L’arte di coltivare, l’antropocene, le api, i libri

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E’ Primavera, non come quelle di una volta, in realtà,  quando a marzo i cieli erano solcati da nubi a pecorelle, quando il sole fresco e timido si dileguava per un improvviso violento acquazzone che presto lasciava nuovamente il cielo al sole, quando le temperature si addolcivano lentamente, quando viole, margherite, mughetti, occhi della Madonna ingentilivano prati, argini e ogni angolo verde, quando arrivavano le rondini, quando anche un fazzoletto di terra come il mio orto era un’esplosione di colori, odori, vita… ora ci sono giornate in cui sembra sia ritornato l’autunno e altre in cui pare sia scoppiata l’estate.
Molti, per privilegio anagrafico, sanno di cosa parlo, molti non lo sanno e probabilmente non lo sapranno mai più.

E’ l’antropocene, l’era geologica in cui viviamo, l’era geologica dell’uomo, l’era in cui l’attività umana ha iniziato a lasciare tracce indelebili , come dolorose cicatrici, che si manterranno per migliaia di anni. E’ cominciato,  secondo alcuni, il 16 luglio del 1945, data in cui gli scienziati americani fecero esplodere la prima bomba atomica, nel deserto del New Mexico, che rilasciò isotopi di cesio 137 e plutonio 239 e 240. Gli isotopi raccontano ai geologi la storia di tempi remoti, gli isotopi racconteranno la storia dei cieli asfittici delle nostre città saturi di CO2, racconteranno di spostamenti di materiali combustibili fossili, rifiuti, roccia, sabbia, in quantità tali che tutti i corsi d’acqua del mondo non hanno mai smosso, racconteranno di un sesto continente di plastica, racconteranno di un oceano avvelenato dalla più grande contaminazione di materiale radioattivo, racconteranno di un clima impazzito, racconteranno guerre e distruzione e migrazioni epocali, racconteranno di estinzioni di massa di esseri viventi, animali e vegetali, terrestri e acquatici, forse racconteranno anche dell’estinzione delle api, che si vedono sempre meno e sono in grave pericolo.

Cover_ortoGli insetti sono stati, oltre 300 milioni di anni fa, i primi colonizzatori delle terre emerse dal brodo primordiale del nostro pianeta, fra gli insetti le api sono fra i più necessari alla Terra e all’uomo, sono sopravvissute all’”evento” apocalittico probabilmente causa dell’estinzione dei dinosauri, potrebbero non sopravvivere all’antropocene, sterminate da pesticidi e insetticidi,  agricoltura intensiva, degrado dei loro habitat naturali, cambiamenti climatici (con imprevedibili ondate di calore o alluvioni), cementificazione selvaggia. La qualità della nostra vita e il nostro futuro dipendono dall’attività e dalla stessa esistenza di altri abitanti di questo pianeta, le api, con la loro infaticabile opera di impollinazione di colture,  piante e fiori, svolgono una fra le attività più importanti e insostituibili per la vita, la biodiversità e, non da ultimo, la bellezza della Terra.

In questa ennesima diversamente primavera, in cui le punture dolorose delle zanzare tigri sostituiscono sempre più il ronzio delle api (che in realtà bombiscono, come i tuoni!) si potrebbe tentare la semina di ortaggi ed erbe aromatiche in piena terra, tuttavia se si preferisce non correre i rischi della semina si possono trapiantare le piantine dai semenzai o acquistate e così recuperare il tempo perduto a causa degli imprevisti climatici; fragole e pomodori danno grandi soddisfazione ai neofiti e ai golosi, come le piante aromatiche, molto resistenti se si usa l’accortezza di porre alla base delle radici della piantina alcuni sassolini che dreneranno l’acqua in caso di eccessive pioggie. Dall’8 al 21 Aprile la luna sarà crescente, periodo ideale per semina e trapianto di quasi tutte le piante aromatiche e gli ortaggi estivi, ma anche di quelli che si consumeranno in inverno. Per procedere ad innesti di piante da frutto meglio attendere dal 23 al 30 aprile, con luna calante. Il 22 Aprile avremo luna piena.

Nell’ attesa di tempo e luna ideali per seminare, trapiantare e innestare, il 23 aprile è la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore.

Orto_2_giornata_MondialedelLibro1Nata per incoraggiare e valorizzare il piacere della lettura, questa data fu scelta perchè il 23 aprile di 400 anni fa, per coincidenza fatale e affascinante, morirono  Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso De La Vega. In Catalogna in questa data si festeggia anche San Giorgio, patrono di Barcellona e di tutta la regione, ed è antica tradizione che ogni uomo regali una rosa alla sua donna, così oggi reinterpretando e rinnovando questa antica tradizione i librai regalano una rosa per ogni libro acquistato; poichè solo la bellezza (forse) ci salverà regaliamo libri, coltiviamo rose e proteggiamo le api.”

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