Il Giusto Peso

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Forse, d’istinto, verrebbe spontaneo pensare al concetto creato da Pierre Dukan, ovvero all’obiettivo di Giusto Peso corporeo. Quello che si basa sulle proprie caratteristiche, sulla propria personalità e sulla propria storia intima, ma forse, si può parlare di qualcosa di diverso.

dukan7Negli ultimi tempi, infatti, siamo letteralmente bombardati da notizie su proprietà e benefici di piante, fiori, frutti… e sulle relative smentite. A volte addirittura, l’alimento che nel n. 3 della tal rivista viene definito miracoloso, nel n. 7 della stessa rivista diventa cancerogeno. Giornali e periodici offrono ampio spazio a diete, alimentazione e peso ideale, soprattutto in questo periodo, quando la prova costume bussa già da un po’ alla porta, quasi spazientita. Anche i quotidiani nazionali dedicano spesso all’argomento una rubrica specifica, oppure trovano un’intercapedine fra le colonne del giornale per un trafiletto suggestivo su cibo, salute e nutrizione. Così capita che tra un articolo di cronaca nera sulla pedopornografia ed uno di sport sul calciomercato si parli delle proprietà salutari dell’asparago selvatico, oppure di quelle dei semi di zucca o delle fragole. Un vero incubo!

sinergie cibiE poi, al giorno d’oggi, fra vegani, vegetariani, riduciani, locavori, crudisti… è sempre più difficile trovare un amico con cui poter andare a mangiare un boccone in una trattoria qualunque, come si faceva una volta, senza indagare se lo chef usa esclusivamente prodotti a marchio D.O.P. e I.G.P, farine integrali, verdura biologica o se bicchieri, posate e piatti sono sufficientemente igienizzati. Chissà domani! Per non parlare della sindrome del secolo, il fiorire di allergie e di intolleranze alimentari, sulle quali, nemmeno gli addetti ai lavori riescono a mettersi d’accordo. C’è chi sostiene, infatti, che l’unica intolleranza accertata sia quella al lattosio, mentre c’è chi -forse più generoso, possibilista o semplicemente confuso- parla di intolleranza al glutine, al lievito, all’uovo, alla soia, allo zucchero, allo zenzero e così via! “Via”, la parola magica! scappiamo da questo labirinto fatto di finocchietti, carote, sedani, mele, banane e acqua dove impera il Giusto Peso come un miraggio del peso corporeo ideale e andiamo ad immaginare il Giusto Peso, per esempio, delle parole. Ci avete mai pensato?

La parola è un’arma potentissima, capace di alleviare pene, dolori, dispiaceri; capace di aprire porte, portoni e prospettive; capace di infondere fiducia e speranza così come, però, capace di creare insicurezza, scoramento, depressione e provocare sofferenze atroci.

magiaNella notte dei tempi, infatti, la parola veniva usata con particolare enfasi nelle formule magiche e nelle maledizioni per creare o sciogliere incantesimi. La stessa cosa, in qualche modo, accade ai giorni nostri. Messe da parte formule magiche e maledizioni –sfido chiunque a negare di aver mai tentato di attrarre a sé l’innamorato di turno e di aver mandato al diavolo il nemico d’occasione con magheggi improvvisati- la parola è tutt’oggi uno strumento molto importante e prezioso. Ovviamente c’è chi la pensa in modo diverso, forse preda di un sortilegio! Alcuni studiosi statunitensi, infatti, ritengono che l’aspetto verbale incida sull’ascoltatore solo per il 7%, mentre l’influenza della comunicazione paraverbale e non verbale sia pari rispettivamente al 38 e al 55%! altri studiosi, invece, più elastici, danno maggior respiro alla parola, relegandola, però, sempre nelle retrovie dopo sguardi, movenze, mimica facciale, gestualità, contatto oculare, postura e aspetto esteriore.

potere paroleChiaramente, io dissento da queste teorie e seguo il mio sentire dove le parole, il loro suono e la loro eco –anche se scritte- lasciano una traccia profonda. Si tratta di una risonanza tra chi quelle parole le proferisce ed io che ascolto, non solo con l’udito, ma con tutti i sensi. Credo nella magia della parola. In essa vedo lo sguardo e i movimenti di chi parla, sento il suo respiro e le sue intenzioni, percepisco addirittura gli umori e i sentimenti che sottendono alle emozioni prima che queste vengano manifestate. Certo, lo sguardo e l’atteggiamento sono importanti, ma un semplice “ti amo” dopo un’ora di battibecchi cancella all’istante ogni incomprensione, così come accade al suono di “si può curare” dopo un’estenuante conversazione con un oncologo, oppure “assunto” al termine di un difficile colloquio di lavoro. Naturalmente, vale anche il discorso contrario, ovvero “licenziato” cancella all’istante il ricco eloquio del capo sulle qualità e sulle capacità professionali del malcapitato; “non c’è più nulla da fare” annienta la vita del moribondo e di chi gli sta accanto e “ti lascio” riduce in cenere una relazione amorosa fatta di gesti, sguardi, carezze, tradimenti, perdoni e ricordi.

Siamo tutti suggestionabili, è innegabile, in maniera diversa e con convinzione diversa, anche su questo non c’è dubbio. Tra donne ci sono distanze inimmaginabili dettate da sensibilità personale, trascorsi di vita e carattere. Tra donne e uomini c’è addirittura un abisso dettato da tutto quanto sopra più la differenza di sesso. Tra uomini, invece… c’è complicità, come al solito! Ad ogni modo, anche la barriera più solida che il più cinico e imperturbabile degli esseri umani può erigere contro le avversità della vita presenta delle crepe, sempre! magari sono fessure infinitesimali ma sufficienti per far filtrare il suono delle parole e, inconsciamente, le parole stesse. Allora, si insinua il dubbio e pure il cinico mette in discussione qualcosa di sé.

ti amoA questo punto, entra in gioco il Giusto Peso delle parole. E’ chiaro che il “ti amo” detto dal coniuge durante il festeggiamento per il ventesimo anniversario di matrimonio ha un peso diverso dal “ti amo” detto dal giovane amante appassionato, eppure le parole sono le stesse. Una simile frase può cambiare il destino di più persone. Al “ti amo” dell’amante, per esempio, il fedifrago esuberante potrebbe abbandonare coniuge e tetto coniugale, oppure continuare la doppia vita più felice ed entusiasta di prima, oppure ancora mettere in discussione entrambe le relazioni. Così come “non sei capace” detto dal capo ha un suono diverso da quello detto dalla mamma. La mancanza di fiducia del capo, nelle anime fragili, potrebbe portare alla depressione, oltre che ad ansia e tristezza, mentre il “non idoneo” ad un concorso per il posto fisso disturba molto più che il “non idoneo” a correre la maratona perché stroppo impegnativo per un neofita della disciplina.

diversoOgnuno deve imparare a calibrare il “peso” che è in grado di sopportare e agire di conseguenza, altrimenti, il delicato complesso psico-fisico che lo sorregge rischia la paralisi. All’inizio ho detto che forse, in merito al Giusto Peso, si potrebbe parlare di qualcosa di diverso dal peso corporeo, forse, però, mi sbagliavo. Alla fine, si tratta pur sempre di equilibrio, alimentare in un caso, emozionale nell’altro. Mele, agrumi e papaya per l’intestino, parole per il cuore. Il concetto è lo stesso. Per vivere sereni e in salute bisogna pensare all’obiettivo di “giusto peso” che si basa sulle proprie caratteristiche, sulla propria personalità e sulla propria storia intima. Al di là di intolleranze, allergie e di tutte queste parole!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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