“Le radici e le ali” di Goffredo Palmerini, un libro dedicato a tutti i bambini migranti

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A partire dal 1876 al 1984 si stima che più di un milione di abruzzesi abbiano lasciato la propria regione, per cercare fortuna in un altro paese.

Subito dopo l’Unità d’Italia, l’Abruzzo versava in una condizione economica molto critica, una delle peggiori di tutta la penisola, la fuga sembrava l’unica soluzione. Quegli incantevoli paesini arroccati sui monti, che ora contano una una manciata di abitanti e che da qualche anno sono  meta di un ancor timido turismo, un giorno erano anch’essi popolati e vivi. Le storie di emigrazione, di qualsiasi genere siano, si portano addosso quella strana commozione un po’ dolorosa e un po’ fiera, di chi ha avuto ali per andare via e radici per non dimenticare. “Le radici e le ali” è il titolo di un libro speciale, che una volta letto non dimenticherete, abruzzesi e non.

L’autore del libro è  Goffredo Palmerini, aquilano, ambasciatore degli abruzzesi nel mondo, un uomo appassionato ed entusiasta che ha dedicato e dedica la sua vita alla diffusione e all’approfondimento delle attività degli abruzzesi nel mondo e delle loro comunità.  Nella sua infaticabile attività, Goffedo ha incontrato a ascoltato centinaia di storie che finalmente sono state raccolte in un libro, aperto dalla presentazione del drammaturgo di origine aquilana Mario Fratti, protagonista del teatro internazionale e professore della Columbia University e dell’Hunter College di New York e dalla prefazione di Lucia Patrizio Gunning, docente di storia alla University College di Londra.  Colpisce la dedica, così attuale  dell’autore  “A tutti i bambini migranti”:  sembra quasi di vederli uno ad uno,  tutti in fila con gli  occhi inconsapevoli eppure  pronti al viaggio, proprio loro, i piccoli che saranno cittadini di ogni domani.

In più di trecento pagine ed in centocinquantacinque racconti, editi da One Group Edizioni, Goffredo ha raccontato l’arte, la cultura, le storie di emigrazione, i grandi eventi, le vite di personaggi noti e le attività delle comunità abruzzesi nel mondo: lo ha fatto con il desiderio di far conoscere quanto le tante italie sparse per il mondo e misconosciute ai più, regalino ogni giorno storie e  soddisfazioni alle quali ispirarsi e dalle quali prendere esempio e trarre insegnamento. Racconti che annullano sia  lo spazio del passato, quello delle origini e delle radici che  lo spazio del presente, quello della vita di ogni giorno, per prendersi il posto infinito della parola e della storia.

La semplicità e la precisione con cui Palmerini racconta la tante storie di emigrazione, potrebbero fungere da ottimo antidoto ai tanti connazionali che fanno fatica a ricordare il proprio passato.

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