Raffaele Di Maggio: di corsa per stupire

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Raffaele Di Maggio corre, eccome se corre; non per scappare da qualcosa o da qualcuno, ma per dimostrare che facendo quello che più ci piace, si riesce a dare tutto, anzi, forse qualcosa in più. Raffaele di ostacoli, nonostante abbia solo 15 anni, ne ha dovuto superare parecchi. Dalla nascita è affetto da un deficit intellettivo-relazionale. Fatica a relazionarsi e spesso ha comportamenti poco lucidi. Fatica a leggere e a scrivere e in alcuni movimenti è goffo e poco coordinato. Nella sua quotidianità l’etichetta di “diversamente abile” spesse volte gli ha tolto il sorriso. È consapevole delle sue difficoltà e tutto ciò gli pesa come un macigno. Il futuro di Raffaele sembrava destinato ad essere poco felice. La vita però, non smette mai di stupirci.

Un giorno il suo professore di sostegno, vedendo Raffaele svogliato e stanco, decide di portarlo in palestra. “Era molto demotivato, sempre in disparte. A scuola lo avevano accettato di buon grado, ma lui sentiva addosso il marchio della diversità”, racconta l’insegnante. “Non riuscire a fare nulla, essere l’ultima ruota del carro aveva distrutto la sua autostima. Non aveva stimoli e questo si ripercuoteva anche nel rapporto con gli altri: chiuso in se stesso, faticava a socializzare”. Voleva farlo divertire, liberamente. Tra un gioco e l’altro, il docente Orazio Scarpa, si accorge che Di Maggio corre, corre così veloce che decide di prenderselo in custodia e provare a vedere se questo suo dono potesse diventare qualcosa di più. Da cosa nasce cosa e Raffaele ora, non smette più di correre e stupire. Nel 2015 ha vinto i giochi studenteschi nazionali: “È stata la mia gara più bella, non me l’aspettavo proprio di poter arrivare davanti a tutti. È successo così, all’improvviso”. Poi progressi continui, fino all’exploit di marzo 2016: il titolo mondiale sui 60 metri fra i paralimpici, contro adulti già formati. Ad impressionare è quell’incredibile crono di 7”11 che vale il record italiano assoluto cadetti (categoria riservata ai ragazzi di 14 e 15 anni dove ancora non si corrono i 100 metri; il precedente resisteva dal 2009).

Di-Maggio-Campione-del-Mondo-nei-60mIl suo tecnico e professore sa che c’è ancora da lavorare e che il futuro è nelle sue mani ma quello che gli preme sottolineare è ben altro: “Sentendosi finalmente valorizzato è riuscito a prendere consapevolezza e fare i conti con la sua condizione: ha capito di essere diversamente abile”. Forse, aver fatto pace con sé stesso l’ha portato a vederci chiaro, ad osservare quella luce che era lì dentro di lui, pronta per essere scoperta.

È stato paragonato a tanti atleti illustri, ma quello che più riempie il cuore è la semplicità e la spontaneità con cui Raffaele, magari scherzando un po’, dice: “In tante cose vado piano, ma nella corsa sono il più bravo”. Al di là di tutto Raffaele vuole divertirsi: “Correre è la cosa che mi piace di più e che so fare meglio”. Solo così, “pescando” dove può sentirsi unico e felice, la sua disabilità rimarrà una piccola parentesi, in una storia che dimostra ancora una volta che se apriamo le porte al divertimento, nulla ci è precluso.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. una lettrice.

    Grazie, di aver condiviso questa storia, da cui ho apprezzato molto l’impegno dell’insegnante a voler trovare la strada giusta che potesse far conoscere a Raffaele le sue potenzialità fino ad allora sconosciute.
    Avanti cosi Raffaele, e , nella fatica, buon divertimento!

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