Fra codardia e terrorismo

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Due atteggiamenti rappresentano in questo momento l’Europa: la codardia del governo Hollande, che di nascosto da il premio “La Legione d’Onore” ad un principe dell’Arabia Saudita (Stato sponsor del terrorismo islamico) per la “lotta contro il terrorismo” e le lacrime della Lady Pesc Mongherini a testimonianza della debolezza e del panico che pervade il continente.Gli attentati di Bruxelles hanno riproposto l’ennesima e terrificante orgia mediatica piena di retorica e vuote analisi, che salvo rari casi, non vanno a sfiorare il punto della situazione: chi sono i massimi responsabili dell’attuale disastro. Si continua invece ad invocare “Più Europa”, come se bastasse uno Stato unificato e maggiore coordinamento ad impedire gli attentati terroristici. Rimedi che non hanno impedito, nonostante l’immenso apparato di sicurezza, gli attentati a Boston e San Bernardino negli Stati Uniti.

L’unico modo per fermare il Jihadismo è andare a sistemare la questione alla fonte. Non solo stabilizzando il Medio-oriente, ma anche leo2chiarendo una volta per tutta i nostri rapporti con gli Stati sponsor dei gruppi jihadisti: Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Kuwait, Turchia, ecc. Essi sono i responsabili delle diffusione del radicalismo islamico e della sua ideologia estremista. Ideologia che sta penetrando anche in Africa centrale aumentando i gruppi terroristici e i conflitti.
Purtroppo questo chiarimento è impedito dalle nostre classi dirigenti che hanno stretto affari per centinaia di miliardi di dollari e euro con questi Stati. Nessuno ha voglia di rimettere in gioco la questione economica, tanto meno le nostre élites, le quali chiuse nei palazzi d’oro sanno benissimo di non rischiare troppo. Infatti in 15 anni di “Guerra al Terrore” nessuno di loro è mai morto. Sia da una parte che dall’altra sono sempre i semplici civili a pagare il prezzo dei giochi di potere.

Così il dibattito si sposta sempre su becere discussioni, su populismi da dilettanti e soluzioni all’acqua di rose, aumentando la diffusione di un’islamofobia contro-producente. Fra l’altro va ricordato agli islamofobici europei che fino ad ora gli unici che hanno combattuto il Califfato faccia a faccia sono tutti islamici: curdi, alawiti siriani, hezbollah libanesi, sciiti/sunniti iracheni. Con giusto il supporto di qualche squadra speciale russa e americana, oltre che i raid aerei. Di soldati europei non se ne sono visti, nonostante la minaccia terroristica stia infierendo proprio da noi. E gli stessi bombardamenti dei francesi e degli inglesi non si sono praticamente visti (gli inglesi in 3 mesi di campagna hanno fatto 7 morti fra i soldati del Califfato…). Altro che i proclami guerrieri degli inetti Hollande & company; qua siamo di fronte ad un’Europa che non sa quello che vuole fare e che non sa nemmeno più come combattere.

A questo si somma l’inquietante impotenza dei cittadini occidentali, che è stata riassunta spietatamente in questa vignetta di Bagni Proeliator

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