Calendar Girl: una donna e 12 uomini tra sesso e soldi. Scandalo o paura della verità?

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Calendar girl: di Audrey Carlan è stato più volte definito il fenomeno editoriale di questa estate ma sarà vero?

AUDREY CARLAN

AUDREY CARLAN

Una giovane scrittrice che tanto ricorda la ormai lontana E.L. James, perché casalinga e perché autrice di un format narrativo basato fondamentalmente sul sesso e sulla sensualità ma che da quest’ultima si distacca per una tipologia di storia dove non esiste alcun tipo di sottomissione ma anzi il suo esatto contrario, per fortuna.

Perché questo titolo? Perché la protagonista è una ragazza che decide di fare la escort e badate bene, che in America questo termine indica semplicemente “accompagnatrice”, perché ha bisogno di soldi per salvare il padre, indebitato con losche figure. Quindi ogni mese sarà la “donna” di un uomo diverso per la durata esatta di 12 mesi. La giovane, di nome Mia, è una ragazza ovviamente bella ma a differenza di molti prototipi letterari che ci hanno consegnato ultimamente, saltellando allegramente da un romanzetto ad un altro, questa donna non è ingenua, né tremante, è una che sa il fatto suo, che sa di essere bella ed è perfettamente consapevole della sua sensualità e delle sue grazie.

Ogni mese un uomo prestante, ricco, bello da togliere il fiato, è pronto a donarle una cifra esorbitante per la sua assoluta compagnia ma niente sesso, quello solo se Mia lo desidera e per di più con un extra in tasca. Che dire? Questo romanzo ha raggiunto un successo paradossale in America soprattutto perché l’autrice ha deciso di pubblicare con una piccola casa editrice, rifiutando le offerte dei più grandi colossi americani, per dimostrare che un vero successo editoriale può partire anche dal basso, senza bisogno di un grande nome alle spalle.

La domanda che tutti si pongono davanti ad una storia libera, per alcuni amorale, per altri eccitante e frivola, è se una donna normale sarebbe disposta a fare tutto questo. Calendar Girl, secondo l’autrice, incarna esattamente tutto ciò che una donna vorrebbe essere e vorrebbe fare. Insomma, parliamoci chiaro, 12 uomini diversi, 12 città splendide, un’avventura che sembra essere irresistibile. Abiti lussuosi, feste di ogni genere, conoscenze disarmanti e l’amore? Dov’è l’amore? Non allarmatevi, l’amore è qui, tutto per voi. Nonostante il sesso sia solo una libera scelta per Mia, e nonostante lei, come tutte le donne del mondo, sia stata vittima in passato di delusioni e di tradimenti, anche per lei arriverà l’amore.

Calendar girl: i quattro capitoli.

Calendar girl: i quattro capitoli.

Calendar Girl è stato definito un fenomeno per quanto ha venduto e per come è stato accolto, al punto che prossimamente diventerà una serie televisiva realizzata dagli stessi produttori di Gossip Girl. La Mondadori non ha perso l’occasione di pubblicare in Italia questa storia che ha dell’incredibile ed è accompagnata da un titolo perfettamente azzeccato e da una serie di cover, essendo una saga, perfettamente in tinta con la storia.

Qualcuno si è scandalizzato, qualcun altro ha gridato al bestseller, in entrambi i casi è un libro che ha fatto discutere e che lo farà ancora. Lo stile di scrittura è leggero, frizzante, niente di pretenzioso, niente di serio, bisogna prendere la storia di Mia per quella che è: uno svago. Un modo per sognare, per guardare altro da quello a cui i nostri occhi sono abituati ogni giorno. Insomma, farne un dramma non mi pare il caso solo perché ci troviamo di fronte una protagonista che si fa pagare, anche profumatamente, per accompagnare un uomo. E quindi? Cosa c’è di tanto scandaloso in questo? Si tratta semplicemente di accompagnare, è un lavoro come un altro ma molti non la vedono in questo modo. Molti vedono il marcio ovunque e forse hanno anche ragione ma una cosa è certa, per giudicare qualcosa, bisogna averla letta e non gettarla nel fango semplicemente per sentito dire.

E chi vi sta parlando adesso, Calendar Girl, l’ha letto e non ha gridato allo scandalo, bensì ha sorriso con semplicità. Un sorriso tranquillo e piacevole di chi sa distinguere il male vero da quello che vogliono farci credere come tale. Ogni volta è sempre la stessa storia: si inneggia o si denigra un libro in base a chissà quali meccanismi che si celano dietro. Tanto rumore per nulla, il più delle volte, ma tanto purchè se ne parli, vero? E allora parlatene, ma per favore, abbiate la compiacenza di leggere prima.

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