La normalizzazione

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Petaloso. Termine che potrebbe rientrare ufficialmente nel vocabolario italiano, creato da un bimbo che forse a corto di conoscenza, forse in preda alla necessità di esprimere, rapidamente, un suo pensiero, una sua emozione, una sua idea davanti a un oggetto realmente esistente, si è liberamente espresso, presumibilmente senza prestare la minima attenzione alla validità del termine stesso. Petaloso, (ancora segnalato come errore da Microsoft Word, non certo al passo con i tempi), definito dall’Università della Crusca un termine bello e chiaro, che potrebbe incontrare vari futuri utilizzi, attraverso una pratica di modellazione e adattamento.

Petaloso

Petaloso

Al di là della legittimità dell’evento, dell’impatto mediatico che ha ottenuto, delle diverse categorie di sostenitori, critici, indifferenti e delle più sporadiche motivazioni alla base delle stesse, non possiamo non riconoscere che ormai è storia e nel suo piccolo ha segnato un passaggio, un  cambiamento, che ha avuto e avrà ripercussioni so ognuno di noi.

Vogliamo però per ora oltrepassare l’accaduto e nel farlo spostiamo l’attenzione sui termini ad oggi riconosciuti validi, quali ad esempio naturale, tradizionale, diritto, uomo, sentimenti, amore, reato, minaccia. Concentriamoci su ogni singola parola, considerandola a se, sconnessa quindi da contesti esterni. Per definire una base condivisibile, non creativa, non soggettiva, non mutevole arbitrariamente, sfogliamo il dizionario e segniamo su un foglio la definizione riportata per ognuna. Di più: studiamo l’origine, il nome da cui deriva, e così, rigorosi, e perché non pignoli, ricerchiamo anche il significato della parola madre. A questo punto la nostra mente potrà essere in grado di trovare degli esempi chiari e semplici per utilizzare tali parole. Un passo in avanti che presuppone già attività cerebralmente più complesse, quali il ragionamento, la riflessione e  la logica. Un pò come i bambini quando a scuola  devono compiere una frase  in cui trova la giusta collocazione un termine nuovo imparato.  Alcuni esempi: ” la pioggia è un fenomeno naturale” o “un piatto tradizionale del Giappone è il sushi”.  A questo punto possiamo anche sviluppare  delle frasi “di senso compiuto” che includano almeno due parole di quelle elencate. Una frase può essere definita tale se non si registra alcuna  conflittualità  tra  il significato della parola originario e quello che alla stessa si associa all’interno del  gruppo di parole tra loro interconnesse.

L'essenza della natura

L’essenza della natura

Un esempio di frase non corretta: “La pioggia non è un fenomeno naturale” (ci manteniamo sulla linea estremamente semplice, ma soltanto per evitare possibili fraintendimenti).

Partiamo dalla parola “naturale”. Si tratta di un aggettivo  che rimanda a ciò che è attinente alla natura e alle sue leggi. Tale termine deriva dal sostantivo “natura” latino che a sua volta origina dal greco, “physis”, ovvero la  complessità di esseri che nascono, vivono, muoiono. Una linea comune primigenia che precede la morale, i concetti artificiali di giusto e meno giusto, le leggi del vivere insieme all’interno di una società artificiale regolamentata da norme di varia tipologia e dal buono o cattivo senso dell’uomo. Passiamo al termine “tradizione”, che rimanda a un congiunto di usanze, notizie, memorie, rituali che nell’arco della storia si è costituito. La tradizione, quindi, è nata dal rapporto dell’uomo con il suo ambiente naturale, che si è tradotta in fatti, oggetti, situazioni i quali, attraverso il passaggio di mani in mani, si sono evoluti, trasformati o mantenuti, nel corso del tempo. Tale parola, conformemente al suo significato, può essere posta agli antipodi del termine natura precedentemente discusso. Giungendo infatti le due definizioni si comprende come la natura è ciò che precede anche quanto possiamo raggruppare con il termine tradizione: di fatto ciò che è tradizionale presuppone una base naturale, ma necessita di un intervento dell’uomo, mentale, manuale, creativo e fantasioso  che trasforma e detta regole per associare  un senso comune a ciò che viene prodotto. Il sole sorge, per tutti, arriva la vita, poi la morte. Ci sono i temporali, la nebbia, i fiori, le nuvole, i terremoti. Accanto a questo ci sono i balli, i cibi, i profumi, le manifestazioni, i modi di dire e di fare, che si differenziano in base alle tradizioni dei diversi luoghi. Esiste la samba, esiste il sushi come esistono i mille proverbi dialettali.Le tradizioni sono conseguenza della natura stessa e prendono spunto da come essa si manifesta in maniera differente  e da come l’uomo, scontrandosi con tale complessità, ricerca una sua strada di comune appartenenza.

Il naturale, proprio per definizione,  racchiude in se il concetto stesso di giustizia. Al tempo stesso, anche per il tradizionale generalmente non si può applicare una classificazione sulla base di tale criterio. Il sushi è il piatto tradizionale del Giappone, ma certamente ciò non implica che debba essere considerato l’alimento più corretto, ad esempio, se confrontato con una carbonara. Si può definire improprio o assolutamente scorretto soltanto quando contrasta o non riconosce quanto la natura ha stabilito. La natura è, sempre, indipendentemente da tutto, seguendo dei dettami e degli schemi  che si ripetono nella stessa forma; al contrario la tradizione viene trascinata dalla corrente temporale, dall’istinto dell’uomo, dal suo bisogno di evolversi e  di maturare , di tutelare o di tradire quanto già determinato.  Se infatti ci si concentra su un luogo specifico e si analizzano brevemente le tappe storiche della sua esistenza, si possono riconoscere delle tradizioni passate che sono state sostituite nel tempo con delle altre o semplicemente sono state sorpassate in ragione dei progressi  che le attività naturali e non naturali hanno marcato . Di fatto, al carattere universale della natura, si contrappongono le caratteristiche di relatività, flessibilità, temporaneità della tradizione, nel senso più generale possibile. L’uomo pensa, parla, si emoziona, piange, spera, si ammala, corre, cammina, afferra con forza, ha dei bisogni e delle necessità e la legittimità di ciò viene conferita proprio dal fatto che si correlano alla sua sfera naturale e alle interconnessioni delle parti che lo compongono. È  altrettanto vero che attraverso il suo agire razionale, all’interno di una società civile, egli si propone l’arduo compito di creare un complesso di norme, di strutture e di istituzioni che permettano di garantire per tutti o per una cerchia ristretta  il completo diritto a manifestarsi secondo la propria natura, anche attraverso il riconoscimento di obblighi e limiti, di modo che tale libertà distrugga o rispetti quella degli altri, a seconda dei casi. Il cammino percorso si è sempre determinato attraverso un bisogno primario, naturale, in contrapposizione o in armonia con i desideri di miglioramento,modernità, semplicità, ricchezza e egemonia.

Riti e tradizioni degli sposi

Riti e tradizioni degli sposi

Esisteva un’origine chiara, distinta e semplice e da questo punto sono nati dei nuovi colori e delle sfumature, sono sorte parole e dalle parole si è dato il via alla costruzione di un complesso artificiale sorretto dalle fondazioni resistenti fornite dalla natura stessa . Mattone dopo mattone si è preso conoscenza di quanto la stessa natura fornisce, stimolando così un desiderio di voler definire delle leggi che la possano studiare e prevedere con le dovute approssimazioni.

La tradizione però  indica al tempo stesso staticità, antichità, bigottismo, rappresentando in parte  quanto l’evoluzione tenta di sorpassare, attenta a ciò che per natura deve essere difeso, superato e sconfitto. Indica quel complesso di azioni che possono valere per un tempo, fin quando quel tempo viene oltrepassato attraverso la scoperta, la creazione, la manifestazione reale di quanto l’uomo può con quel complesso di logicità, estro, fantasia di cui la stessa natura lo ha dotato. Le varie arti tentano di definire un limite tra il naturale e l’artificiale, forse cercando di introdurre un concetto di giustizia che rende merito, significato  e senso al naturale, per comprenderlo, anticiparlo e sconfiggerlo. Così la medicina, così la biologia, così la chimica, la storia, la letteratura, così la tecnologia. Frutto di una mente naturale che tenta di spiegare ciò che è, ciò che potrebbe essere, ciò che può essere salvato o scartato dal mondo del tradizionale.

Cercando a tal punto di unificare i concetti, possiamo riassumere che la sfera tradizionale ha un essenza relativista, mutevole, ma anche ingannatrice, e forse entra in errore nel momento in cui si muove contro ciò che la natura stessa decreta, per distruggerla o distorcerla.

A questo punto torniamo indietro, per riprendere l’esercizio lasciato in sospeso, quello di compiere una frase “dal senso corretto” utilizzando almeno due termini di quelli precedentemente riportati. Scegliamo così una frase. “La famiglia tradizionale è soltanto quella tra mamma e papà, perché trattasi di unione naturale”. O anche “La famiglia tradizionale si identifica con l’accoppiamento normale tra uomo e donna”. Perfetto. L’istituzione famiglia, creata dall’uomo morale e sociale, ha decretato, in alcuni posti del mondo,  che la sola unione valida è formata dalla mamma e dal papà, perché naturalmente solo in tal caso è possibile la procreazione. Riconosciamo che la nascita di un figlio è un processo naturale. Niente da  obiettare, ma ci siamo assunti il compito di comporre una frase dal senso corretto. Riflettiamo. La famiglia tradizionale riconosce soltanto ciò che avviene naturalmente e in questo ci rifacciamo a un processo naturale di fecondazione, dimenticando quanto esiste nel mezzo in termini di emozioni, sentimenti, diritti naturali di essere, pensare, difendere e essere difesi. L’istituzione famiglia è stata costituita per regolamentare un’unione tra due persone, fondata su amore, compassione, istinti, affetti che come la fantasia, l’intelligenza, la malinconia, il dubbio e la paura fanno parte delle manifestazioni normali dell’uomo. È nata inoltre anche con lo scopo di garantire alla prole il riconoscimento e la tutela della complessità dei loro diritti. Stando quindi alle fasi precedentemente riportate, una coppia acquisisce legalità solo nel caso in cui sia possibile la procreazione. I figli frutto di tale unione saranno così protetti durante le varie tappe della loro esistenza. La famiglia e le diverse istituzioni coopereranno per garantire una vita degna e rispettosa: salute, educazione, benessere, soddisfacimento dei bisogni primarie e dei desideri che nasceranno nel corso dell’esistenza.

In tal senso, si lascerebbero fuori dal riconoscimento ufficiale  ad esempio i casi di coppie sterili, di figli nati al di fuori della famiglia istituzionale, i  rapporti di amore tra persone dello stesso sesso.

Ma…le varie scienze, la morale, la giustizia  hanno permesso di garantire una parità di diritti nel caso in cui la natura stessa segnali delle discriminazioni o definisca delle situazioni che socialmente e tradizionalmente non sono state considerate in passato. Si innesca quindi un meccanismo interattivo tra il naturale e il non naturale, al fine di ottenere un pari riconoscimento dei diritti primari. Tecniche di fecondazione assistita, adozioni, utero in affitto, sono esempi chiari di tale interazione, definibili naturali o non naturali, corrette o non corrette, morali o meno, a seconda della valutazione soggettiva che ne viene fatta. La famiglia come istituzione, considerando quanto riportato, già oltrepassa i limiti naturali, riconoscendo alle mamme e ai papà la legittimità a unirsi in matrimonio anche nel caso in cui la natura non abbia fornito della capacità di mettere al mondo dei figli, e ai figli il diritto ad avere un’esistenza decorosa anche qualora non discendano da tale istituzione, in quanto singoli individui, con idee, opinioni, ambizioni, sogni, sentimenti.

La vera fantasia dei bambini

La vera fantasia dei bambini

E i sentimenti, le idee, i pensieri, le emozioni sono insiti dell’essere umano e di conseguenza non possono essere limitati a categorie di individui definiti sulla base di criteri ottusi e assolutamente contrari alla natura stessa. Se davvero l’unione tra due persone si fonda sull’amore e se davvero ci adoperiamo per garantire, per l’infanzia ma di fatto per ognuno, delle pari opportunità, non dovremmo fare eccezioni quando questo amore lega due persone dello stesso sesso. È un amore, in ogni caso, è la volontà libera di un individuo di orientarsi nella vita secondo la sua natura, la stessa che deve essere o dovrebbe essere riconosciuta alla prole al momento del suo arrivo al mondo, è ciò che dovrebbe animare le manifestazioni in piazza, che difendono il diritto di ognuno ad avere una vita dignitosa.

Esistono i falsi miti, nascosti dietro il termine “petaloso”, di modernità, progresso e esaltazione della creatività umana. Esistono le speculazioni, fondate sulla distorsione, sull’ingiustizia, sull’utilizzo pericoloso di termini riconosciuti, e non soltanto dal vocabolario italiano.

Ci allontaniamo sistematicamente dai concetti del giusto e del corretto  nel momento in cui abbandoniamo il buon senso e perdiamo di vista il giusto senso delle cose, costruendo meschinamente delle frasi scorrette e  incompiute e facendo leva sulle debolezze altrui per mascherare la nostra incapacità nel riconoscere l’essenziale e il naturale che ci accomuna.

 

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