Il ponte

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Del viaggio e del viaggiare si è detto molto. Eppure c’è sempre qualcosa di nuovo a cui si potrebbe pensare. Proprio perchè il viaggio non è solo uno spostamento fisico da un posto all’altro, una meditazione, un trip o una fantasia, ma è molto, molto di più.

La nostra vita, tutta, è un viaggio. Lo sono le nostre esperienze, le nostre fatiche, i nostri obiettivi, i nostri sogni. Lo sono le sfide, le cadute, le riprese, le perdite, le malattie, le guarigioni.

Cambiamenti.

Ecco, forse i cambiamenti rappresentano i viaggi più straordinari. Quelli che ci costringono a lasciare “lidi” conosciuti per avventurarci in realtà nuove e ponte4lontane, forse, solo dalla nostra quotidianità, nella speranza di trovare più benessere, più serenità, più gioia, più pace. Ed è solo la profonda sensazione di incompletezza e la speranza che esista davvero un modo nuovo, o forse semplicemente diverso, per vivere meglio, per sentirsi più realizzati, per essere sé stessi, per stare bene nelle proprie scarpe, per sentirsi finalmente “a casa” che ci potrà spingere ad intraprendere un viaggio verso ciò che non conosciamo ma che speriamo possa sostenerci, aiutarci, aprire spiragli di luce per illuminare il nostro cammino.

Attraversiamo tutti, nel nostro percorso di vita, dei ponti che ci portano su un’altra sponda. Ponti piccoli o grandi, non importa, a ognuno i suoi.

Ogni persona ha i suoi di ponti. Unici e straordinariamente originali. Quelli che riesce a costruire con le proprie forze. Si, perchè i ponti non si trovano già belli e pronti, ma si creano con i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri sogni. E le proprie paure, anche. La propria disperazione, il disorientamento, la voglia incontenibile di andare via, di scappare da una realtà inaccettabile, dolorosa, incomprensibile.

Passaggi.

ponte copertina5Nessun ponte è uguale all’altro, nessuno è fatto con lo stesso materiale, nessuno ha la stessa altezza, la stessa lunghezza, la stessa partenza, lo stesso punto di arrivo.

Panorami diversi. Sempre.

Destinazioni diverse. Sempre.

CREDO CHE LA COSTRUZIONE DEI PONTI SIA UNA DELLE ATTIVITA’ PIU’ AFFASCINANTI DELLA NOSTRA VITA E CHE RAPPRESENTINO I VIAGGI PER ECCELLENZA. 

Dobbiamo capire che possiamo andare dove vogliamo, che possiamo costruire i sentieri da percorrere e immaginare i traguardi che vogliamo raggiungere. Perciò dobbiamo avere la volontà di metterci in gioco e la determinazione per imparare a diventare bravi costruttori, bravi ingegneri e architetti di valore. Solo l’attenzione, lo studio, l’impegno costante, la determinazione e la ricerca dei particolari ci potranno garantire una buona opera.

Metafore …ponte traballante2

Ogni nostro ponte ha bisogno della nostra intensità, della nostra passione, della nostra flessibilità, della nostra fiducia, della nostra incrollabile buona volontà.

Ogni nostro ponte necessita di valori solidi e di coraggio perchè, anche se per un breve tratto, esso ci permetterà di camminare, per uno spezzone di vita, sospesi nel vuoto e di arrivare dove abbiamo sognato.

Non mi soffermo qui sui ponti fragili, costruiti con materiali scadenti, traballanti o appartenenti a qualcun altro. Esistono anche quelli. Ma questa è un’altra storia …

 

“Possiamo decidere quello che vogliamo essere e dobbiamo imparare, perché di questo si tratta, a dare il giusto valore alle nostre azioni, ai progetti, alle esperienze, al tempo, alle amicizie, all’amore, alla salute, al denaro. Alla vita e alla morte. Dobbiamo imparare la flessibilità. Nell’anima, nel pensiero, nelle relazioni, nel corpo. E solo allora saremo pronti a cambiare la nostra esistenza. Sarà come transitare attraverso un ponte che ci porterà dall’altra parte. Il mondo non sarà diverso ma lo saremo noi. La prospettiva sarà diversa. Si apriranno nuovi orizzonti perché i nostri occhi sapranno vedere ciò che prima era loro nascosto. La nostra scala di valori non sarà più la stessa, potremo sentirci in pace, saremo in grado di stare ovunque, respireremo senza fatica, scopriremo i nostri talenti. Sapremo riconoscere che pianto e riso sono solo manifestazioni passeggere del nostro sentire, piccolo e chiuso negli schemi di vita che ci hanno imposto, tra barriere di pensieri, di ansia e di preoccupazione, lontano mille miglia da ciò che siamo veramente. E allora, piano piano, non avremo più paura, impareremo a volerci bene, a lasciar andare i sensi di colpa, a perdonarci e a perdonare. E sarà come rinascere.” (tratto da “Quattro giorni tre notti”)

 

 

 

 

 

 

 

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