Usciamo dal XXI secolo!!!

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Angustia vota di domenica per il referendum per uscire dal XXI secolo.

Una lunga giornata che comincia alle sette di mattina, quando aprono i seggi elettorali con le vecchiette che vanno a messa col fresco e poi fanno la passeggiata. Un modo per distrarsi e far passare la giornata.

Dopo le vecchiette vengono lunghe ore vuote e gli scrutatori in perizoma e reggiseno sbadigliano davanti a mucchi e mucche di schede intonse. Fino a mezzogiorno non si avvistano giovani. Il primo ad apparire, certo Nicolalcool, ha le occhiaie, la maglietta sporca e si muove ballando. Consegna il certificato elettorale stupito di non ricevere un bicchiere di gin in cambio. Vomita in cabina.

Prima delle nove di mattina di solito arrivano Nicolpapo e Nicolmama col figlio Nicolson, anni nove da sempre, che vogliono mostrare al loro virgulto come funziona la democrazia. Padre democratico, madre democratica, Nicolpapo e Nicolmama camminano democraticamente a piedi da casa con il certificato in mano, come fosse un’arma, sia pure democratica, e, che con lo sguardo fiducioso e sicuro, invitano gli altri ad accompagnarli in cabina. Nicolson li segue molto democraticamente con gli occhi fissi sul cellulare.

Prima dell’ora di pranzo, con l’aperitivo in mano, il cartoccio delle paste e la bottiglia di zibibbo arabo, passa Nicolaz, il sostenitore del voto utile. Togliersi il pensiero prima di mangiare, sedersi a tavola per dimenticare e tumulare l’esercizio del voto con una bella dormita.

La maggioranza degli elettori esce dopo le cinque del pomeriggio. Capitano al seggio per caso. Qualcuno si vergogna di farsi vedere lì, farfuglia. Il caso di Nicolanconico. “Non trovo la gelateria ‘I fiori di Nicola’. Avete da accendere? Come vanno le cose qui?”

Chi non capita per caso, entra come in curva allo stadio, pronto a menare le mani al primo minimo segnale di fastidio. Gli scrutatori temono Nicolascio, mascelloso abitante di Angustia, che lui vorrebbe virile e figa. Nicolascio è quello che si presenta al seggio sempre senza documenti, provocatoriamente e democraticamente, perché lui è un cittadino onesto e non deve dimostrare di essere cittadino, non è mica un immigrato. Ha muscoli, pettorali e quadricipiti italici. Come in tutte le altre occasioni, l’apparizione di Nicolascio finisce in cagnara, con svolazzare di parole, articoli e commi, penne e pennacchi.

Verso cena arriva Nikola, tornato dal mare e dalla montagna. Abbronzato e sicuro, scende dal suo Megatruck lasciato acceso di traverso sul bordo dell’incrocio. Avvocato esperto di rimborsi dall’ente pensioni, familiare e collaterale con il potere, dice al vigile “vado a votare, faccio il mio dovere, se il comune non mette parcheggi per noi che ancora andiamo a votare, dove va la democrazia?” Ma, dato che non si fida del vigile, che ha meno di trent’anni e ha l’aria di uno di quei ragazzi idealisti che danno fastidio alle persone oneste di Angustia, lascia a guardia del blindato Nicolova, che parla con accento russo ma viene dalle borgate di Angustia oltre il Grande Anello dei Motori, dove la benzina costa meno. Nikola stavolta ha in mente una scena che lo filmeranno su YouTube. Prende la scheda, la solleva in aria e la distrugge davanti agli scrutatori. Il presidente lo richiama e lui dice “io sono la vera democrazia, signor presidente! Io mi esprimo così. Questo è il mio partito!” Esce felice, sorride a Nicolova e, quando vede la multa sul tergicristallo, bestemmia e trapana di insulti la finta russa. Distrugge la multa seminando coriandoli per strada e parte sgommando.

Alle dieci di sera meno un minuto, l’ultimo elettore è Nicole, che ha genitori di Angustia ma ha un nome straniero e, siccome ha la pelle scura e i capelli crespi, i suoi compagni la prendono in giro dicendo che è straniera, immigrata, adottata e altre cose. Con i suoi diciotto anni appena compiuti, va per la prima volta a votare. Prima si è dimenticata la patente, poi ha scoperto che non ha la patente, poi è tornata a casa a prendere il certificato elettorale poi ha scoperto che era quello del fratello e alla terza volta che si presenta al seggio senza documenti il presidente la fa passare lo stesso.

Guarda la domanda “Vuole Lei che Angustia esca dal XXI secolo per ritornare al XX secolo?”

Nicole soppesa la proposta. Intanto non capisce cosa sia questo Lei, con la lettera maiuscola. La scheda è grigia, niente colori né faccine. Poi, perché scrivono così male? Si dice “esce” non “esca”. Non ha molto chiara la differenza tra XXI e XX secolo. A scuola non le hanno detto molte cose, però ha l’impressione che il XXI secolo sia molto migliore del XX secolo, a cui appartengono i suoi genitori. I miei genitori, pensa. Se fossi nata nel XX secolo non mi avrebbero chiamata Nicole. Mi avrebbero chiamata Alessia, che è un nome bellissimo, oppure Eleonora, come quella troia che si fa i maschi più fichi della scuola.

Nicole vota per il XX secolo. E aggiunge una faccina a dimostrare che è proprio contenta della scelta.

Il referendum vede la vittoria dei Sì con un differenziale dello 0,5%.

Il giorno dopo il Sindaco di Angustia spegne gli smartphone e impone Windows ’95 sui computer. Poi toglie il colore ai canali televisivi e proibisce le dirette di calcio; annuncia l’abolizione delle cinture di sicurezza, dei caschi in motocicletta e del divieto di fumare nei ristoranti; infine proclama che caccerà i maestri di yoga e chiuderà i ristoranti giapponesi. Il noto commentatore Nicola dei Galli de’ Nicola obietta che il sushi fa parte del XX secolo.

Angustia si divide, sbuffa e si interroga sulle conseguenze del Sì. Comincia una difficile diatriba. Il XX secolo finisce nel 1999 oppure nel 2000?

 

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Max Keefe

Max vive e lavora a Dar es Salaam, a un'ora e mezza dall'isola di Zanzibar. La Tanzania è l'ultimo paese dove ha vissuto e quello più intrigante. Scrive sull'Undici per condividere la sua passione per scienza, storia, sport e, adesso la Tanzania, che in Italia pochi conoscono. Ama l'Italia e la Roma, che gli forniscono abbondanti delusioni e i bambini, farli, crescerli e guardarli giocare a calcio. Ha scritto "Le dodici rocce dell'orrore" (mistero e avventura per ragazzi ma anche per adulti), "La Comandante Comanche" (amore e fantascienza), "Simpatia per il demonio" (racconti) disponibili su www.ilmiolibro.it, e un saggio storico "L'anno prima della guerra" sul periodo 1914-15, con gli articoli pubblicati originariamente sull'Undici.

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