11 motivi per (NON) andare in crociera

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Siete mai stati in crociera? Credete che vi piacerebbe andare? Pensate che non lo fareste mai? Beh, state pronti a ricredervi in entrambi i casi. Perché il viaggio in nave nella modalità crociera può piacere o non piacere, ma non lascerà indifferenti. E soprattutto non si presta a giudizi oggettivi. Come l’ottimismo o il pessimismo e la vecchia storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. La domanda è mal posta. Quello che occorrerebbe sapere è quanto liquido contenga quel bicchiere, ma nessuno lo dice mai. Perché ci sono unità di misura per i liquidi, ma non per i bicchieri. Che possono essere piccoli, medi e grandi, addirittura molto grandi o molto piccoli. Non è il fatto che sia mezzo pieno o mezzo vuoto che conta, è la dimensione del contenitore. Se, ad esempio, siete estremamente assetati e vi offrono dell’acqua in un bicchierino di quelli che danno gratuitamente col caffè e pieno solo a metà, il problema non sarà se è mezzo pieno o mezzo vuoto, ma che la quantità d’acqua in esso contenuta è giusto un sorso e che quindi, per quanto siate ottimisti, non è sufficiente a dissetarvi.

Perché questo preambolo? Perché nella crociera è la stessa cosa: quello che può far decidere qualcuno a rinunciare a questo genere di viaggi e vacanze, può spingere altri a intraprenderle. Quindi lo stesso motivo che può essere valido per qualcuno per non partire, sarà la spinta per altri.

Sinfonia_MSC

Sinfonia_MSC

Prima di procedere, ci tengo a sottolineare il fatto che questo articolo è stato scritto l’8 e il 9 agosto 2016, dalla mia cabina con terrazzo sita al piano 9 dalla MSC Sinfonia. Dopo soli 2/3 giorni di navigazione, mi sento in grado di indicare gli 11 motivi per cui suggerisco di non andare in crociera, che poi possono essere letti come motivazioni interessanti per decidere di sovvertire tutto e prenotare un viaggio per mare. Come sempre l’ordine è casuale e il giudizio completamente arbitrario.

1 – Ho letto “Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace.

Io l’ho letto, (La pagina della Cover Writer) mi è piaciuto e devo dire che, dopo averlo terminato, ero sinceramente convinta che mai e poi mai sarai salita su di una grande nave, di quelle giganti, immense come un intero quartiere. Condivido che l’idea di essere obbligati ad andare e stare dove altri ti portano può far sentire spaesati e depressi. Ma garantisco che invece sapere che qualcuno vigila sempre e porta la nave in giro per il mare, che tu non devi preoccuparti di nulla, se non di scendere e salire prima che la nave salpi, che una volta a bordo, nessuno può obbligarti a fare nulla, fa sentire leggeri, rilassati e senza responsabilità.

2 – Temo il mal di mare.

Io ero sicura di non soffrire il mal d’auto o il mal d’aria. Ma il mal di mare? Voglio dire, se non sei mai salito su una nave e non sei mai stato in navigazione in mare aperto, non lo puoi sapere. Puoi solo immaginare.  Le uniche volte in cui mi ero trovata in mare anche a dormire, non avevo avuto problemi, ma mi trovavo a pochi metri dalla riva. Oggi dopo 3 notti in mare e 8 pasti a bordo, devo ammettere che non ci si accorge nemmeno di essere in movimento. Nemmeno ora che è notte e procediamo fra le isole greche piene di luci e io scrivo questo articolo dal mio terrazzo, sotto uno spicchio di luna e qualche stella.

3 – Ho studiato sociologia (antropologia, psicologia …).

Se come me avete studiato scienze sociali, potreste pensare che sia sbagliato mettere tante persone che non si conoscono in un luogo chiuso (dalla nave, per quanto piena di spazzi aperti, non si può scendere a proprio paicimento. Occorre che sia ferma e ormeggiata). Certo quando si pensa all’alta concentrazione di persone di età, sesso e provenienza differenti ci si chiede come sia possibile che non si scatenino risse o semplici battibecchi. Credo che sia perché siamo tutti lontani da motivi di stress lavorativi e quotidiani, c’è cibo e spazio per tutti e soprattutto: sulla nave non ci sono auto e relativi problemi di traffico e parcheggio.

4  – Si mangia in continuazione.

È vero che in nave bar, caffè e ristoranti sono aperti 20 ore su 24, che si mangia bene e che c’è molta scelta. Però nessuno ti obbliga. Quindi lamentarsi in questo caso è inutile e controproducente.

5 – Si visitano molte località in poco tempo.

La nave va, è anche il titolo di un film di Fellini. Una volta salito vai con lei. Il pomeriggio parti dall’Italia, il mattino dopo sei in Dalmazia e già all’ora di cena entri nelle acque territoriali di una nuova nazione. Certo dovessi visitare Roma o New York in 6 ore mi spiacerebbe, ma questa modalità può essere un’opportunità per vedere piccole città di mare distanti fra loro. È chiaro che Santorini in 4 ore è una gita un po’ affrettata. Come preparare la maturità sul Bignami. C’è chi però è stato promosso a pieni voti. Onestamente, dovessi fare un’altra crociera, controllerei meglio il tempo a disposizione per ogni sosta.

6 – Il mare si muove anche di notte e non si ferma mai.

Qualcuno ama guardare il fuoco scoppiettante. Dicono che faccia compagnia e tenga allegri e sereni. Qualcuno ama l’inverno, il freddo, stare in casa e godersi il proprio divano. C’è invece chi non è così. Per me il caldo e il mare sono il massimo dello star bene: guardare verso l’orizzonte, fissare il mare aperto, senza ostacoli col suo rumore regolare come il respiro di un bambino che dorme, mi placa. Mi fa tornare a respirare. Olia i miei pensieri. E quando la notte si è coricati nella propria cabina con i vetri spalancati, stesi in un comodo letto, il leggero rumore dei flussi, il lieve dondolio e le onde che vanno e vanno senza mai raggiungere nulla, trasmettono l’idea di essere in un intervallo infinito. Perché vai, vai, vivi nel rilassante movimento marino ma ti senti fermo nel tempo.

7 – La nave è immensa.

Pensate ad un treno, un treno lungo come una Freccia Rossa. Poi pensate di metterne 10 o 12 uno di fianco all’altro. Dopo questo primo strato incominciate a a salire creando strati fino a raggiungere i 15 piani. Questa è la dimensione di una nave da crociera gigante, come quella in cui mi trovo. Non so, ma a me piace. Mi provoca un senso di metropoli che galleggia, dove c’è sempre un posto mai visto da esplorare. Puoi decidere di correre nei corridoi quando sono deserti, per esorcizzare il ricordo di Shining o prenderti un caffè al bar italiano. E se ti perdi … puoi arrivare all’ultimo piano, sul balcone più alto e goderti il panorama. E trovi sempre qualcuno che gentilmente ti dà indicazioni per rincasare.

8 – C’è personale internazionale.

Quante persone avete conosciuto fino ad oggi che si chiamano Sutanaya o Pranjabjed o Vitaly? Quanti di Città del Capo, Polacchi, Indonesiani, Croati, Ruandesi e Australiani, tutti nello stesso posto? Pensavate di riuscir a parlare con tutti utilizzando l’inglese? Ecco la MSC Sinfonia è veramente un melting pot di personale. In effetti ogni comunicazione viene impartita in 5 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo).  Così ci si sente capiti e al contempo lontano da casa.

 9 – Ci sono troppi passeggeri.

La crociera MSC Sinfonia può avere a bordo fino a 2.200 passeggeri e ha circa 800 fra uomini e donne imbarcate come personale. In effetti siamo tanti. Ma, come si diceva nei punti precedenti, la nave è immensa e non senti mai il senso di sovraffollamento se, come capita a me e alle mie figlie, vuoi farti sostanzialmente gli affari tuoi. Poi se il personale è internazionale, lo è ancor di più la schiera dei passeggeri. Ci sono più francesi, giapponesi e brasiliani che italiani. E quando vi ricapita di vedere i giapponesi in piscina? Li riconoscerete da lontano: non entrano in acqua in costume, ma completamente coperti. I bambini di ogni età hanno mute a maniche lunghe colorate (a completo, con calzoncini e magliette, spesso a grandi pois per le bimbe e tinta unita per i bimbi). Le donne hanno camiciette o abitini bianchi o chiari, sempre a maniche lunghe. Gli uomini camicie o magliette con costumi a bermuda. Tutti, uomini donne e bambini, hanno cappellini o visiere e occhiali da sole. A volte i bimbi hanno anche il salvagente e i braccioli. In questo caso l’occhiale è sostituito da occhialino da nuoto, ma la visiera para sole non può mancare. Insomma l’osservazione dei passeggeri è un’attività molto interessante.

10 – Si vive come in un villaggio turistico galleggiante.

Anche questo è vero. Ogni sera ti viene consegnato in cabina il programma della giornata successiva: ora di attracco e orario per rientrare, cosa vedrai dal lato destro e sinistro della nave mentre naviga, il cocktail del giorno, dove mangiare e bere ad ogni orario in qualsiasi momento tu avrai fame e sete, le possibili attività sportive e ricreative, le offerte del salone Jean Louis David e della SPA, l’offerta musicale e danzereccia. Il programma è certo utile, soprattutto se vuoi scendere ed essere nuovamente a bordo quando la nave salpa. Ma è indispensabile anche perché può anche indicarti cosa evitare accuratamente, come le lezioni di Cumbia con Alex e Gisele.

Blue is the new green!

Blue is the new green!

11 – Mi manca il verde.

In effetti l’unica cosa che a bordo non c’è sono le piante. Per me, però blue is the new green.

 

 

 

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Chi lo ha scritto

marina

Marina Marinda Flamigni. Donna, con occhiali e rughe d’espressione, sorriso verso il mondo e cervello in fuga da fermo. Mi interessa tutto e non mi intendo specificamente di nulla. Ho lavorato in comunità per tossicodipendenti e ho letto tutto "Infinite Jest". Maneggio male la realtà ma provo a gestirla scrivendoci sopra.

Cosa ne è stato scritto

  1. Roberto

    Punto 3, seconda riga: “spazzi” ha una zeta di troppo.
    Non lo segnalo per fare il maestrino, ma perchè questa svista suona male in un bell’articolo.

    Rispondi

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