L’educazione alimentare non è per tutti. Le discriminatorie linee del Miur

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Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si impegnano ma non ottengono i risultati prefissi. Vorrebbero aiutare tutti gli studenti, soprattutto quelli più bisognosi, ma nel concreto i loro sforzi – studi, ricerche, elaborazioni e implementazioni di piani – si volatilizzano ritornando a quello stato intermedio tra la fisica e la logica o tra quest’ultima e la “presa in giro”.

L’errore del progetto

linee-guida-per-leducazione-alimentare-miur-expo-626x250[1]Il Miur ha predisposto – racchiudendole in un pdf – le Linee guida per l’Educazione Alimentare, destinate agli studenti e, per il loro tramite, alle famiglie, che dovrebbero apprendere il corretto modo di alimentarsi messo a punto dagli esperti (1).
Il proposito principale  consiste nel “[…] debellare le nuove grandi patologie sociali caratteristiche della nostra epoca e correlate all’alimentazione – dall’obesità alle malattie cardiovascolari, dai tumori al diabete – valorizzando le azioni che permettono di prevenire e di curare tali pandemie; […]”. [pag. 3/41, Linee guida per l’Educazione Alimentare 2015, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-pdf. Normativa nov. 2015 – Note: prot. n. 11045 del 5-11-2015]

Ma questo proposito, seppur lodevole, mostra una falla di misure enormi e di cui nessuno – tra coloro che hanno tracciato le linee guida – si è occupato.
Sembra che nemmeno il Ministro Stefania Giannini si sia resa conto che queste preziose nozioni non sarebbero arrivate a tutti quegli studenti “dispersi” (o “drop out”). I dati sulla dispersione scolastica parlano forse una lingua incomprensibile da parte di coloro che – al riparo da vento, grandine, sole cocente e in ossequio al dovere istituzionale – si dedicano alle generazioni discenti.

Il dato più allarmante emerge dal confronto tra questi numeri e il fine “elegiaco” delle linee guida: “Com’è possibile raggiungere questo scopo se nei luoghi in cui sono più presenti tali patologie vi si riscontra anche la più alta percentuale di dispersione scolastica?”.download2[1]

In queste azioni si cela la verità che, in ogni caso, è amara. Le ipotesi sono almeno tre:

1. Si sono inavvertitamente dimenticati delle migliaia (?) di ragazzi e delle famiglie che vivono quantomeno in condizioni di varia precarietà;
2. Hanno deliberatamente pensato di escludere alcune fette di popolazione;
3. Si sono industriati a trasformare il profondo in superficiale.

Al novero si potrebbe aggiungere una quarta ipotesi – opposta alle ultime due e apportatrice di serenità nel presunto animo tormentato di coloro i quali sono chiamati ad assolvere il delicato compito di illuminare la strada delle giovani generazioni. In breve, gli autori e il ministro – pur essendo a conoscenza del grave fenomeno della dispersione scolastica, al cui contrasto il Miur destina ingenti risorse – auspicano a queste linee una proiezione tale da raggiungere soprattutto le studentesse e gli studenti “dispersi”.

Ma purtroppo il tempo degli auspici è finito. E sul presente non può che profilarsi la prima ipotesi, la più drammatica in quanto affonda le radici in un piano premeditato, antico, secondo il quale una parte degli italiani deve essere sistematicamente deprivata di civiltà, relegata ai margini della bellezza e mantenuta in un perenne stato di soggezione e obnubilamento attraverso illusorie e abbacinanti luminarie.

Note e siti di riferimento

1. Le “Linee guida” sono state redatte a cura della Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione del MIUR e del Comitato per l’Educazione Alimentare del MIUR [MIUR. AOODGSIP. REGISTRO UFFICIALE(U). 0011045.05-11-2015]

- Linee guida per l’Educazione Alimentare 2015 http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/index1115

- Legge n. 107 del 13.07.2015 (G.U. n.162 del 15.07.2015) “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” (in particolare: art. 1, c. 7) http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15G00122/sg

 

 

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