L’arte di coltivare… il futuro e il passato

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Siamo a giugno, mese dedicato alla dea Giunone a cui deve il nome, mese del solstizio d’estate e della mietitura, mese di esami e di vacanze, mese di votazioni.
“A giugno, nell’orto, felice è il raccolto”, ma questo giugno piovoso è stato per ora molto parco.
Venti piantine di fragole mi hanno regalato, ad oggi, un centinaio di frutti, null’altro è maturato, anche se giugno è mese ideale per seminare, trapiantare, raccogliere ogni bendidio della terra.

Le ore serali di giugno, con luna crescente, sono propizie per dedicarsi al trapianto degli ortaggi, infatti le giovani radici non dovrebbero essere esposte alla luce diretta del sole. I giorni di luna crescente sono favorevoli anche a raccogliere erbe aromatiche. Le giornate di luna calante sono invece le più adatte alla raccolta degli ortaggi e alla potatura delle piante.
Secondo tradizione irrigazione o innaffiatura dovrebbero essere più abbondanti nei giorni con luna calante. La luna sarà crescente dal 6 al 19 giugno e calante dal 21 al 30 di giugno.
La luna sarà piena il 20 di giugno. Se e quanto pioverà è difficile sapere, le previsioni meteo cambiano anche in corso di giornata, del resto, come avvertiva Niels Bohr, “è difficile fare previsioni, specialmente sul futuro”.
Eppure l’umanità ci prova dai propri albori, divinazioni, vaticini, oracoli hanno attratto, affascinato, guidato gente comune come sovrani, condottieri, conquistatori e rivoluzionari, uomini e donne che volevano conoscere il futuro per evitarlo, manipolarlo, realizzarlo, modificarlo.

L’Oracolo di Delfi, fra i più antichi e prestigiosi, era conosciuto e interrogato fin dall’età arcaica, Erodoto narra che gli Spartani lo consultarono prima della Battaglia delle Termopili ottenendo la seguente profezia:
A voi, o Spartani dalle larghe piazze,
o la vostra città sarà distrutta dai discendenti di Perseo
o ciò non avverrà ma Sparta
piangerà la morte di un re della stirpe di Eracle Sibille
e profeti hanno segnato immaginario collettivo
e cultura occupando un ruolo privilegiato
nella narrazione biblica come in quella mitologica.

Il Medioevo ci ha poi regalato la superstar fra gli indovini, il controverso Nostradamus le cui quartine, dopo centinaia di anni, ancora affascinano e fanno discutere per quell’innato bisogno, così profondamente umano, di dare un senso alla nostra vita di individui e al nostro percorso come umanità.

Metaculus (1)Il desiderio di conoscere il futuro non è venuto meno nell’era di Internet, si è solo attualizzato in un oracolo 2.0: Metaculus, una piattaforma sociale che sfrutta la conoscenza collettiva e la statistica per fare pronostici nei più disparati ambiti:
entro il 2020 si scopriranno altri pianeti abitati? Entro il 2018 avremo automobili funzionanti senza pilota?
Entro il 2021 si verificherà l’esplosione di un ordigno nucleare?
Entro il 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità classificherà la vecchiaia come una malattia?

Queste sono alcune delle domande che gli utenti di Metaculus pongono e che trovano responsi in base a percentuali probabilistiche. Su Metaculus le richieste spaziano dalla fisica alla genetica, dall’astronomia alla politica, dalle neuroscienze alla finanza, dall’etica alla robotica. Un algoritmo valuta la competenza di chi fornisce predizioni, ne misura il grado di attendibilità ed infine elabora il peso percentuale complessivo delle risposte . “Rispondi o Metaculus del futuro a venire: il prossimo referendum, di fine giugno, nel Regno Unito, sulla Brexit sancirà la vittoria dei si o dei no?”

In una recente intervista radiofonica William Ward, giornalista e corrispondente inglese esperto di “cose italiane”, raccontava di come in UK si guardi all’Europa in modo schiettamente pragmatico e profondamente laico. Europa per gli inglesi è mercato, trasporti, logistica, investimenti, finanza. Secondo Ward diversamente avviene in paesi come Francia, Germania o Italia in cui il rapporto con l’Europa è anche di natura spirituale, quasi fideistica, coinvolge la sfera sentimentale fino a profondità religiose. E potrebbe essere diversamente signor Ward? E dovrebbe essere diversamente? Io non credo.
L’ Europa non può e non deve essere solo mercato e finanza, produzione e consumi, capitale e debito pubblico. L’Europa era un sogno della stessa sostanza dei popoli europei: civiltà, cultura, valori, bellezza millenari. La mercificazione di quel sogno ci ha portato all’Europa di oggi, solo bilanci e burocrati, un’Europa che innalza muri e distrugge stati come quello greco, per esempio. Al Referendum sulla Brexit io spero in una vittoria dei SI, vittoria in cui molti osservatori vedono l’inizio della fine dell’Europa, di questa Europa. Allora muoia l’Europa con tutti i suoi falsi europei. Viva l’Europa. Una nuova Europa.

Rivoltoso Sconosciuto (3)Nella convinzione che per coltivare il futuro si debba nutrire la stessa cura per il passato vorrei ricordare un anniversario, trascorso quasi sotto silenzio, quello del massacro di Piazza Tienanmen. Ai miei figli ho raccontato cosa successe nelle giornate del 3, 4, 5 giugno 1989 a Pechino, ho raccontato della protesta studentesca finita in carneficina e ho mostrato le immagini del Rivoltoso Sconosciuto (o Tank Man, Wang Weilin forse il suo nome), il ragazzo a piedi, disarmato e solo che sbarra il cammino ai carri armati diretti ai luoghi della protesta per reprimerla.
Quelle immagini rimangono icona e memoria degli ideali di libertà e democrazia che soffiarono e infervorarono l’anno 1989 e, il 9 Novembre successivo, portarono alla Caduta del Muro di Berlino. L’identità del Rivoltoso Sconosciuto è ancora un mistero, secondo alcuni sarebbe stato arrestato e giustiziato qualche giorno dopo quell’evento, secondo altre fonti sarebbe vivo e libero. Resta il gesto eroico che ha segnato un’epoca breve di grande fermento ideale e le speranze di una generazione. Purtroppo non è questo il mondo che noi ragazzi e giovani del 1989 sognavamo, chi avrebbe potuto indovinarlo?

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