Automobilisti e motociclisti ignoranti

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L’ignoranza in questo caso è legata al comportamento di quegli automobilisti e quei motociclisti 1 che, sbandendo le norme stradali, procurano disinvoltamente molteplici danni alla salute dei cittadini e non solo. Ad essere seriamente e spesso irrimediabilmente compromessa è infatti tutta una serie di elementi innestati nel più ampio “bene comune”, vale a dire quelle aree da condividere e di cui dovrebbero fruire tutti ma che – a causa dei suddetti soggetti motorizzati “poco” inclini alle regole – vengono trasformate in spazi dalle perenni insidie, a volte mortali.
riduzione-velocitàAi fini principi di salvaguardare i cittadini e contrastare la scorrettezza alla guida, si è addivenuti a precisi parametri cristallizzati in altrettante norme la cui trattazione, in questa sede, sarà circoscritta al limite di velocità dei 30 Km/h nei centri abitati.
A sostegno di questa “raccomandazione” intervengono svariati fattori tra i quali spicca il vantaggio più importante: una notevole riduzione dell’insorgenza di patologie e malattie respiratorie.
Questi ed altri concetti – in parte già applicati dagli anni Ottanta in diversi Paesi europei – sono ben dettagliati in una precisa risoluzione adottata dal Parlamento europeo sulla sicurezza stradale in Europa 2 , di cui si riportano alcuni punti salienti.
Uno tra questi merita una considerazione particolare, poiché attiene al dovere di ciascun cittadino che, in ogni contesto, inciderà più o meno favorevolmente:
Il Parlamento europeo, nella sezione “Aspetti etici”, al punto 9 “sottolinea che ogni cittadino dell’UE ha diritto non solo alla partecipazione individuale alla circolazione stradale e a un trasporto stradale sicuro, ma soprattutto gli compete anche un dovere attivo di concorrere con il suo comportamento alla sicurezza stradale; ritiene che le autorità pubbliche e l’UE abbiano l’obbligo morale e politico di adottare misure e interventi per far fronte a tale problema sociale […].

Il Parlamento europeo […]

11. evidenzia come il rispetto per la vita e per la persona umana debba emergere attraverso un processo culturale e valoriale condiviso in cui la strada sia consapevolmente interpretata quale comunità umana.

Campi d’intervento. Migliorare la preparazione e il comportamento degli utenti della strada

28. ritiene che il programma di apprendimento nell’intero arco di vita meriti una collocazione più centrale anche nella circolazione stradale e pertanto sostiene le attività dei centri di guida sicura quali esempio di forme efficaci di sistematica educazione del conducente in tutti i settori professionali e di interesse; ritiene che l’educazione stradale e i programmi di formazione degli utenti della strada dovrebbero iniziare già dalla più tenera età in famiglia e a scuola […];

Armonizzare e far osservare le disposizioni sul trasporto stradale
Cartello-30-kmh

54. raccomanda vivamente alle autorità competenti di introdurre una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali e per tutte le strade urbane a una sola corsia che non dispongono di pista ciclabile separata, al fine di proteggere meglio gli utenti vulnerabili della strada;

I punti testé menzionati dovrebbero già essere sufficienti a cambiare rotta, ad invertire la marcia per indirizzarsi verso luoghi salubri, belli, su cui invece pendono come spade altri deleteri agenti. Uno di questi è certamente uno smisurato inquinamento, ambientale e sonoro, le cui cause molteplici sembrano per alcuni la perfetta distrazione. Come a dire: “Con il disastro che c’è, vai a pensare al limite di velocità?”.
Ma proprio quando tutto sembra perduto, e in alcuni luoghi forse per sempre, è il momento di dire “Basta”.

I vantaggi della bassa velocità

images 2[…] La teoria (ingegneria dei trasporti) e la pratica dimostrano che la velocità ottimale sulla maggior parte delle strade in centro abitato, cioè la velocità che consente alla strada di smaltire il maggior numero di veicoli in un determinato intervallo di tempo, si situa tra 20 e 40 km/h.
[…] Alle basse velocità il cono visuale dell’automobilista si amplia sulle fasce laterali, dove si muovono pedoni e ciclisti per cui è più facile percepire le intenzioni reciproche ed evitare comportamenti pericolosi.
[...] La differenza tra un impatto ai 50 km/h ed uno ai 30 km/h equivale alla differenza tra una caduta dal terzo piano e una dal primo piano di un edificio. È per questo che la probabilità di morte di un pedone in caso di collisione con un’automobile è del 70% a 50 km/h, del 10% a 30 km/h.
[…] La diminuzione del consumo di carburante e la consequenziale diminuzione delle emissioni di sostanze inquinanti, quali CO e CO2, NOx, polveri sottili (PM10) ed ultrasottili (PM2.5). […]
Ad esempio, sono state dimostrate […] riduzioni fino al 50-70% di emissioni di particelle […] a 30 km/h, rispetto a […] 50 km/h (ndt).

Particolarmente dannose sono le sostanze sospese in aria (particolato, particolato sospeso, pulviscolo atmosferico, polveri totali sospese (PTS), polveri sottili) 3 derivanti da fonti naturali e antropiche: oltre ai gas di scarico incidono, ad esempio, anche le “emissioni di lavorazioni meccaniche”.

[…] Anche per quel che riguarda il rumore, diversi studi condotti in ambito europeo (es. Amburgo e Zurigo) sui benefici ottenuti con la realizzazione di “Zone 30” hanno dimostrato una riduzione da 2db fino a 4db e oltre. […] La riduzione di 3db corrisponde ad un dimezzamento della pressione sonora.

Un ulteriore vantaggio della bassa velocità (o della totale chiusura al traffico dei centri storici) sarebbe dato da una tendenziale diminuzione dell’incidenza del riscaldamento terrestre dovuto all’effetto serra 4. L’aria più fresca, in estate, sarebbe il segnale più immediato.

Altre immagini sono presenti nella "Galleria fotografica".

Altre immagini sono presenti nella “Galleria fotografica”.

Questi dati, ancorché importanti per chiunque, diventano vitali per chi è costretto a vivere in luoghi infernali dove non si segue alcuna regola, in cui la strada è considerata estensione della casa, quindi di proprietà privata, dove vigono leggi fondate sulla forza e non sul diritto. Luoghi apoditticamente sconosciuti ai legislatori europei i quali, tra i tanti aspetti, dovrebbero sapere che alcuni ruoli – famiglia e controllori – sono pressoché vuoti o, peggio ancora, calpestati nella forma e nella sostanza.
Da quelle parti si usa “chiudere un occhio”, pratica inveterata in ogni ambito delle relazioni sociali, volte al tornaconto personale e non al benessere della collettività, come invece accade, ad esempio, a Copenaghen, dove nel 2012 è stato lanciato – ma ha già avuto un seguito, anche in altri Paesi quali Germania, Svezia e Gran Bretagna – un nuovo esperimento di trasporto: le autostrade per biciclette. Lungimirante intuizione.

Nei luoghi abitati da incivili, invece, non esiste il futuro, tutto si brucia nel presente, e quindi chi se ne frega dell’aria pulita, della pista (o autostrada) ciclabile, del senso unico, del limite dei 30 km/h e chi se ne frega di te, povero fesso, che credi ancora nelle leggi, nella scienza e nelle persone perbene… questa è roba di altri tempi, o di altri popoli.

Note

1 Si precisa che i motociclisti sono considerati utenti deboli e, pertanto, suscettibili di maggiore salvaguardia. Tuttavia l’indisciplinatezza di alcuni – soprattutto in regioni pressoché prive di deterrenti ed educazione – fa emergere l’allarme sull’incolumità degli altri soggetti vulnerabili (pedoni, ciclisti…) e non solo.

2 Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sulla sicurezza stradale in Europa 2011-2020 (2010/2235(INI)).

3 […] Tutti i motori […] emettono una miscela di sostanze (vedi riquadro “La Miscela Velenosa”). Si tratta principalmente di azoto, acqua e anidride carbonica. Ma c’è una piccola percentuale, che oscilla tra l’1 e l’1,5%, composta da sostanze nocive per l’ambiente e, quindi, per l’uomo.

4 Il fenomeno atmosferico-climatico indicato come effetto serra indica la capacità di conservazione dell’energia termica trasmessa dal Sole alla Terra. […]
L’equilibrio termico del sistema atmosfera-Terra si ha quando le radiazioni assorbite dall’atmosfera sono uguali a quelle infrarosse emesse. Quando però i gas serra aumentano nell’atmosfera, sulla superficie terrestre si ha un aumento della temperatura.
[…] L’anidride carbonica (CO2) é un gas serra, le cui emissioni sregolate contribuiscono molto a tale innalzamento, con conseguenze devastanti per il pianeta, tra cui inondazione di molte aree costiere e cambiamenti climatici.

[…] La soluzione migliore per l’effetto serra é di ridurre le emissioni di CO2, ciò può essere fatto sia a livello personale che a livello nazionale. Minimizzare l’uso dei combustibili fossili é possibilissimo – tutto ciò che é richiesto é l’impegno da parte dell’individuo.
[…] Circa un terzo dell’anidride carbonica prodotta deriva dalle automobili, ma tutti i tipi di trasporto che adoperano i combustibili fossili emettono CO2. L’opzione migliore, ovviamente, é di viaggiare meno ed usare il trasporto pubblico. (ndt)

La miscela velenosa

Monossido di Carbonio (CO), idrocarburi non combusti (HC), Ossidi di azoto (NOx), Ossidi di Zolfo (SOx) e Particolato carbonioso (PMx). […]
Il monossido di Carbonio (CO)
Incolore, inodore, insapore, il CO è tossico e molto insidioso se inspirato. Poiché si lega saldamente allo ione del ferro nell’emoglobina del sangue, impedisce l’arrivo dell’ossigeno nei tessuti. Già alla concentrazione dell’1,28 % provoca uno stato di incoscienza (il cervello riceve via via meno ossigeno) e, quindi, può portare alla morte per asfissia. Notevole, infine, il fenomeno legato al peso del CO, che è maggiore dell’aria; esso infatti tende a stratificarsi al suolo mettendo maggiormente a rischio le vie respiratorie dei più piccoli (umani o animali che siano).
Idrocarburi incombusti (HC)
Gli idrocarburi incombusti sono composti chimici costituiti da carbonio (C) e idrogeno (H). Sono presenti nel petrolio, nel gas metano e nel carbone, in grandi quantità . Hanno – questo il loro “segreto” – la funzione di veri e propri “contenitori di energia”, quella che si sprigiona quando i combustibili vengono bruciati. Il problema più grave sta nel fatto che alcuni composti a base di idrocarburi sono cancerogeni. Gli idrocarburi incombusti dalla tossicità più elevata appartengono in maggioranza alla famiglia degli “aromatici”, come il benzene. Si tratta di una sostanza che viene assorbita nel sangue attraverso la respirazione e che, come confermano studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha elevate proprietà cancerogene e favorisce l’insorgere di malattie ematologiche gravi, come la leucemia. Anche altri tipi di “aromatici”, i policiclici o IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), hanno proprietà cancerogene. Tra questi il più tossico, dannoso anche a concentrazioni modeste, risulta il benzopirene, peraltro presente anche nel fumo delle sigarette.
Ossidi di azoto (NOx)
Sono molecole composte da Azoto (N) e Ossigeno (O). Sono considerati sostanze inquinanti dell’atmosfera e la loro emissione produce nell’uomo affezioni dell’apparato respiratorio aggravando significativamente le condizioni delle persone affette da asma. L’esposizione, anche per soli per 15 minuti, a concentrazioni di NOx maggiori di 5 ppm determina tosse persistente e irritazione delle mucose delle vie aeree.
Ossidi di zolfo (SOx)
Il biossido (SO2) e il triossido di zolfo (SO3) sono i principali inquinanti atmosferici a base di zolfo. La principale fonte di inquinamento è costituita dalla combustione di combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio) nei quali lo zolfo è presente come impurità. Il biossido di zolfo irrita le vie respiratorie; un’esposizione prolungata a concentrazioni anche minime può comportare faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell’apparato sensoriale.
Combinazione molto pericolosa. È inoltre accertata una sinergia dannosa in caso di esposizione combinata con il particolato. Oltre a produrre gas Ozono, tale combinazione è in grado di trasportare il biossido di zolfo nelle parti più profonde del polmone, aumentando di conseguenza il danno anche in presenza di concentrazioni più ridotte di anidride solforosa.
Particolato (PM)
Con i termini: “particolato”, “polveri sottili”, “polveri totali sospese (PTS)”, si indica l’insieme di particelle solide e liquide generate nel processo di combustione e portate in sospensione nell’aria dai gas di scarico. Diverso il livello di pericolosità per la salute umana, che dipende dal diametro medio delle particelle.
Tre le classi pricipali: 1) diametro > 10μm: le particelle vengono filtrate dall’apparato respiratorio; 2) diametro 0,5μm-10μm: particelle con velocità di sedimentazione tale da favorire la loro deposizione sulle pareti degli alveoli polmonari; 3) diametro < 0.5μm: particelle che possono diffondere attraverso le pareti alveolari ed essere rimosse dai polmoni. Le particelle più pericolose per la salute umana sono quelle comprese fra 0.5 e 10 μm di diametro (corrispondenti alla cosiddetta frazione respirabile del PM10), che determinano patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, allergia, tumori) e cardio-circolatorio (aggravamento dei sintomi cardiaci nei soggetti predisposti).

Fonti

Parlamento europeo;
Codice della strada;
Rai News;
Educare.it.

Galleria fotografica “Contrasti”

 

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. alex

    meglio ancora tornare al cavallo …
    dati alla mano si puo’ dimostrare …
    ma forse meglio ancora è tornare alla zappa 14 ore al giorno …
    tutti piu’ magri ,sani ,sicuri…nessun incidente mortale…

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