Quando il mondo va ad una velocità diversa dalla nostra…

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… senza dubbio bisogna adeguarsi! Non dico alla velocità del mondo, per carità, ma al fatto che le cose stanno così. Se viaggiate a 100, per natura, non potete rallentare solo perché il mondo là fuori va a 30, rischiate l’infelicità. Allo stesso modo, ovviamente, se per natura o per comodità viaggiate a 30 e il mondo va a 100, non potete accelerare, rischiate… non so dire. Immagino qualcosa di simile all’infelicità!

velocità Io, per natura –eccessivamente generosa o crudele- viaggio a 140. Oltre ogni limite, anche a quello ammesso in autostrada e se c’è nebbia, raggiungo addirittura i 150! mentre il mondo, senza la suggestione di edulcoranti artificiali, raggiunge al massimo i 100. La nebbia porta il mio cervello a rilasciare endorfine. E’ un po’ come se durante quelle giornate uggiose non facessi altro che mangiare cioccolato o fare sesso! magari! ma dove li metto, poi, brufoli e cistite?
Nebbia, pioggia e vento mi inebriano senza alcun effetto collaterale. Ed è proprio in quelle giornate “scorrette” che il divario fra me e il resto del mondo aumenta. Io accelero, il resto del mondo rallenta. Non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere, si tratta semplicemente di un modo, appunto, e ognuno ha il suo, compreso l’universo. Non posso fare altro che adeguarmi, ovvero, prendere atto e accettare l’evidenza!

Tutti abbiamo a disposizione lo stesso pacchetto-vacanza; c’è chi, nel tempo concesso, riesce ad esplorare il mondo intero, chi si spinge solo pochi isolati più in là della cuccia del proprio cane o di quella del cane del vicino e chi non oltrepassa la soglia di casa. Poco importa, purché sia felice.
Non ho mai pensato di voler cambiare il mondo o i suoi abitanti, ma soprattutto, non ho mai pensato di voler cambiare me stessa. In realtà, a volte, quest’ultima riflessione -su consiglio di chi è riuscito ad avvicinarsi- mi ha vagamente distratto, ma è stato un attimo. Anche il pensiero è talmente rapido che per ricostruirlo, spesso, devo aggrapparmi alla sua eco.
ideeViaggiare veloci con la mente e con il corpo è un’avventura oltremodo eccitante, ma se non ti piace la solitudine, sei fottuto! Se acceleri, rischi il salto in un’altra dimensione, senza ritorno. Se rallenti, rischi l’infelicità. Se ti fermi, muori. Dunque, avanti tutta!
I vantaggi dell’iperattività diurna e notturna –non parlo di sogni, ma di insonnia- sono davvero numerosi. E’ meraviglioso vedere un’idea o un progetto prendere forma e quando sei veloce, di idee e di progetti ne vedi a centinaia. Pensi, elabori, lavori, realizzi ed esulti. Se va male, hai tutto il tempo di rifare il percorso cinque volte prima che qualcuno ti raggiunga. Allora, quando realizzi, esulti addirittura il doppio!

La vita a 140 è un’esperienza bellissima, entusiasmante, nutriente, ma spesso individuale. Per i fuoriclasse -al di sopra o al di sotto dei limiti- non c’è gioco di squadra. Se sei lento, resti indietro, solo; se sei veloce, invece, schizzi in avanti, ma sempre solo. Difficile incontrare qualcuno che va alla tua stessa velocità. Se capita, dura poco, ognuno ha il suo ritmo naturale. Ci si può allenare, forzare, condizionare, ma poi la finzione cede alla realtà. Meglio confessare subito i propri numeri.

solitudineComunque vada, il risultato non cambia: resti solo! Allora, che fare?
Piangere… è un’idea. Dopo un po’, però, gli occhi iniziano a prudere, soprattutto se usi ombretti e mascara come faccio io e la solitudine non si fa più affollata, al massimo sfuma dietro al velo di lacrime;
chiamare un amico. Aiuta fino a quando sei in “contatto” con lui, poi inevitabilmente, ognuno torna alla sua velocità e alla sua posizione nell’universo;
accendere la tv. Potrebbe facilitare il sonno, ma il risveglio sarebbe terribile fra soap e talk show;
godere. E’ un’ottima soluzione. Se non c’è il partner per farlo fisicamente puoi farlo con la fantasia, quella sì che procede sempre alla tua velocità, è il miglior partner al mondo!;
storiescrivere. Questa è l’idea migliore. Puoi dare sfogo alla tue elucubrazioni, alleggerendo così il carico che ti consentirà di viaggiare ancora più veloce e di lasciare indietro, per qualche istante, la solitudine. Oppure puoi inventare una storia con tanti personaggi diversi per sesso, età, religione, estrazione sociale, conformazione fisica e mentale con cui condividere avventure, sogni, desideri e paure in modo tale da sentirti meno solo, almeno fino a quando continuerai a scrivere…

 

 

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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