Le isole del Tesoro (Ricchi&Pecore)

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C’era un volta un regno situato su una grande palla blu. I suoi governanti spronavano quotidianamente i cittadini a lavorare sodo per il bene della comunità. Bisognava lavorare duro per mantenere il benessere raggiunto. Per assicurare un futuro migliore ai propri figli. Un futuro che però era minacciato da coloro che non pagavano le tasse.

I governanti infuriati urlavano ogni giorno contro costoro aizzando il popolo. Le tasse sono bellissime e vanno pagate, dicevano. Per stanare i malvagi evasori mandarono i gendarmi ovunque: nelle piccole botteghe, nei campi coltivati e negli allevamenti. Eppure l’evasione non calava mai. Eppure le tasse aumentavano sempre di più, nonostante l’arresto di contadini, artigiani e piccoli mercanti. Un giorno una ciurma di marinai si avventurò nel mare proibito, sebbene i regnanti avessero ammonito riguardo ai pericolosi mostri presenti nelle acque oscure. Ma dopo giorni e giorni di navigazione non trovarono nessun mostro degli abissi, ma solo diverse isole. Una più bella dell’altra. Tutte ricolme di lingotti d’oro, di gioielli e di ricchezze sfrenate. E videro ciò che non avrebbero mai dovuto vedere: le navi dei leoapri2nobili che scaricavano casse su casse di questa immensa fortuna. Sbigottiti e inferociti tornarono a casa raccontando la terribile visione in tutto il regno. La folla in preda al rancore si mise ad assediare i palazzi di Lorsignori. Ma a quel punto intervenne il Re promettendo una giustizia rapida. Il popolo tornò nelle proprie case e attese. Ma i mesi passarono. Nuovi argomenti e la dura vita portò la gente alla distrazione. I processi si fecero infiniti. Le isole infine tornarono ad esser vuote: le ricchezze erano magicamente sparite. I nobili impuniti vennero assolti. Perché come disse uno di loro: “Io so io e voi non siete un cazzo” (cit.).

Lo scandalo Panama Papers è solo l’ultimo della lista e probabilmente farà luce su di meno dell’1% dell’evasione fiscale globale. Infatti, il sistema dei paradisi fiscali o centri off-shore è uno degli aspetti più oscuri del nostro Sistema e anche una delle peggiori truffe mai partorite dalle classi dirigenti planetarie. Esso è una rete di dimensioni globali in Luoghi spesso insospettabili, mentre tutti rivolgono svogliatamente l’attenzione verso le isole Cayman o la Svizzera. Eppure, uno dei maggiori centri di occultamento dei capitali è lo stato americano del Delaware negli Usa. Una delle punte di diamante di questa rete parallela è la City di Londra, potente distretto finanziario dove la misteriosa City of London Corporation ha più influenza del governo inglese. In questo mondo leoapri3parallelo il giornalista Nicolas Shaxson, autore del libro inchiesta “Le isole del Tesoro”, ha stimato la presenza di decine di migliaia di miliardi di dollari (c’è chi dice dai 21.000 ai 36.000 miliardi). Soldi sottratti in modo illegale al benessere dei cittadini, tramite complesse triangolazioni finanziarie e società di comodo, create da manager, industriali, banchieri, membri delle élite, ecc.

Queste “isole” di ricchezza non sono solo il centro dell’evasione fiscale dei membri ricchi della società, ma anche il crocevia di gruppi terroristici, organizzazioni criminali e affari sporchi condotti da corporation e governi. Si può tranquillamente affermare che praticamente tutte le multinazionali hanno messo in piedi sistemi di elusione/evasione fiscale, arrivando a pagare tasse irrisorie, come la Apple.
Ma il problema non si ferma esclusivamente al denaro sparito nel nulla. Il mondo off-shore interagisce ogni secondo con l’altro aspetto dimenticato del Sistema, lo Shadow Banking System, e con l’alta finanza in chiaro naturalmente. Questi tre elementi combinati hanno avuto un ruolo importantissimo nella crisi economica globale, con spostamenti di capitali occulti, speculazioni e manipolazioni a tutti i livelli.
Ogni volta che si ascolteranno parlare i nostri governanti di lotta all’evasione, è utile ripensare alle “isole del tesoro”, in modo da smascherare le loro spudorate menzogne. I ricchi hanno creato un’ipocrita doppia legge de facto, mentre i normali cittadini sono stati ridotti in pecore. Da tosare.

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    L’ evasione. Argomento che mi fa incavolare da matti. Si comincia con la truculenta congrega condominiale che ti aspetta sulle scale dopo una dura giornata di lavoro carica di responsabilità civili e penali verso minori: – Facciamo le scale da noi, a turni trimestrali per evitare di pagare ditte che poi devono applicare l’ iva e i costi son cari, le va bene vero?
    Non mi va bene per niente perché loro le fanno pulire dalle loro colf, regolarmente pagate al nero e perennemente incavolate e sciattone, mentre io, condizionata da pensieri sempre poco ottimisti e vivendo di lavoro in cui le tasse son trattenute direttamente alla fonte, non tengo serve, pulisco e cucino da me, da sempre. Faccio notare ai ” bravi” di manzoniana memoria che sulle scale ci corrono pure bambini e che nessuno toglierà le responsabilità civili e penali a nessuno se dovesse succedere qualcosa. Comincia contro di me una guerra tanto vasta e dura che mobbing e stalking son bazzecole a confronto. Non mi arrendo, studio un po’ di strategia e pago per il mio turno una donna che sa il fatto suo e regolarizza la posizione. Ma la situazione è generalmente sgradita perché le voci corrono e c’ è il rischio che pure la scala maggiore dove un inquilino pulisce pagato regolarmente al nero, si ritrovi magari sottoposta ai controlli temuti e mirati, considerato che non esistono scale autopulenti. Non sono il tipo che cede alle carognaggini e resisto anche perché la Cassazione ha stabilito senza ombra di dubbio che nessuno può costringere un altro a fare o dare quanto non è dovuto ( trattasi tra l’ altro del reato di violenza privata), cioè le pulizie condominiali si pagano con regolamentare fattura a ditta specializzata e abilitata. Chiedo alla pulitrice di non venire nei quattro mesi che mi sarebbero spettati per fantasiosa “legge condominiale” sottaciuta e omertosa. I beluini scalpitano e ragliano sonoramente, ma io abbaio forte. Cedono in breve, dopo qualche spavento ad arte procurato sul fatto che chi fa in proprio, usando prodotti senza dubbio impropri, può far scivolare malamente chi si astiene dal fare cavolate sulla cosa comune. Certo qualche squallida vaiassa di scala passa alle maniere brusche ma trova il pugno di ferro, i denti di acciaio, la lingua che scotta, pertanto, per nulla incline all’ educazione e alla diplomazia.
    I pargoletti di questa malaprogenie di cittadini- smodello si rattristano assai, poverini,, forse si spaventano al vociar da lupi mannari delle loro dolci mammine che ricevon le ferre e sferzanti risposte che la situazione impone. Via, le creature saranno pure innocenti, ma crescendo in covi di ladruncoli da quattro soldi potrbbero col tempo guastarsi. Meglio agir per tempo, dunque! I malnati condomini si arrendono in breve a chiedere l’ intervento congruo della summenzionata signora che aspettava nel suo ufficietto i gradassi dell’ evasione e della arrrischiata violenza privata ghignando fra sé.
    Ora io mi chiedo e dico: ce ne sono di crape lustre , pelate o impomatate, a ‘sto mondo che hanno dimostrato iperboliche ed impensabili trovate di alta ingegneria finanziaria per mandare a remengo l’ intera economia mondiale tanto per arricchire maggiormente chi già si faceva bagno e doccia nei quattrini, puzzando poi, come acqua putrida, di carta usata da milioni e milioni di mani. Possibile dunque che i Paesi non riescano a scovare altrettante crape per mettere in regola i lestofanti della tassa gabbata? Magari potrebbero richiamare in campo gli ingegneri finanziari che ci hanno regalato un terrificante 2008 e altri anni a seguire, rovinando economie, famiglie, lavoratori onesti, e mettendo una ghigliottina sulle teste dei giovani, del futuro. Non sarebbe certamente il caso di stipendiarli se trovassero il bandolo perduto dopo aver studiato un po’ ché la via acquatica o terrestre per le isolette piene zeppe di forzieri carichi di scellerate ruberie la conoscono bene e possono ben prelavare giusto quanto basta alla quotidiana razione di pane e acqua che può regalare solo salute a gente che, non trovando più neanche una cassettina ( si fa per dire ) nell’ ultima complice banca della malora, ha dovuto sostituire i pasti luculliani cui era adusa con non propriamente gradevoli pasti a base di dannose monetine piene di nichel e di cartamoneta stracarica di tutti i batteri circolanti sul pianeta. Ma, suvvia, cosa non si fa per accrescere e nascondere alle grinfie dei patrii sistemi fiscali i guadagní miracolisticamente e mirabilmente accumulati praticando ingegnosi giochi di prestigio e striscianti predazioni?
    Ma guarda un poi’ tu: teste tanto luminose da far invidia alle più brillanti luminarie di natale, teste che hanno trovato trucchi sensazionali per far capitombolare economie mondiali, per nascondere ricchezze immense e non pagare un nichelino alla terrificante tassa previdenziale, assistenziale, sindacale & c. non sono ora proprio in grado di partorire un topolino per tirare a riva almeno la miserella tassa sulla disinfezione dell’ aria circostante ammorbata da miasmi vomitevoli, visto e considerato che la materia organica di cui ormai riempiono le budella i furbettini d’ ogni età e luogo è fatta di olezzante cartamoneta che, non potendo trovar libera uscita dalla preposta parte, infetidisce il loro gia’ disgustoso alito che svolazza a destra e a manca se non altro per deridere i babbei del lavoro e delle tasse regolarmente pagate.
    E vedi tu, al massimo dal popolo si leva la trita litania del ” beh, in fondo tutti i Paesi hanno la loro evasione, no? ”
    Oppure si strombazzano ad ogni scampanio di elezioni seri provvedimenti per i furbi d’ ogni età e contrada. Campa cavallo!
    E soprattutto lavora e taci, asino d’ un beota che vai a far l’ onesto cittadino convinto che esista ancora civismo e senso dello stato!
    Poco da fare: mi incavolo forte a rimembrare evasioni. Penso che i bilanci dei Paesi avrebbero tutt’ altro tenore, penso che i servizi ai cittadini ci sarebbero tutti e potrebbero persino funzionare a dovere se ognuno pagasse il giusto a questi stati tanto tormentati da bilanci fallimentari, borse che arrancano procedendo a gambero per di più avvinazzato. Penso che i giovani potrebbero immaginare una finestra aperta sul futuro, senza rincorrere concorsi a posti jzero, senza passare il loro prezioso tempo a preparare curricula che nessuno leggerà, senza affrontare colloqui che hanno i posti già riservati al soliti noti e ignoti figli di papà e buona donna.
    Mi meravigliano non poco i popoli : tirano avanti la carretta dello stipendiuccio ammazzato da trattenute che magari vanno a portare alimenti e sostentamenti vari perfino a coloro che hanno sotterrato i pingui forzieri sotto isolette baciate dal mare blu e dal sole fulgido.
    Chissà, tutti brontolano , imprecano, bestemmiano , ma pensano che in fondo il mondo è fatto proprio così e non lo si può cambiare; oppure, chissà, covano in cuor loro il sogno di riuscire un bel dì a fare il loro bravo marameo agli astanti e distanti e di attaccarsi alle fila di coloro che affollano atolli, banche & c.
    Un’ ultima considerazione: che ne facciamo delle frotte di commercialisti, ragionieri, banchieri che aiutano alacremente i teorizzatori del “paga tu che sei fessacchiotto e gabbato” a paludare, ingarbugliare, transare, infoibare quei danari che restando al loro posto farebbero la differenza? Io una idea ce l’ ho, ma avrei bisogno dell’ aiuto di molti volonterosi volontari: in fondo si tratta solo di mostrare il pugno di ferro, i denti d’ acciaio, una lingua non certo amorevole e, tantomeno, diplomatica. Non è la carneficina, non scorrerà il sangue, s’ è già visto, no? E per chi non ricordasse ripassi il commento dall’ inizio.
    Gran bell’ articolo, Leonardo. Hai fornito al lettori informazioni chiare e anche nuove che non sono alla portata di tutti. Peccato solo che mi rammenti vissuti condominiali infami e mi riporti alla deprimente e insopportabile situazione del mondo d’ oggidì che non imbocca la strada buona.

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  2. Massimo Masotti

    Fanno bene a nascondere i soldi.. in fondo sono come i vecchi pirati dell’ setteottocento che li anlivano a nascondere dopo le varie scorribande, ma i governi altrimenti non li avrebbero certo usati per il benessere comune…

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