Il cielo e gli abissi del postumano

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L’uomo misto e le macchine pensanti

I giovani, gli adulti e gli anziani non possono restare disinformati sul poderoso sviluppo della ricerca biotecnologica che apre cieli, ma anche abissi, sul neofita pianeta di nome Postumano: sempre più popolato di un’umanità ibridata e di macchine pensanti.

  • L’uomo/misto é figlio della ricerca sull’ “incrocio” tra il corpo umano e la macchina, tra il biologico e l’elettronico. Ovvero, il meticciamento di umano e di artificiale. Siamo al cospetto di una nuova/Scienza che entra nei nostri tessuti e impianta chips (nano-tecnologie) capaci di amplificare e di arricchire i circuiti della memoria, i corredi neuronali e le risorse cognitive. Non solo. I suoi “microprocessori” sono abilitati anche a riparare e a ringiovanire i tessuti organici fino ad accendere la speranza di una lunga durata della vita: la sfida alla vecchiaia e l’eterna giovinezza. L’uomo “misto” riprende dunque l’ibridazione identitaria della mitologia all’incrocio tra specie umana e specie animale: come le Sfingi, le Chimere, i Centauri e le Sirene.
  • Le macchine/pensanti, a loro volta, sono figlie della “biologizzazione” tecnologica sotto la spinta della cibernetica. Le loro frontiere di ricerca già dispongono di cellule nane che si evolvono per fasi di sviluppo come quelle descritte da Jean Piaget. La ricerca sulla funzionalità biologica delle macchine é – insieme – seducente e inquietante: fino a portare l’artificiale (tramite i cyborg: macchine biologizzate) negli anfratti più segreti della vita umana.
Il compito dell’istruzione pubblica

Le tecnologie della vita e le biologie artificiali stanno contaminandosi in modo inedito lungo i crinali della Postumanità. Da lassù annunciano all’homo sapiens un poderoso salto evolutivo post/darwiniano della ricerca che potrebbe modificare l’antropologia stessa della Persona.

Di qui l’appello alla Scuola perché si metta in viaggio lungo le praterie del Postumano: evitando di isolarsi – impassibile – sull’Aventino al cospetto  degli odierni processi epocali di contaminazione identitaria del genere umano. Parliamo di una Scuola consapevole che si sta consumando un’avventura conoscitiva ai confini tra scienza, arte ed etica: forse, un nuovo Umanesimo. Un traguardo possibile. A patto che le ricerche sull’ibridazione bio/elettronica e sulla biologizzazione macchina-cibernetica non ci colgano di sorpresa: lasciando le loro scoperte nelle mani di lobbies scientifiche, di multinazionali economiche e di poteri politici. Con il catastrofico risultato di dare via libera a cittadinanze indifferenti e disimpegnate, disponibili alla
delega. Per questo, la Scuola pubblica ha l’improcrastinabile compito di mobilitare studenti, insegnanti e genitori ad alfabetizzarsi su queste frontiere esistenziali per costruire – insieme – un Postumano “umanizzato” da decisioni e da responsabilità collettive.

 

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