Firenze Contemporanea

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Jan Fabre, Louise Bourgeois, Erwin Wurm e Ai Weiwei: gli artisti protagonisti dei questa estate e della prossima stagione fiorentina.

Un titolo che potrebbe sembrare un paradosso. E invece no.

Firenze, da sempre indiscussa vetrina rinascimentale, va incontro ad una stagione nuova, in tutti i sensi. Saranno Jan Fabre, Louise Bourgeois ed Erwin Wurm i protagonisti delle grandi mostre contemporanee curate e organizzate da Mus.e per il Comune di Firenze. In più a Settembre l’attesissimo Ai Weiwei a Palazzo Strozzi, organizzata dalla stessa Fondazione Palazzo Strozzi.

Searching for Utopia

Jan Fabre – Searching for Utopia

Ed ecco quindi che il Forte di Belvedere di Firenze continua ad essere un teatro attivo, non solo portatore sano di un panorama mozzafiato, ma anche palcoscenico di un’arte magmatica e contemporanea che supera la bellezza del passato e guarda oltre. Dopo le mostre internazionali di Giuseppe Penone e Antony Gormley, i bastioni dell’antica fortezza medicea ospitano le opere di Jan Fabre, uno degli artisti più innovativi e rilevanti del panorama contemporaneo.
La grande mostra Spiritual Guards, promossa dal Comune di Firenze, si sviluppa tra Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria e sarà visitabile dal 15 marzo al 2 Ottobre. Melania Rossi e Joanna De Vos, insieme al direttore artistico del progetto Sergio Risaliti.
Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dall’artista e creatore teatrale fiammingo. Per la prima volta in assoluto un artista vivente espone contemporaneamente in tre luoghi di così grande valore storico e artistico. Sono esposti un centinaio di lavori realizzati da Fabre tra il 1978 e il 2016: sculture in bronzo, installazioni di gusci di scarabei, lavori in cera e film che documentano le sue performance.
Piazza della Signoria accoglie ben due sculture in bronzo: Searching for Utopia, la maxi-tartaruga e The man who measures the cloud, la prima posta al fianco del monumento equestre di Cosimo I e la seconda sull’Arengari, o Ringhiera, di Palazzo Vecchio, tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta di Donatello. In entrambe le opere si riconosce l’autoritratto dell’artista, un po’ cavaliere e un pò guardiano.

Jan Fabre - The man who measures the cloud

Jan Fabre – The man who measures the cloud

 

A Settembre sarà invece Louise Bourgeois ad invadere varie piazze della città. La scultrice e artista francese scomparsa nel 2010, newyorkese d’adozione, partecipò a diversi correnti artistiche, dapprima sotto l’influenza del surrealismo degli emigrati dall’Europa, maturando nel tempo uno stile estremamente personale.  Louise Bourgeois  ha tenacemente fatto dell’autoanalisi il punto di partenza per la sua ricerca artistica e stilistica. Il proprio passato, i fantasmi dell’infanzia e della vicenda familiare diventano punto di partenza per i suoi studi scultorei. Nel 1982, il MoMA di New York organizza una sua grande retrospettiva consacrando Louise in campo internazionale: è la prima personale che il museo abbia mai dedicato a una donna. Un motivo in più per cercarla tra le piazze fiorentine il prossimo autunno.

Louise Bourgeois - Maman - London Tate Gallery

Louise Bourgeois – Maman – London Tate Gallery

 

Erwinn Wurm invece esporrà al museo del Novecento dal 24 Settembre e lo stesso giorno dell’inaugurazione presenterà in Piazza Santa Maria Novella le sue famose “One minute sculptures” temporanee sculture viventi in cui a spettatori o volontari verrà chiesto di diventare statue per un minuto, relazionandosi in modo estemporaneo e improbabile con oggetti quotidiani. L’artista austriaco, Erwin Wurm, deforma la pratica convenzionale della scultura, creando delle vere e proprie relazioni tra gli oggetti. La forza di gravità, l’equilibrio, la deformazione dei volumi giocano un ruolo determinante e si concretizzano nella produzione di disegni, video e fotografie.  Se il suo stile vi incuriosisce, potrete trovare alcune delle opere dell’artista presso la collezione permanente del Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Erwin Wurm

Erwin Wurm

 

E infine conoscete l’artista cinese Ai Weiwei ? E’ stato protagonista di mostre presso i più importanti musei internazionali, quali il Martin-Gropius-Bau di Berlino, l’Hirshhorn Museum di Washington D.C., la Tate Modern e la Royal Academy di Londra, Ai Weiwei è considerato uno dei più celebri artisti viventi, che negli ultimi anni ha associato il suo nome a importanti battaglie politiche la difesa dei diritti umani per la libertà di espressione. La sua storia ha appassionato l’intero mondo artistico, ma non solo.
Figlio del poeta Ai Qing. Si è diplomato all’Accademia del Cinema, per poi dedicarsi successivamente alla pittura. Nel 2009 il suo blog, aperto nel 2006, viene chiuso dalle autorità cinesi per la sua espressa opposizione al regime. Per questo motivo è stato recluso per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno 2011. L’artista è stato confinato in una località segreta, senza che fossero mai state trapelate notizie sulle sue condizioni. Dopo il rilascio, il suo passaporto è stato confiscato limitando le sue libertà personali e impedendogli di viaggiare e parlare con la stampa per oltre un anno. Nonostante queste restrizioni, l’artista è comunque riuscito a portare avanti la sua produzione. Quattro anni dopo, nel luglio 2015, gli è stato restituito il passaporto, insieme al diritto di viaggiare liberamente.

Artist and designer Ai Weiwei in his studio with his artwork

Artist and designer Ai Weiwei in his studio with his artwork

 

Sarà a Firenze a Palazzo Strozzi  dal 23 settembre al 22 gennaio 2017,  dove una vasta selezione di opere della sua produzione pluridecennale testimonierà la forza e la vivacità della sua riflessione artistica, posta in dialogo con la storia e l’architettura rinascimentale del palazzo. Ai Weiwei produrrà inoltre una serie di installazioni per Palazzo Strozzi, utilizzato per la prima volta come uno spazio espositivo unitario, unendo Cortile, Piano Nobile e Strozzina.

Le opere esposte spazieranno così dal periodo newyorkese tra gli anni ottanta e novanta in cui scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp alle grandi opere  degli anni duemila fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere più politicizzate e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti di dissidenti politici in Lego o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo. Il tema dominante è l’eterno dualismo tra antico e contemporaneo, tra passato, presente e futuro.

Siete pronti per questa internazionale ondata di aria fresca? ma sopratutto Firenze lo sarà?

 

 

 

 

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