
By the essence of the place.

[Caterina Davinio, Alieni in safari, Robin Edizioni srl, 2016, pagine 88 e 89.]

Note

Fotografia in evidenza: Caterina Davinio, Indian Weavers, 2010
????????????????????????1. Alieni in safari/Aliens on safari
Poesia e fotografia/Poetry and photography
By Caterina Davinio
Editore / Publisher: Robin & Sons
Pagine 224 – € 15,00
Anno: 2016
Testo inglese a fronte

Suggestioni da viaggi in Africa, India, Nepal, Sud America ed Europa. Con una nota di David W. Seaman e Prefazione di Francesco Muzzioli, tra i maggiori studiosi dell’avanguardia.
Suggestions from some author’s trips to Africa, India, Nepal, South Ameri ca and Europe. With a Note by David w. Seaman and Preface by Francesco Muzzioli, among the major experts of avant-garde.

Giudizi critici:

“La vera questione non è tanto nel rapporto tra realtà e fantasia, che pure si intrecciano con grande piacere ed esiti inconsueti; è piuttosto nel modo in cui è visto
l’altrove.[...] L’India, l’Africa: il lettore saprà ricomporre la mappa e gli itinerari. E vedrà che i «venti dell’equatore» riconducono all’origine, e en passant anche a quella personale dei luoghi del vissuto. Ma quello che conta davvero, però, è la trasformazione della mente”. (Francesco Muzzioli)
“Questo safari è condotto con i mezzi più umili: immaginiamo autobus, risciò, percorsi infiniti con i sandali ai piedi. Ciò la porta a scrivere poesia che si concretizza in frammenti di parole e frasi che vagano nella pagina come inciampando, pellegrini del significato. E l’autrice aggiunge fotografie, immagini in bianco e nero che sembrano rivelare la vita intima dei paesi che visita” (David W. Seaman)

“The real question is not so much in the relationship between reality and fantasy, which also are interwoven with great pleasure and unusual outcomes; it is rather in the way the elsewhere is seen. [...] India, Africa: the reader will recompose the map and routes. And they will see that the “Equatorial winds” lead back to the origin, and, en passant, also to the personal one of the places of life and experience. But what really matters, though, is the transformation of the mind”. (Francesco Muzzioli)
“This safari is conducted by the most humble means: we imagine buses, rickshaws, endless pathways sandal-footed. This leads her to write poetry that comes together in shreds of words and phrases that straggle down the page like stumbling, dedicated pilgrims to meaning. She adds photographs, black and white images that seem to reveal the intimate life of the countries she visits” (David W. Seaman)

imagesCaterina Davinio (Born in Foggia, 1957) Writing and multimedia artist, after graduating in Italian Literature, she has worked in the field of new media with exhibitions, meetings and as a curator, in Europe, Asia, the Americas, Australia, including seven editions of the Venice Biennale and collateral events, the Biennials of Sydney, Lyon, Athens, Merida, Liverpool, Hong Kong and many others. She is one of the pioneers of digital poetry and the founder of net-poetry in Italy. Among her publications are three novels: Color Color (1998), The Sofa on the Rails (2013), Sensibìlia (2015); non-fiction: Techno-Poetry and Virtual Realities (2002) and Virtual Mercury House, about electronic poetry (2011); and the award-winning books of poetry: Serial Phenomenologies (2010), The Book of Opium (2012), Waiting for the End of the World (2012), and Deplorable Facts (2015), and Rumors & motors (2016, digital poetry).

Caterina Davinio (Foggia 1957) Scrittrice e artista multimediale, dopo la laurea in Lettere ha svolto attività espositiva, convegnistica e curatoriale con centinaia di mostre in Europa, Asia, Americhe, Australia, tra cui sette edizioni della biennale di Venezia ed eventi collaterali. Le biennali di Sydney, Lione, Atene, Merida, Liverpool, Hong Kong e molte altre. È uno dei pionieri della poesia digitale e la fondatrice della Net-poetry in Italia.
Fra le pubblicazioni, tre romanzi: Còlor còlor (1998), Il sofà sui binari (2013), Sensibilia (2015); le opere saggistiche: Tecno poesia e realtà virtuali (2002) e Virtual Mercury House, circa la poesia elettronica (2011); e i pluripremiati volumi di poesia: Fenomenologie seriali (2010), Il libro dell’oppio (2012), Aspettando la fine del mondo (2012), Fatti deprecabili (2015) e Rumors & motors (2016, poesia digitale).

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