IL TRADITORE TIPO: una spy story che fotografa la decadenza morale del mondo occidentale

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Siamo ormai abituati alle trasposizioni cinematografiche dei romanzi di spionaggio di John Le Carré, ma diversamente dal solito, in Il traditore tipo, pellicola basata sul romanzo “Il nostro traditore tipo” (scritto dall’autore nel 2010), l’attività di spionaggio resta un po’ sullo sfondo di una trama il cui focus è centrato sulla decadenza morale che ormai domina la società occidentale.

Il traditore tipo (tit. orig. Our Kind of Traitor“)iltraditoretipo_web_jpg_1003x0_crop_q85
Regia: Susanna White
Soggetto: John le Carré (romanzo)
Sceneggiatura: Hossein Amini
Paese: Regno Unito
Genere: thriller, spy story

Interpreti:
Ewan McGregor: Peregrine “Perry” Makepeace
Naomie Harris: Gail Perkins
Stellan Skarsgård: Dima
Damian Lewis: Hector


Gli amanti del genere potrebbero rimanere vagamente perplessi perché in questa pellicola, diretta da Susanna White, la complessità degli intrecci dei romanzi di Le Carrè, viene messa in secondo piano per dare maggiore spazio all’importanza che rivestono le scelte individuali dei personaggi. Purtroppo, nonostante la sceneggiatura sia stata curata da Hossein Amini (Drive), questo tentativo di incentrare il racconto sui rapporti interpersonali, tralasciando altri elementi tipici della spy story quali l’azione, le trame intricate e le cospirazioni, risulta traballante, finendo col rendere la trama non sempre verosimile.il traditore tipo

La storia inizia in Marocco, dove il professore universitario di poesia, Perry (Ewan McGregor) è in vacanza con la moglie Gail (Naomie Harris), nel tentativo di ricucire un rapporto in crisi a causa del tradimento di lui con una giovane studentessa. Durante una cena in un lussuoso ristorante, Perry nota un gruppo di chiassosi russi che sorseggiano bottiglie di vino da migliaia di euro. Uno di loro, l’appariscente e carismatico Dima (Stellan Skarsgård), invita Perry a unirsi a loro, prima a cena e poi a una festa esclusiva, in cui nasce un’immediata connessione tra i due uomini. È allora che Dima confessa al professore di essere uno dei maggiori riciclatori di denaro sporco per la Mafia Russa e di essere minacciato da un nuovo boss, che vuole eliminare lui e la sua famiglia. Ha bisogno di aiuto e per questo chiede a Perry di portare per suo conto all’MI6 di Londra delle informazioni confidenziali.

È solo l’inizio, per Perry e Gail, di un coinvolgimento sempre più attivo e pericoloso nel mondo dello spionaggio internazionale, che li porterà a stringere alleanza con il governo britannico tramite uno spietato e determinato agente segreto dell’MI6 (Damian Lewis).

Ewan McGregor: Peregrine "Perry" Makepeace Naomie Harris: Gail Perkins Stellan Skarsgård: Dima Damian Lewis: HectorÈ evidente che l’innesco della storia sta tutto nella volontà del timido e riservato professore universitario di voler aiutare un mafioso russo, scelta apparentemente dettata da un’improvvisa amicizia e senso di fiducia che scatta tra i due uomini al primo incontro. Questo elemento, su cui poi si basa tutta la trama, è il mattoncino traballante della storia. Infatti, perché una persona normale deciderebbe di aiutare un criminale potente senza conoscerlo, soprattutto quando questa scelta significa infilarsi in una situazione così rischiosa da poter dar luogo al peggiore degli esiti? La sceneggiatura non indaga in maniera dettagliata le motivazioni dietro questa scelta, ma lascia allo spettatore il compito di intuire e ipotizzare, privando però cosi la storia di una maggiore solidità narrativa.

Quello che invece nel film funziona bene è il ritratto una società in cui i veri intrighi non sono più legati alla politica, quanto alla finanza. È finito il tempo delle guerre ideologiche, non ci sono contrapposizioni di blocchi politici, ma piuttosto il racconto di come le istituzioni democratiche si sgretolino davanti alle pressioni del potere finanziario, anche di quello esplicitamente criminale. E in un mondo dove le mafie e le banche fanno il buono e il cattivo tempo, spostando milioni a piacimento, la differenza può farla solo la lealtà tra le persone. Il film di Susanna White trova qui le sue fondamenta morali: nel valore del comportamento etico e del peso della parola data da parte dei singoli individui. Contro i meccanismi corrotti di sistema, l’onore e la morale offrono l’unica via di scampo per chi vuole sperare in un futuro migliore.

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