Buon compleanno!

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A chi? A me, naturalmente!
Oggi, infatti -26 giugno 2016- compio 43 anni! Ma i festeggiamenti non finiscono qua. Lo stesso giorno di un anno fa è apparso il mio primo articolo su l’Undici, un racconto dal titolo “Hai da accendere?”, diventato, peraltro, parte di un romanzo di prossima pubblicazione! Dunque, doppio compleanno, doppia gioia e doppio regalo, vero?

pippoAdoro i compleanni e adoro essere coccolata, anche se non sono un’amante delle feste chiassose. Mio marito, Vilenka -la cuoca della trattoria dove festeggio di solito- e i suoi manicaretti sono tutto ciò che mi serve per essere felice. All’allegria rumorosa della baldoria preferisco l’allegria intima delle mie emozioni. Il passare del tempo non mi disturba, anzi. Così come apprezzo il susseguirsi incessante delle stagioni tradizionali –primavera, estate, autunno, inverno- allo stesso modo apprezzo le stagioni della vita e odio i luoghi comuni. Dunque, sebbene sia innegabile che non ci sono più le mezze stagioni, è altrettanto vero che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!
Una cosa, però, resta immutata, almeno nel mio personalissimo microcosmo, l’inesauribile voglia di coccole!

coccolePeccato che per ricevere coccole “di massa” l’unica occasione sia spesso solo il giorno del proprio compleanno –tralasciando ricoveri all’ospedale e lutti in famiglia- cioè una volta all’anno! Sfiga vuole, poi che l’anniversario della mia collaborazione con l’Undici –meravigliosa occasione per uno scambio di effusioni- coincida con quello della mia nascita. Altro che doppio regalo! con un solo abbraccio e un solo bacio vengono festeggiate due ricorrenze importanti, mentre io resto agognante tenerezze e amore, come un uccellino nel nido che allunga il collo per ricevere cibo! Per me le coccole hanno la stessa importanza del cibo, sono un elemento fondamentale e imprescindibile della vita, delle relazioni e del processo di crescita.
Quest’anno, poi, come se non bastasse, il 26 giugno cade di domenica, il giorno che fin da quando ero piccola considero il più brutto di tutta la settimana.
dietaGià, proprio così. Lunedì, infatti, per me è il giorno più bello, quello in cui prendono corpo, almeno idealmente, i buoni propositi: dieta, studio, lavoro, gentilezza, ottimismo e lungimiranza. Il lunedì sono sempre piena di energia e di entusiasmo; martedì… beh, martedì è già martedì! si avvicina il fine settimana; mercoledì è la giornata di mezzo, c’è tempo per raddrizzare il tiro su dieta e altri propositi alla deriva; giovedì prelude al venerdì, un giorno davvero eccitante; venerdì è il giorno più eccitante della settimana perché prelude al sabato, giorno di gita; sabato è sempre festa e domenica… domenica è il settimo giorno, quello in cui Dio si riposò. Io, però, che evidentemente non sono Dio, vorrei continuare a creare, muovermi, giocare, danzare… tuttavia, siccome il resto del mondo rallenta, mi adeguo. Il rischio, infatti, è alto: perdere di vista amici e coccole, dunque perdere nutrimento e, di conseguenza, perdere vita! In fondo si tratta solo di un giorno alla settimana, posso farcela.

domenicaEbbene sì, odio la domenica. Sarà perché non sono credente e da piccola ero costretta ad andare a messa con tutto il vicinato, oppure sarà perché la domenica c’è un’atmosfera troppo rilassata per i miei gusti o forse ancora, più semplicemente, sarà perché la mia radio preferita, nel corso del pomeriggio, trasmette quasi esclusivamente radiocronache di partite di calcio dai campi di tutt’Italia, anziché musica rock. Probabilmente dovrei pensare alla domenica come al giorno che prelude al lunedì, che amo, e allora le cose cambierebbero. Qualcosa, però, mi dice che non funzionerebbe. Sarei l’unica ad essere giuliva la domenica perché il giorno dopo, finalmente, è lunedì!

festaDa anni, infatti, tento di sfruttare la mia immaginazione per ottenere una visione della realtà diversa, più coinvolgente e accattivante, ma fino ad oggi è stato un completo insuccesso, non tanto per l’iniziativa in sé ma per il fatto che, alla fine, ci credo solo io e allora siamo daccapo. Uno dei vari esperimenti che ho azzardato consiste in questo: immagino che il mio compleanno possa essere festeggiato in un giorno qualsiasi, per esempio il 6 giugno, il 16 luglio o addirittura fuori stagione, come il 7 gennaio o il 12 febbraio, sperando così di essere travolta, quando meno me l’aspetto, da uno tsunami di coccole incontrollate –ognuno, infatti, potrebbe festeggiarmi quando preferisce- però non funziona. O meglio, io ci riesco benissimo, la mia immaginazione è particolarmente viva, ma gli altri, sebbene sorridano entusiasti all’idea, restano ancorati alla tradizione, ovvero a quello che c’è scritto sul certificato di nascita –quando se ne ricordano, magari stuzzicati da un alert appositamente impostato sul cellulare-.
Pazienza, me ne farò una ragione: la domenica è e sarà sempre domenica, così come il mio compleanno ufficiale è e sarà sempre il 26 giugno.

Tuttavia, non mi arrendo. C’è un’altra possibilità di ricevere coccole extra: creare nuove occasioni per farsi abbracciare facendo bene attenzione ad evitare che la data della new entry coincida con date famose –matrimonio, Natale, Epifania, Pasqua… – in cui le coccole sono già previste.
auguriPotrei puntare sul mesiversario della nascita, per esempio, -26 gennaio, 26 febbraio, 26 marzo… – oppure continuare a festeggiare l’anniversario di fidanzamento e di matrimonio con il mio ex marito, oppure ancora l’uscita del mio primo romanzo, il giorno della prima presentazione, quello del primo bacio, della prima mestruazione, del primo rapporto sessuale completo, del primo incontro con Tommaso o quello con il pizzicore dello zenzero. Di motivi potrei trovarne a centinaia. Il punto è: qualcuno parteciperà ai miei festeggiamenti?
AAA cercasi donatori di coccole a tempo indeterminato, anche perditempo, purché affettuosi!
A proposito, il 4 luglio ricorre il quattordicesimo anniversario dalla mia seconda laurea…

 

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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