Undici motivi per mollare tutto e andare a vivere in Nuova Zelanda

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 1. Potrete dare libero sfogo al vostro odio per i conigli
Takahe

Save the Takahe, kill the rabbits

nel nome della biosicurezza e della tutela dell’avifauna indigena, il nemico si chiama opossum, donnola, topo o coniglio. Di conseguenza le strade sono disseminate di carcasse e lo sterminio viene incoraggiato. Tutto per il bene del kiwi, del kakapo, del tui, del kea, e persino di quell’enorme piccione con la pancia bianca. Imparerete ad amare pure la femmina del kaka.

2. Scoprirete metodi eccitanti e innovativi per fracassarvi le ossa

farete bungy, rafting, canyoning, skydiving, heliski, magari tutti quanti nel giro di una sola giornata, non c’è limite agli ottimi motivi per controllare fino in fondo i terms and conditions della vostra assicurazione, nonché per mettere alla prova la bravura del chirurgo ortopedico di Invercargill. È che persino i più temerari sanno che, in realtà, non c’è nulla di più pericoloso di una tranquilla gita in bici sul lungofiume.

3. Comunque sia, la vostra pronuncia dell’inglese andrà benissimo

qui la ‘a’ diventa ‘e’, la ‘e’ diventa una specie di ‘i’ e qualsiasi parola può essere troncata o abbreviata in modo apparentemente casuale. Insomma, lanciarsi è la parola d’ordine anche per la pronuncia. Anche il lessico neozelandese è un mondo tutto da scoprire. Nel vecchio continente quando uno ti chiede “What are you after?” è rissa garantita, ma i neozelandesi sono così educati – esageratamente amichevoli, tanto da darti la sensazione che ti stiano prendendo in giro – che qui questa frase normalmente piccata significa invece “avete bisogno di qualcosa?”. Rispondere “it’s all good” e sorridere.

Spiaggia di Hokitika

Spiaggia di Hokitika

4. Non direte mai più che piove tanto in Inghilterra (ma ricordatevi di mettere la crema solare)

voi guardate le previsioni del tempo, poveri ingenui, e vi portate dietro quello che serve per affrontare la pioggia martellante, il vento che arriva dal Mar di Tasmania e forse addirittura qualche bufera di neve in alta quota. Dopo mezzora, però, arrivate in un luogo riparato e vi rendete conto che ci sono 30 gradi, gli altri compagni di trekking sono venuti in infradito (sono australiani, abbiate pazienza) e voi vi siete già ustionati il naso e le orecchie perché, stupidi pakeha (europei) che non siete altro, non vi siete messi la crema solare, fattore di protezione consigliato 30 (qui l’ozono è un lontano ricordo). Guardatevi allo specchio, siete ridicoli.

5. Messi, Ronaldo, Neymar… chi?
Lake Wakatipu (strada Queenstown- Glenorchy)

Lake Wakatipu (strada Queenstown- Glenorchy)

qui la palla è ovale, ma non solostudiate prima di partire, per fare bella figura non è sufficiente borbottare il nome di Jonah Lomu o Dan Carter mostrando il pollice in su. Oltre agli All Blacks, l’orgoglio nazionale passa per i Black Caps (cricket) e le Silver Ferns (netball), si gioca persino a bowls (bocce) sul prato come nei villaggi inglesi ai tempi di Miss Marple. A proposito di eroi nazionali, un altro si chiama Neil Finn, ed è il cantante dei Crowded House. Un consiglio: siate rispettosi, Alta marea di Venditti non fatela ascoltare a nessuno.

Pecore (South Island)

Pecore (South Island)

6. Potrete finalmente divertirvi superando le auto in bici

qui oltre i 100 km all’ora non si viaggia, in qualunque punto del paese voi siate, anche se la vostra auto arriva a 240, anche se non c’è un cazzo di niente per i prossimi 240 km, tranne che pecore da salutare e resti di opossum tra cui fare o slalom per distrarvi. Sappiate che non appena spingete quel pochino che ci vuole per arrivare a 110, eccolo all’orizzonte, quel simpatico vigile con il radartachimetro in mano. Se siete fortunati vi farà pure la prova del palloncino.

7. Se vi impressionano le gallerie, non preoccupatevi, qui non si usano

nel resto del mondo, se tra un paese e un altro c’è una montagna di mezzo, si scava una galleria, si costruisce un viadotto, qualcosa per accorciare le distanze, ma in Nuova Zelanda no, la strada ci gira sempre attorno (tanto le pecore non hanno fretta). Al massimo, se proprio necessario, troverete un ponticello, rigorosamente a una corsia e a senso unico. Io ci ho messo una settimana per capire che quella strana scritta sull’asfalto si leggeva one lane bridge anziché bridge lane one, ma poi ci sono arrivato: siamo agli antipodi, si legge dal basso in su.

Natale a Queenstown (Lake Wakatipu)

Natale a Queenstown (Lake Wakatipu)

8. Con 12 ore di fuso e ben 24 ore di volo solo per arrivarci, Natale con i vostri ve lo potete scordare

se non è già sufficiente questo per liberarsi delle telefonate quotidiane delle mamme più accanite dell’Occidente, andate alla ricerca dell’oro nelle sabbie lagunari nei pressi di Okarito, come se fosse ancora il 1860. Non c’è wi-fi che tenga e la vista di Mount Tasman – quando non piove – è strepitosa.

9. Potrete farvi un selfie davanti al Monte Fato (optional)

gli unici veri pericoli in agguato, quelli che potrebbero disturbare la vostra calma interiore davanti alla natura neozelandese sono i fanatici dei selfie e i partecipanti ai vari Lord of the Rings Tour. Vedrete gente che considera Milford Sound, uno dei luoghi più belli sulla faccia della terra, un mero sfondo per la propria smorfia duck-face. Anche gli Amici di Bilbo sono ovunque, ma sono più innocui delle sand flies (i moscerini aggressivi della South Island). Fate finta di non sapere di cosa parlano se vi chiedono dove hanno girato la Battaglia dei cinque eserciti. Al massimo rispondete spocchiosi che si trova appena oltre il villaggio dove hanno girato Top of the Lake di Jane Campion.

10. Stufi del fastidioso tappo di sughero che vi separa dal vostro Chardonnay? Risparmiate preziosi secondi con l’universale tappo a vite!

i vini neozelandesi sono, sì, buoni, soprattutto i bianchi, ma piuttosto costosi e non hanno mai il tappo di sughero. Se siete di origini francesi o questo fatto vi turba per altri motivi, assaggiate invece la birra artigianale, una vera passione dei neozelandesi, da bere in spiaggia in grosse quantità, magari accompagnata da un’impepata di green-lipped mussels, cozze grosse quanto le labbra rifatte di Meg Ryan, ma verdi.

Lake Inferno-Waimangu Volcanic Valley (Rotorua)

Lake Inferno-Waimangu Volcanic Valley (Rotorua)

11. Infine, ammettiamolo, i paesaggi, le montagne, le foreste, i laghi… sono proprio da mozzare il fiato

è vero, quei simpatici kiwi (neozelandesi) ci tengono alle vostre cartoline: se non vi bastano Lake Matheson con i monti e i ghiacci che si riflettono nell’acqua, o i parchi geotermici nei pressi di Rotorua, immersi nella foresta pluviale con laghi acidi che ribollono a 130 gradi, ci sono le felci alte 3 metri, le spiagge bianche, le spiagge nere, i vulcani dal cono perfetto, e giusto qualche fiordo…

 Per vedere altre fotografie dalla Nuova Zelanda, guarda Escape! Immagini dalla fuga in Nuova Zelanda

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