“Quando c’era Marnie”: Fine di un sogno

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Anna è una ragazzina introversa e timida, con gravi problemi nel relazionarsi con il prossimo. La madre adottiva, non riuscendo più a gestire la situazione, decide di mandarla per un breve periodo dai suoi zii, i quali abitano in una cittadina costiera di provincia. Qui Anna s’imbatte in una villa abbandonata in stile occidentale, un tempo usata per prestigiosi ricevimenti, dove incontra Marnie, ragazzina sua coetanea con cui comincia a fare amicizia. Sin dall’inizio, però, Anna nota un alone di mistero intorno alla sua nuova amica, che le chiede di mantenere il segreto sui loro incontri notturni, al chiaro di luna…

quando c'era marnie locandina

Quando c’era Marnie (tit. orig. Omoide no Marnie)

Regia: Hiromasa Yonebayashi
Produzione: Studio Ghibli – Distribuzione: Lucky Red

Paese: Giappone
Genere: racconto di formazione
Durata: 103 minuti

Consigliato a: fan di Miyazaki e dell’animazione giapponese, shippatori seriali, ragazzini/e asociali
Sconsigliato a: chi cerca un film LGBT, chi ha il cuore di pietra, amanti della Pixar

 

quando c'era marnie locandinaUltima, delicata opera dello Studio Ghibli, “Quando c’era Marnie” mantiene i toni un po’ fantasiosi, gli sfondi meravigliosi e ben curati di altri lavori del colosso della produzione animata giapponese. La storia a prima vista sembra molto banale e riconducibile a tantissime altre opere di formazione. Per non parlare del rapporto tra Anna e Marnie, le due protagoniste, il quale sembra più volte sfociare in una relazione lesbica. Senza rischiare di svelare troppi dettagli salienti, allo spettatore basti sapere che in questo caso le prime impressioni sono molto fuorvianti. Man mano che la storia va avanti il film mostra dei dettagli particolari e decisamente inaspettati, come il colpo di scena finale che lascerà chiunque stia guardando a bocca aperta (forse anche per una mancanza di dati offerti durante la visione). In poche parole si tratta di un prodotto da scoprire pian piano, senza alcun pregiudizio, lasciandosi travolgere dalla tenerezza e dalla genuinità dei personaggi (non fatevi ingannare dalle prime sequenze dove Anna viene presentata come una rompiballe di prima categoria).quando-c'era-marnie_bosco

L’animazione, che mantiene molti fattori nello stile di Miyazaki, tra i quali il character design, è molto curata e limpida, piena di dettagli minuziosi. Un ultimo canto del cigno un po’ agrodolce per la casa di produzione che ha fatto sognare generazioni con le sue opere fiabesche, come “Il Castello Errante di Howl” o “La città incantata”. Ma il sogno ormai è finito: infatti con “Quando c’era Marnie”, che quest’anno ha concorso, senza successo, agli Oscar nella categoria di Miglior Film d’Animazione, lo Studio Ghibli chiude i battenti, visto il ritiro dagli schermi di uno dei suoi capisaldi produttivi, Hayao Miyazaki. Un prodotto che, certo, è un po’ inferiore alle opere sopra citate, ma che avrebbe meritato più attenzioni, come nel nostro paese, dove è stato distribuito in sala solo per due giorni.

 

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