“Psycho-Pass”: Serie ad alto Coefficiente d’adrenalina

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

 

In una Tokyo futuristica (ma non troppo) il crimine viene prevenuto dalla misurazione, tramite appositi sensori posizionati nei cittadini, dello stato mentale della popolazione. A usufruire di questa tecnologia è la sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza, che ha il compito di fermare e isolare i soggetti che, dopo una lettura di tali sensori, risultano più probabili a commettere dei crimini. In questo contesto fa il suo ingresso nelle forze dell’ordine la giovane ispettrice Akane Tsunemori, la quale cerca di inserirsi nella sua squadra nonostante un’iniziale difficoltà a relazionarsi con un suo burbero compagno, Shinya Kogami. Questi è uno degli Esecutori, soggetti con un latente alto “Coefficiente di criminalità” (calcolo sulle probabilità che un dato soggetto commetta un crimine), i quali, senza doversi preoccupare di una sua eventuale alterazione, danno il loro contributo aiutando la legge. I casi che Akane e la sua squadra si troveranno a risolvere li metteranno a dura prova, specialmente quando un misterioso terrorista, Makishima Shogo, farà la sua comparsa…

psycho passUna delle più brillanti creazioni di Gen Urobuchi (già autore di altri famosi lavori made in Japan come “Fate/Zero” e “Puella Magi Madoka Magica”), “Psycho-pass” si presenta subito come una serie dai toni cupi e cinici, che non ha paura di mostrare il crimine con un’efferata crudezza. I personaggi, dalla timida ma forte e coraggiosa Akane, al silenzioso e determinato Kogami, sono molto forti e ben costruiti. Nel guardare la squadra di Akane ci ritroviamo di fronte un gruppo bizzarro e variopinto, i quali componenti rimangono impressi nella mente (e nel cuore) dello spettatore dopo poche scene.

La sceneggiatura non è mai frettolosa né scontata, il ritmo talmente ben sostenuto dal riuscire a inchiodare sulla poltrona chi guarda, scena dopo scena, episodio dopo episodio. Molto interessante, nonostante si tratti di una serie prevalentemente d’azione, la presenza di alcune (seppur non così lunghe) dissertazioni filosofiche riguardo il ruolo dell’individuo nella società, e sulla società stessa. Il villain Makishima solleva più volte problemi di tale matrice; proprio lui, sprezzante e crudele criminale, che però cerca, quasi un moderno Prometeo, di ridare libero arbitrio ad una popolazione assoggettata da una società distopica e onnipotente. “Psycho-pass” è una serie imperdibile (nonostante una seconda stagione decisamente meno brillante della prima), sia per gli amanti del genere che non: una crociata contro il crimine tra i bui vicoli di una metropoli, specchio della società odierna. Una società forse non meno crudele e spietata del crimine stesso.psycho pass

Consigliato a: fan di Orwell, amanti dell’orrido, criminali latenti
Sconsigliato a: gente dallo stomaco debole, anarchici incalliti, disprezzatori del noir

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?