Diversamente innamorato

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La vide avvicinarsi sospinta dalle onde. Era affascinante, magnetica, seducente. La percezione della sua intensità diventava ogni istante più nitida e forte. L’euforia lo aveva raggiunto di nuovo, anche lì, in mezzo al mare. Era abbagliante. Impossibile sottrarsi alla sua malia. Carlo rimase immobile, calmo. Allo stesso tempo, però, fu pervaso da un fremito di trepidazione e da un’eccitazione inebriante.L’ebbrezza per ciò che era accaduto non riusciva proprio a cedere il passo al senso di colpa, nemmeno a distanza di giorni, nemmeno lontano dalla famiglia e nemmeno a chilometri dalla terraferma. Gli era stato detto che doveva provare vergogna per aver rifiutato il dono che Dio gli aveva offerto, ma la vocazione sacerdotale non si era insinuata fra le pieghe del suo cuore quanto la passione. Carlo era aperto al dialogo, alla fede e all’amore; non però nel senso predicato dalla chiesa.

puzzleTormentato da sentimenti contrastanti e con il malessere per le cose dette, non dette e fatte, Carlo aveva sentito forte l’urgenza di fare chiarezza. In poco tempo, la decisione: scappare. Scappare dal Seminario di Santa Sofia, da quella sensazione di euforia quasi dolorosa e da Luca per trasferirsi in un posto dimenticato da tutti, anche da Dio. Pensava spesso, con nostalgia, al nonno e alla sua barca a remi, Amanda. Su quella barca aveva trascorso gran parte dell’infanzia: ogni giorno, infatti, scendeva al porto dove Amanda aspettava paziente. Una volta preso il largo succedeva qualcosa di magico. L’acqua aveva su di lui un effetto calmante e riequilibrante, mentre la compagnia del nonno amplificava la sensazione di benessere. Accarezzato da quei due elementi, Carlo riusciva a sciogliere le “macchie“ più ostinate che turbavano la sua coscienza. In breve acquistava sicurezza e nuova forza per affrontare le prove della vita. Lì, in mezzo al mare, cullato dallo sciabordio dell’acqua aveva imparato a dissolvere paure, incertezze e preoccupazioni.

faroQuesta volta la prova era difficile e solo il mare poteva aiutarlo, visto che il nonno non c’era più e Amanda era affondata. Perciò, aveva deciso di accettare un lavoro stagionale come guardiano del faro su un’isola deserta. Dopo tre settimane di esilio, la fuga da quell’euforia “sbagliata” non l’aveva portato ancora da nessuna parte. Eppure c’era acqua ovunque: a nord, a sud, a est e a ovest. Da ragazzo gli sarebbero bastate poche ore in mare per fare chiarezza, ma ora era diverso. Forse non lo voleva neppure o forse, aveva solo paura. Era successa una cosa inaspettata e meravigliosa: si era innamorato. Il momento, però, non era quello giusto, il posto nemmeno e a detta degli altri, nemmeno l’uomo era quello giusto. Dopo aver conosciuto Luca, Carlo era stato travolto da un’euforia incontenibile, non poteva esserci nulla di sbagliato in tale incanto. Per la prima volta aveva seguito il suo cuore, come gli avevano sempre insegnato. Allora, dov’era l’errore?

no wrongNon riusciva a provare vergogna per ciò che sentiva crescere dentro. Le onde cerebrali continuavano a ricondurlo in uno stato emotivo di profondo benessere, così come ora facevano quelle del mare. Più che benessere era gioia, più ancora, felicità, euforia, ma lui continuava a scappare. I tentativi per smorzare l’ebbrezza erano tutti falliti: il viaggio negli abissi della sua mente l’aveva resa più forte e quello per mare l’aveva portata a destinazione. Non era affogata nei suoi pensieri né, tanto meno, nelle profondità marine. Era lì, davanti a lui, un’altra volta ancora. Non poteva più procrastinare, doveva affrontarla. Improvvisamente capì: l’unica cosa davvero sbagliata era scappare. Allora cedette, si lasciò guidare dall’istinto con una nuova sensazione di leggerezza. La fuga era finita e in un attimo, come per incanto, ogni frammento di tristezza e di malinconia svanirono nell’acqua.

 

 

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

Cosa ne è stato scritto

  1. loris

    Non ho mai capito il tradimento: bastava guardarsi con onestà dentro ed agire subito, per tempo, informando anziché tradire.
    Parimenti non ho mai capito una ” chiamata” sacerdotale che poi si dissolve alla luce d’ una fata in carne e ossa. Si tratta semplicemente di immaturità, di incapacità di leggersi dentro, ancora.
    Eppure non sono una fanatica oltranzista, tantomeno una penosa moralista.
    Magari a me manca, da sempre, quella lievità dell’ essere che rende più semplice la vita e consente di agire anche secondo l’ onda del vento.

    Rispondi

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