Ritratto di un mondo che verrà

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Nel corso della storia l’uomo ha tentato innumerevoli volte di predire il futuro, immaginando nella sua testa rivoluzioni epocali, cambiamenti storici o mondi futuristici migliori di quello attuale. Questa tendenza è stata codificata addirittura in una parola: “futurologia”.In questi anni di silenzioso caos, con una politica ridotta a pensare all’effimero presente per incantare (o incatenare) gli spettatori allo show continuo, spesso ci è dimenticati di ragionare sul lungo periodo. Sulle tendenze storiche che potrebbero cambiare tutto. Eppure il mondo marcia sempre più veloce verso cambiamenti devastanti. Non sono solo le molteplici crisi che si accumulano minacciose all’orizzonte, mentre noi facciamo finta di non vederle cullate dal falso oro del decadente mondo globalizzato, ma anche di cambi di paradigma a livello sociale, politico ed economico.

Sicuramente una transizione riguarderà il nostro modello democratico, che presenta ormai cambiamenti dettati dalla troppa lentezza dell’apparato burocratico, dall’inefficienza della giustizia sociale fino all’incompetenza delle classi dirigenti al potere. Assisteremo probabilmente all’ascesa della Democratura, dove le oligarchie concentreranno in poche mani il potere con il consenso delle masse disperate, ormai alla ricerca di uomini forti in grado di guidare la nave in mezzo alle tempeste. Contro questa evoluzione si scaglieranno i localisti e i cultori della democrazia delle piccole patrie, all’insegna del controllo dal basso o quantomeno della sua illusione.

L’altro grande terreno di sfida sarà la battaglia finale tra i Globalizzatori, i Nazionalisti Sovranisti e gli Ambientalisti/Localisti nellaleomar2 fase terminale della Globalizzazione. I primi, molto presenti in certe élites e nei ceti cosmopoliti delle grandi metropoli, faranno di tutto per spingere fino all’estremo l’attuale Sistema, propugnando tutti i trattati commerciali necessari, tutte le riforme necessarie, per abbattere le barriere e unificare il tutto sotto mega-stati imperiali, anche a prezzo di ulteriori sacrifici da far pagare al ceto-medio e povero. I secondi, in ascesa in Europa e in altre parti del mondo, si affideranno al restauro del prestigio nazionale in opposizione ai guasti della mondializzazione, ricorrendo alla chiusura delle frontiere e al protezionismo contro gli avversari economici esteri, evocando continuamente spettrali nemici alle porte. I terzi invece metteranno in discussione le fondamenta del Sistema industriale-tecnologico e del suo “destino manifesto”, ricorrendo a movimenti locali, nuove vie di sviluppo e una lotta sempre più feroce fra le “campagne” e le “città”, con rischi di polarizzazione estremi.

leomar3In mezzo a questo scontro epocale si inserirà la battaglia delle idee e delle nuove ideologie, che soppianteranno la vecchia e stantia divisione fra Destra e Sinistra. Sempre più rilevante e centrale diventerà il Transumanesimo, legato a doppio filo al Sistema industriale-tecnologico e allo sviluppo scientifico. I potenziamenti umani, gli esperimenti genetici e l’evoluzione della nano-robotica innescheranno dibattiti e lotte sulla definizione dell’uomo stesso e dei suoi cambiamenti/limiti. Dall’altra parte coloro che invece vedranno una minaccia nelle nuove tecnologie, specialmente se in mano ad oligarchie dittatoriali fuori controllo, premeranno per tornare al “naturale”, alla piccola comunità o animati da spirito messianico/religioso combatteranno militarmente per fermare il post-umano.

Questa scenari rimangono per ora plausibili, ma non certi, in un mondo caotico e iper-veloce come il nostro. Di sicuro la pax occidentale che abbiamo goduto dal 1945 sta per giungere necessariamente alla fine e questo, che ci piaccia o no, ci costringerà a fare delle scelte giuste, sbagliate, drammatiche o speranzose, in nome del nuovo mondo che verrà.

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