La CycleMed. La pista ciclabile intorno al Mediterraneo

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Non basta forse un anno a compiere questo viaggio e sicuramente non basta un articolo a raccontarlo: intorno al Mediterraneo, su una pista ciclabile che costeggia il nostro mare da nord a sud da est a ovest.
La CycleMed è lunga circa 46.000 chilometri, la più lunga ciclabile del mondo, attraversa tre continenti, Europa, Asia e Africa, ventidue stati, un numero al momento non ancora calcolato di città e villaggi, alcune fra le località più belle e affascinanti del mondo. E’stata inaugurata il primo agosto scorso con una staffetta in bicicletta che ha coinvolto migliaia di professionisti e ciclisti dilettanti, è partita da Gibilterra e girando intorno al Mediterraneo è arrivata a Ceuta. Inizio e fine alle mitologiche Colonne d’Ercole.

L’Italia è l’unico paese ad essere attraversato dalla CycleMed a Est, a sud e a Ovest del proprio territorio, può infatti vantare la CycleMed Adriatica, la CycleMed Ionica e la CycleMed Tirrenica. Tuttavia chi non volesse percorrere tutto lo stivale può passare “direttamente” dalle coste tirreniche a quelle adriatiche (e viceversa) attraverso la ciclovia VenTo.

Fra le città che sono attraversate o anche solo sfiorate da Cycle Med: Genova, Napoli, Palermo, Venezia, Trieste, Valencia, Barcellona, Marsiglia, Nizza, Atene, Dubrovnik, Alessandria (D’Egitto), Telaviv, Beirut, Gaza, Tripoli, Tunisi, Latakia, Istanbul, Smirne, Tunisi, Tangeri. Fra le più belle del mondo!

Venezia

Venezia

I paesaggi che la CycleMed incontra sono (quasi) tutti i paesaggi del mondo: deserto (sahariano), pianure dorate, morbide colline, verdeggianti vallate, boschi e macchia, paesi dai bianchi accecanti e dagli azzurri degradanti, città sontuose e uniche incastonate come gemme intorno al Mediterraneo setoso o tempestoso, il più bel mare del mondo.

Se possa essere più affascinante una calle veneziana o un caruggio genovese, la Plaka di Dubrovnik o quella di Atene, il Souk di Tunisi o il Souk di Istanbul, la Tripoli Libanese o quella Libica, la Basilica di San Marco o la Basilica di Santa Sofia chi può dirlo? Chi può dire se sia più gustosa la parmigiana fatta in Sicilia o quella pugliese o la Moussaka greca, il GyrosPita greco o il Kebab turco, il cous cous tunisino o quello che si fa in Marocco, la paella valenciana o quella di Barcellona, la bouillabesse francese o la zuppa di pesce italiana, le crepe francesi o le palacinche croate?

Dubrovnik

Dubrovnik

I sapori, i profumi, i colori, gli odori, i suoni e anche la musica si assomigliano, si inseguono, si scambiano, si intrecciano, come le fisionomie, come le architetture, come tradizioni e memorie di un passato comune intorno al nostro mare.

E’ più suggestiva l’alba sul Bosforo o il tramonto a Gibilterra?

E’ più rigenerante tuffarsi dalle scogliere del Peloponneso o immergersi nelle piscine naturali della Puglia, abbronzarsi al sole della mondana Costa Azzurra o rosolarsi sulle spiagge bianche di El Alamein?

Piscina naturale a Roca Vecchia. Puglia

Piscina naturale a Roca Vecchia. Puglia

Bellezza, piacere, desiderio sono coordinate che ognuno forma nell’infanzia in base alle proprie inclinazioni e al proprio vissuto, coordinate su cui parametriamo ogni esperienza successiva, che ci apparterranno per sempre e a cui saremo per sempre legati. Percorrendo questa magica strada intorno al mare nostro potremo trovare alcune risposte, forse porci nuove domande, magari scoprire qualcosa di sconosciuto persino in noi stessi.

Io ho amato e amo lunghi tratti di questa ciclovia. Ho la Puglia nel cuore fin da bambina, colori accecanti i blu del mare, i rossi della terra, il verde degli ulivi, bellezza indimenticabile e sapori sontuosi, profumi densi e il frinire delle cicale. Amo la Grecia e il suo mare di cristallo che canta il proprio passato potente e ormai vinto. Amo la Croazia che regala il proprio suggestivo tramonto annunciato dal concerto per organo del mare sul lungomare di Zara, un’esperienza unica, indimenticabile e irrinunciabile. Come non amare la superba Costa Azzurra e il suo seducente incanto di luci e ombre?

Grecia. Mediterraneo

Grecia. Mediterraneo

Fra tanta ineffabile meraviglia le suggestioni più forti si scoprono percorrendo la CycleMed a sud del Mediterraneo, fra Asia e Africa, laddove le guerre hanno lasciato cicatrici ancora infette di rabbia. L’arrivo di turisti in bicicletta, bisognosi di tutto perchè hanno le mani “vuote” come chi li accoglie, fa scattare una gara di solidarietà. Ai cicloturisti i bambini si avvicinano non per chiedere, ma per offrire: sorrisi, mani, frutta, acqua.

Percorrere la CycleMed è un’esperienza di viaggio irripetibile, come la Transiberiana in treno, o le vie Francigene a piedi. Non solo la CycleMed è la più lunga pista ciclabile del mondo, ma per la sua realizzazione sono stati piantati un milione di alberi lungo il percorso, quasi tutti da privati a cui la Bikers for Peace, ONG che ha concretizzato il progetto grazie a un crowfunding e ora lo gestisce, ha dato l’autorizzazione e un attestato di merito per aver contribuito alla realizzazione. In Francia l’asfalto che riveste la CycleMed è costruito con tecnologia fotovoltaica e produce l’energia che alimenta la rete di illuminazione e di telecamere di sicurezza e le infrastrutture che la completano: BikesBreak, camping, ostelli, punti di ristoro vari di cui la CycleMed è punteggiata. Un modello di mobiità sostenibile da copiare e moltiplicare.
Si prevede che la CycleMed nei prossimi anni potrà attirare dai 4 ai 6 milioni di turisti all’anno distribuiti inizialmente in maniera disomogenea, ma col tempo sempre più uniformemente lungo tutto il percorso a Nord come a Sud. Questa forma di turismo, sostenibile ed etico, potrà dare un’importante stimolo ed impulso all’economia locale di tutti i paesi e le regioni coinvolti. In Europa un chilometro di ciclabile turistica infrastrutturata produce un indotto che va dai 100.000 ai 300.000 euro all’anno, l’indotto di questa pista cicloturistica potrebbe avere un impatto a due cifre sul PIL di molti paesi che attraversa.

Francia. Mediterraneo.

Francia. Mediterraneo.

Dalla CycleMed non è visibile, ma merita un cenno: più a Sud nel deserto, a cavallo dei confini fra Libia, Tunisia e Algeria, esiste un’area estesa quanto la Sicilia che è occupata dalla più grande centrale fotovoltaica del mondo. Il deserto ha il sole tutto l’anno, il petrolio sta finendo, l’unica risposta ai cambiamenti climatici sono le energie rinnovabili. Quando questa centrale, che occupa circa 25000 km quadrati di deserto, entrarà in funzione a pieno regime fornirà energia pulita ed etica a Libia, Tunisia, Algeria e Marocco che hanno partecipato all’impresa insieme a diverse banche etiche, finanziatori privati e fondazioni senza fine di lucro. Per intenderci FMI e banche di affari, ovvero chi specula sul debito, sono rimasti fuori dai giochi, non ci si può arricchire sui bisogni delle persone è stato il criterio guida e l’obiettivo di chi ha compiuto questo grandioso progetto.

La CycleMed è la realizzazione del sogno di pace in molte terre troppo a lungo martoriate dalla guerra ed è una sfida a chi quelle guerre ha ispirato, fomentato, alimentato. Contro ogni guerra la bicicletta è simbolo e metafora: nessuna guerra è stata fatta in bicicletta, nessuna invasione, nessuna violenza.

Tramonto a Zara (con concerto di organo del mare).

Tramonto a Zara (con concerto di organo del mare).

Purtroppo la CycleMed non esiste. Non esiste se non in questo “reportage” e nei miei desideri di ciclista e di essere umano che sogna la pace in tempi i cui spirano mefitici venti di guerra e di morte proprio sul nostro Mediterraneo. Eppure questo è un sogno possibile.
Anche la Centrale fotovoltaica nel deserto non esiste. Eppure anche questo è un sogno possibile.

Nel 2024 i primi uomini potrebbero arrivare su Marte. Saremo in grado entro quella data di pacificare tutto il Mediterraneo e realizzare una pista ciclabile intorno ad esso? Saremo in grado di piantare intorno al Mediterraneo un milione di alberi contro il consumo del suolo, il dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici? Saremo in grado di immaginare e realizzare progetti per un futuro ecosostenibile ed eticosostenibile, come una Centrale fotovoltaica nel deserto per illuminare tutto il Nord Africa ed emanciparci dal petrolio, il cui consumo ha portato solo conflitti e inquinamento? SI PUO’ FARE! Si deve.

Bicicletta. Simbolo e metafora.

Bicicletta. Simbolo e metafora.

Nota: Parte di questo immaginario viaggio intorno al Mediterraneo è comunque realizzabile seguendo EuroVelo8, un itinerario lungo piste ciclabili esistenti o in fase di progettazione e realizzazione dedicato all’esplorazione della costa Nord del Mediterraneo, partendo da Gibilterra e arrivando ad Atene. http://www.bikeitalia.it/eurovelo-8-litinerario-del-mediterraneo/
La Ciclovia VenTo, da Torino a Venezia, è invece realtà e il prossimo settembre partirà il primo VenTo Bici Tour.

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