“Norwegian Wood”: Chi dice “Murakami” dice “Dramma”

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Durante gli anni adolescenziali, Toru faceva parte di un terzetto di amici composto da Kizuki, il suo migliore amico, e da Naoko, la ragazza di quest’ultimo. La sua vita viene sconvolta dal suicidio di Kizuki: il trauma della perdita accentua il suo carattere introverso e distaccato, che lo rende, crescendo, uno studente universitario solitario, indifferente ai moti studenteschi della sua epoca, gli anni ’60, e al resto del mondo. L’unica sua compagnia è quella di Nagasawa, suo coetaneo molto popolare, intelligente ma freddo, dedito ad una vita sessuale sregolata nonostante la relazione con la fedele e bella Hatsumi. L’isolamento di Toru è destinato a finire con il ritorno nella sua vita di Naoko, ancora tormentata dallo “spettro” di Kizuki, e la conoscenza di Midori, collega universitaria un po’ svampita e indifesa…

Titolo: “Norwegian wood  (ノルウェイの森 Noruwei no mori)norwegian wood poster
Regia: Tran Anh Hung
Soggetto: Haruki Murakami (romanzo)
Sceneggiatura: Tran Anh Hung
Paese: Giappone
Anno: 2010
Genere: drammatico

Interpreti:
Ken’ichi Matsuyama: Tōru Watanabe
Rinko Kikuchi: Naoko
Kiko Mizuhara: Midori
Kengo Kōra: Kizuki

Consigliato a: depressi di tutte le età, fan dello stile cinematografico orientale, gente che cerca storie d’amore alternative
Sconsigliato a: chi parte prevenuto contro gli adattamenti cinematografici, chi cerca un film leggero, chi non ha mai letto un libro di Murakami

norwegian-wood-murakamiTratto dall’omonimo bestseller di Haruki Murakami, “Norwegian Wood” è un film in perfetto stile orientale. Le battute dei personaggi sono brevi, concise, i tempi delle scene molto lunghi e dilatati. Questo potrebbe rendere la visione un po’ ostica allo spettatore occidentale, abituato ad un ritmo più sostenuto: su questo punto, dipende il gusto soggettivo di chi guarda.

Ad essere oggettivamente una “bomba” è invece la regia. Pulita, dinamica, ben costruita: non poche immagini deliziano gli occhi dello spettatore, che segue le drammatiche vicende raccontate attraverso elaborati piani-sequenza o stupendi campi lunghi. Degna di nota anche la recitazione degli attori, i quali danno il meglio di loro anche quando la macchina da presa si avvicina sempre più al volto, mostrando una perfetta capacità di imitare sguardi densi di rabbia o paura, o di riprodurre minimi movimenti facciali. Passando invece alle pecche, chi ha letto il romanzo (tra cui il sottoscritto, che lo sottolinea per farsi figo) dovrà purtroppo fare i conti con diversi tagli e alcuni modifiche del testo originale, causate dalla dimensione non proprio contenuta del libro. E, fidatevi, per alcune scene è stato davvero un peccato.

Sempre collegato alla questione dei tagli, un altro problema della pellicola è un’errata gestione di due personaggi, nel libro abbastanza importanti. Il primo è Nagasawa, mal presentato da paio di frasi pronunciate dal narratore onnisciente (lo stesso Toru) e una mezza scena che non arricchisce lo spettatore di informazioni sul personaggio. Ma, mentre con Nagasawa, nel procedere della storia, il suo personaggio viene decentemente approfondito, uno davvero lasciato a sé stesso è il personaggio di Sturmtruppen. “E chi è?” si chiederà chi ha appena visto il film. Si tratta del compagno di stanza di Toru, che nel film non solo non viene presentato (non si dice nemmeno il suo nome!), ma compare in due scene contate, completamente insignificanti. A questo punto tanto valeva non farlo comparire per niente!norwegian-wood-1 Rinko Kikuchi

In definitiva, “Norwegian Wood” è un film senza infamia e senza lode: è piacevole, riesce a trasmettere alcune sensazioni del romanzo, e cerca anche di essere il più fedele possibile. Ma, per chi si trova davanti a questo film senza conoscere la storia, la visione non lo coinvolgerà più di tanto. Detto in soldoni: leggetevi il libro!

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